6 Maggio 2013
Samanta La Manna
CITTÀ E TRASPORTI
6 Maggio 2013
Samanta La Manna

Mobilità a misura d'uomo

Le città sono il risultato finale di processi andati nella direzione sbagliata, o perlomeno durante i quali qualcosa è andato storto

Il XXI secolo è stato definito il ‘secolo urbano’, da uno studio di UN-Habitat's Global Urban Observatory; infatti se nei primi anni del secondo millennio la metà della popolazione è insediata nelle città, entro il 2050 si arriverà al 70%. L’Italia non fa eccezione.

Ma le città non sono più quei luoghi dove un tempo si migrava per migliorare la qualità della propria vita: sono il prodotto finale di processi andati nella direzione sbagliata, o perlomeno durante i quali qualcosa è andato storto.

Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, Ecosistema Urbano 2012, ogni giorno 14 milioni di cittadini italiani si muovono dai territori periurbani e vanno a lavorare in città; questi spostamenti non sono mai senza problemi: dai quotidiani ritardi alle condizioni di viaggio, l’unica cosa certa è il disagio profondo della maggior parte dei pendolari. Una volta giunti a destinazione la situazione non diventa più semplice, anzi. A dimostrarlo dati Istat, secondo cui la domanda di trasporto pubblico urbano nel 2010 è aumentata dello 0,6% rispetto al 2009, mentre è diminuita dello 0,2% l’offerta. Una proporzione decisamente non adeguata. 

Anche il grido d’allarme del rapporto di Legambiente, realizzato con Ambiente Italia e Il Sole 24ore non lascia spazio a equivoci: troppe macchine e pochi mezzi pubblici! L’associazione ambientalista spiega che il livello medio di motorizzazione privata nei capoluoghi continua a crescere, e si arrivano a contare quasi 64 auto ogni 100 abitanti. Come se non bastasse c’è poi da considerare i poco confortanti livelli di smog, conseguenza diretta di una mobilità insostenibile. Basti pensare che la media delle polveri sottili di tutte le città italiane considerate dallo studio, è arrivata a 32 microgrammi per metro cubo. Inoltre sono dieci in più, rispetto alla scorsa edizione del rapporto, i giorni dell’anno in cui l’ozono supera i limiti di legge.

Il miglioramento della mobilità urbana è certamente un’impresa difficile, ma non impossibile, anche se il punto di partenza non è dei migliori, con il 70% della popolazione che utilizza auto e moto, e solo il restante 30% che si muove con mezzi pubblici o bicicletta o veicoli non inquinanti. Un primato europeo che il Bel Paese si porta dietro da anni, quello dell’auto pro-capite, e ne risentiamo in fatto di inquinamento e scarsa qualità della vita.

Sia vantaggi sia opportunità di sfide offerte dalle città dipendono da come queste vengono ideate, progettate e costruite. La giusta pianificazione urbana diventa quindi fondamentale per sostenere, o viceversa, ostacolare lo sviluppo delle possibilità per tutti. La pianificazione urbana non può tralasciare una dimensione sostenibile della quale chiunque possa usufruire: anche i nuovi arrivati e i migranti. In essa deve tornare preponderante una promozione dell’inclusione in tutte le aree urbane che assicuri una distribuzione equa dei servizi.

 
 

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