10 Marzo 2017
Susanna Chiaramonte
CITTÀ E TRASPORTI
10 Marzo 2017
Susanna Chiaramonte

I corrieri su due ruote amici dell’ambiente

Utilizzare le due ruote per la distribuire merci urbane, migliora l’aria e la qualità di vita. Spazio alla Ciclologistica per città più sostenibili.

La risposta ai problemi non sempre è nel futuro o nel progresso, a volte, come in questo caso, si trova nelle abitudini del passato. La bicicletta torna infatti ad essere un mezzo non solo attuale, ma estremamente strategico per il nostro presente, ponendosi al centro di progetti e conferenze di livello Europeo. Stiamo parlando di un sistema che prende il nome di Ciclologistica.

Il 20-21 Marzo, si terrà a Vienna la quarta edizione della Conferenza Europea della Ciclologistica, che vedrà la partecipazione di circa 300 esperti in materia, con lo scopo di mostrare le migliori pratiche del settore ed implementare strategie ed iniziative di successo.

Il progetto Cyclelogistic, finanziato dalla Commissione Europea ed iniziato nel 2011, promuove l’efficienza energetica e l’uso delle biciclette nel settore dei trasporti.

L’iniziativa europea è nata in primis per contribuire al raggiungimento degli obiettivi della strategia europea 2020 (riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, aumento del 20% dell’efficienza e del 20% dell’uso di energie rinnovabili) ed in secondo luogo per combattere il problema della distribuzione delle merci nei centri urbani.

Secondo i dati della società di consulenza TRT Trasporti e territorio, il traffico urbano delle merci genera circa il 20-30% delle emissioni totali e, con lo sviluppo dell’e-commerce, l’incidenza sembra destinata ad aumentare.

Per far fronte a questa situazione, la Cyclelogistic prevede l’uso esclusivo (o abbinato a mezzi tradizionali), delle biciclette cargo per le consegne merci in città, così da diminuire l’impatto ambientale e sociale dei trasporti, ma non la produttività.

Senza dubbio, le due ruote presentano molti vantaggi rispetto alle automobili, su diversi piani. Le biciclette cargo hanno bisogno di minore spazio per il parcheggio, non hanno il problema delle ZTL e possono effettuare consegne più velocemente; da un punto di vista ambientale, diminuiscono l’inquinamento acustico e dell’aria e riducono la congestione caratteristica delle grandi città.

Uno studio della società di ricerca austriaca FMG.AMOR sostiene che, se si riuscisse a spostare anche solamente un viaggio ogni mille da veicoli tradizionali a veicoli a pedali, si potrebbero ridurre le emissioni di CO2 di ben 37.000 tonnellate all’anno, che corrispondo ad un risparmio di circa 15 milioni di litri di benzina.

Socialmente parlando, tutto ciò crea nuovi posti di lavoro e migliora la qualità di vita urbana.

Per le aziende o società che vogliono entrare a far parte di tale sistema, inoltre, gli investimenti richiesti sono modesti, ed i costi di manutenzione minori rispetto ai classici furgoni.

Nel panorama italiano, Milano è una città con un diffuso utilizzo di bici cargo per la distribuzione, oltre ad essere la sede degli Urban Bike Messenger, prima e pioniera società italiana di corrieri su due ruote.

“Abbiamo iniziato in tre, senza sede, con le nostre bici e le nostre borse. Ora possiamo contare su sette corrieri stabili e abbiamo una riserva di pedalatori di oltre mille persone nel nostro database” dice Roberto Peia, fondatore degli UBM; “anche se in realtà- continua- è una vita dura, soprattutto nel caotico traffico italiano”.

Diverse metropoli italiane, infatti, non possiedono infrastrutture adatte a garantire la viabilità e la sicurezza di coloro che viaggiano in bicicletta, problematica questa molto cara ad associazioni e comunità di ciclisti.

Tra le molte, ad esempio, la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), la Salvaciclisti-Roma, la CycloPride AP, la BiciRoma, tutte realtà che si adoperano non solo per l’ambiente, ma anche per una possibilità di circolazione più sicura. Per realizzare a pieno una logistica sostenibile nei centri urbani, è necessario però uno sforzo congiunto e trasversale, che arrivi sì dall’alto, ma anche dal basso; è importante sensibilizzarsi e comprendere il beneficio ed il miglioramento di vita che può derivare da questi cambiamenti, solo allora probabilmente inizieremo tutti a pedalare verso un mondo più pulito.

 
 

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