25 Settembre 2013
Samanta La Manna
CITTÀ E TRASPORTI
25 Settembre 2013
Samanta La Manna

Mobilità (in)sostenibile: se si sceglie l'automobile, che almeno sia green

In Italia, dal 2009 a oggi, la percentuale di auto ecologiche è aumentata. Ma non è ancora abbastanza. Uno studio dell’Osservatorio Airp scatta una fotografia dalle tinte offuscate

Il nostro stivale è ingorgato da troppe autovetture , sacrosanta verità. La notizia peggiore è che, di queste, solo il 7,10% sono ecologiche. A dirlo, nero su bianco, un’analisi condotta in Italia dall’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp ( Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici). Basandosi sui dati forniti da Automobile Club Italiano, quel che emerge è un Bel Paese imbruttito dalle quattro ruote: ben 37.058.701 autovetture circolano attualmente nella nostra nazione e solo 2.630.129 sono ecologiche, cioè a metano, Gpl, ibride o elettriche. Una quota di auto ecofriendly, sul parco circolante italiano, decisamente modesta. 

Anche il grido d’allarme del rapporto di Legambiente, realizzato con Ambiente Italia e Il Sole 24ore non lascia spazio a equivoci: troppe macchine e pochi mezzi pubblici! L’associazione ambientalista spiega che il livello medio di motorizzazione privata nei capoluoghi continua ad aumentare, e si arrivano a contare quasi 64 auto ogni 100 abitanti.
Come se non bastasse c’è poi da considerare i poco confortanti livelli di smog, conseguenza diretta di una mobilità insostenibile. Basti pensare che la media delle polveri sottili di tutte le città italiane considerate dallo studio, è arrivata a 32 microgrammi per metro cubo. Inoltre, sono dieci in più, rispetto alla scorsa edizione del rapporto, i giorni dell’anno in cui l’ozono supera i limiti di legge.
Un primato europeo che l’Italia si porta dietro da tempo, quello dell’auto pro-capite, del quale risentiamo in fatto di inquinamento e scarsa qualità della vita. E nonostante la percentuale di auto ecologiche sia aumentata nel corso degli ultimi anni ( nel 2009 era pari al 4,57%, fonte : Airp) i numeri sono ancora bassi. Eppure se si sbircia – sottolinea l’Airp - a quel che il recente, nonché più importante vetrina europea dell’automobile, Salone di Francoforte ha dimostrato, è abbastanza evidente come le case automobilistiche stiano accendendo i riflettori in maniera crescente e con grandi investimenti proprio sulle alimentazioni alternative.
Lo studio dell’Associazione fa il punto anche su quali siano, in Italia, le regioni con la maggiore densità di auto ecologiche. Secondo questa classifica, al primo gennaio 2013, l’Emilia Romagna era quella con il parco circolante più ecocompatibile dove le autovetture a metano, gpl o elettriche rappresentano il 16,11% del totale. Al secondo posto della graduatoria le Marche con il 14,78% e al terzo il Veneto con una quota pari al 9,44%. Fanalino di coda, invece, il Friuli Venezia Giulia con appena il 2,56%, preceduto a breve distanza dalla Sardegna (2,70%) e dalla Calabria (2,96%).
La scelta di un’automobile meno inquinante è solo un pezzo di quell’enorme puzzle chiamato mobilità sostenibile. L’ultimo rapporto di Legambiente, Ecosistema Urbano 2012, fotografa un’Italia dove ogni giorno 14 milioni di cittadini si muovono dai territori periurbani e vanno a lavorare in città; questi spostamenti non sono mai senza problemi: dai quotidiani ritardi alle condizioni di viaggio, l’unica cosa certa è il disagio profondo della maggior parte dei pendolari.
Una volta giunti a destinazione la situazione non diventa più semplice, anzi. A dimostrarlo dati Istat, secondo cui la domanda di trasporto pubblico urbano nel 2010 è aumentata dello 0,6% rispetto al 2009, mentre è diminuita dello 0,2% l’offerta. Una proporzione decisamente non adeguata.
Il miglioramento della mobilità urbana è certamente un’impresa difficile, ma non impossibile, anche se il punto di partenza non è dei migliori, con il 70% della popolazione che utilizza auto e moto, e solo il restante 30% che si muove con mezzi pubblici o bicicletta o veicoli non inquinanti. E allora, se proprio bisogna muoversi in macchina, che sia green!

 
 

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