14 Maggio 2018
Redazione
CITTÀ E TRASPORTI
14 Maggio 2018
Redazione

No ai fumi delle navi in porto e alle polveri sottili: protesta martedì 15 davanti alla Stazione Marittima di Genova

Ogni anno cento morti per l’inquinamento in città

La protesta corre sul filo. Anzi: sul fil di fumo delle navi in porto. A Genova. Ad organizzare una manifestazione contro l’inquinamento dovuto allo stazionamento delle navi in porto coi motori accesi il Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest, presieduto da Enzo Tortello, che invita i cittadini a manifestare uniti il loro disagio martedì 15 alle 17.30 davanti alla Stazione Marittima.

Sono circa un centinaio i morti ogni anno a Genova per cause derivanti dall’inquinamento. A dare un quadro completo della situazione è lo stesso Tortello: “Come stiamo oggi a leggi? Molto male. Alla data odierna le navi hanno valori sulle emissioni meno restrittivi di quelle di un’auto. Circolano ancora le cosiddette ‘carrette del mare-afferma il presidente del Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest- ovvero navi degli anni ’70 con motori di vecchia concezione: esse producono così incombusti e polveri che si depositano a chilometri di distanza”.

Sono quasi 50.000 i genovesi esposti ai fumi delle navi e sono state raccolte 1500 firme per contrastare il fenomeno dell’inquinamento da fumi delle navi da un gruppo di pacati contestatori, che a fine gennaio 2017 hanno costituito il Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest. Obiettivo fare in modo che gli armatori scendano una volta per tutte ai tavoli di lavoro dove già si incontrano da tempo la Capitaneria di Porto e i pubblici amministratori del Comune e della Regione assieme ai cittadini, che lottano per debellare l’inquinamento in città. Lo slogan è chiaro: “Martedì 15 vieni in manifestazione. Fai qualcosa per i tuoi polmoni e per quello dei tuoi figli”. “A Genova ogni anno si segnalano circa cento morti precoci per cause dovute all’inquinamento. Secondo Arpal, le sorgenti che emettono le maggiori quantità di NOx (ossidi di azoto, ossia i fumi nocivi) in atmosfera sono le attività marittime, e arrivano al 62% del totale. Prioritariamente le navi in stazionamento, seguite dal trasporto su strada (26%)”.

Ma i proprietari delle navi, benvenute per l’economia ligure, nicchiano sulle operazioni di ammodernamento delle loro flotte. E le conseguenze per la salute pubblica sono pesanti: è un dato di fatto noto da tempo che le navi che stazionano in porto a Genova producono parecchio rumore fastidioso e molto fumo, dannosi per l’ambiente e la salute. “Desideriamo prima di tutto che siano fatte rispettare le poche leggi che già esistono in materia di inquinamento, ad esempio quelle che assicurano il basso contenuto di zolfo (0,1%) nei carburanti da bruciare in porto. Riteniamo poi che l’elettrificazione delle banchine sia un passo indispensabile per la compatibilità porto-città”. Sono quasi 50.000 i genovesi esposti ai fumi delle navi: se si abita nelle zone intorno al porto antico e nel centro ovest, anche in collina, si può essere esposti agli inquinanti dei fumi delle navi, secondo uno studio accurato eseguito dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova. Questi disagi arrivano nei quartieri intorno al porto ma anche in collina: “E gli armatori fanno ben poco per evitare questo grave problema –dicono dal Comitato- Noi ci battiamo da anni con segnalazioni e denunce ma sembra che la soluzione non interessi a nessuno. Chiediamo maggiori controlli sulle navi in arrivo come viene già fatto in Francia dove le autorità impongono multe salatissime a chi non rispetta la politica ‘verde’ del Governo. Bisogna poi pensare all’allontanamento dei traghetti più obsoleti e rumorosi, causa di inquinamento sia chimico che sonoro, in certe zone insopportabile ed eseguire un accurato monitoraggio della qualità dell’aria con centraline disposte in modo mirato nonché regole ambientali più stringenti per garantire salubrità dell’aria e dell’ambiente”. Il Comitato fa una cronistoria dettagliata del percorso irto di ostacoli per debellare il problema: era stata votata anche una mozione in Comune, approvata all’unanimità, dove si richiedeva un tavolo di lavoro al quale potessero sedere anche gli armatori “perché loro non sono mai presenti, nemmeno quando siamo andati in Regione dal difensore civico Francesco Lalla, il quale ha preso a cuore la vicenda –aggiunge Tortello- Egli aveva invitato il capitano Domenico Napoli della Capitaneria di Porto, stretto collaboratore dell’ammiraglio Pettorino. Obiettivo spostare le navi da ponte Assereto in poi per evitare almeno la cassa di risonanza ed eliminare le ‘carrette del mare’ dal porto di Genova”. Purtroppo la legge non dice più di tanto su come intervenire: “I controlli che la legge consente di fare sulle navi sono molto modesti –aggiunge il team del Comitato di protesta- Si verifica il contenuto di zolfo presente nel combustibile e lo si fa solo sul 2% delle navi che entrano nel porto, contate una alla volta. E’ quanto la legge prevede. I controlli dunque vengono fatti sul combustibile mentre per quello sui NOx, ovvero gli ossidi di azoto, i fumi, la legge dice che possono essere solo documentali, cioè eseguiti sui documenti proposti dagli armatori e non sui camini. Bisognerebbe infatti bucare le ciminiere e mettere dentro dei sensori ma questo è un processo dispendioso: le volte che la Capitaneria ha effettuato i controlli assieme ad Arpal è emerso che non erano a posto i dati raccolti”.

Gloria Barbetta

 
 

Earth Day Srl. Copyright © 2014 - All rights reserved.
Registrazione Tribunale di Roma N.247 del 11/11/2014