16 Febbraio 2018
Dario Caputo
CITTÀ E TRASPORTI
16 Febbraio 2018
Dario Caputo

Piani anti smog in Italia. 6,5 miliardi di euro per migliorare la qualità dell’aria

Dopo l’ennesimo richiamo da parte dell’Unione Europea in materia di emissioni atmosferiche, il Ministro Galletti ha illustrato i progetti che l’Italia attuerà per raggiungere gli obiettivi nazionali di efficienza energetica

In seguito alla richiesta inoltrata dal commissario europeo per l’ambiente, Karmenu Vella, con la quale si chiedeva all’Italia e ai maggiori paesi dell’Unione Europea di attuare dei programmi mirati affinchè  non venissero superati i limiti per le emissioni atmosferiche, il Ministro dell’Ambiente italiano, Gian Luca Galletti ha trasmesso a Bruxelles una lettera nella quale sono stati descritti tutti gli interventi che l’Italia metterà in atto nei prossimi anni, per un valore di 6,5 miliardi di euro, per migliorare la qualità dell’aria. Con questa mossa Galetti ha voluto sottolineare quanto l’Italia si stia impegnando in questo delicato ambito: “si tratta di una strategia complessiva, integrata e concreta, che cerca di affrontare il problema da ogni singola prospettiva, coinvolgendo tutti i livelli di governo del territorio, così come tutti gli attori che, a vario titolo e da posizioni diverse, possono (e debbono) contribuire allo sforzo comune, al quale sono destinate risorse finanziarie di assoluto rilievo”.

Nella lettera Galletti, oltre ad illustrare i piani anti-smog che erano stati già resi noti nel corso di una riunione tenutasi il 30 gennaio scorso, ha parlato di una  nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) approvata nel novembre 2017. L’obiettivo di quest’ultima è quello di coniugare tutte le politiche energetiche che l’Italia attuerà nei prossimi anni per arrivare ad ottenere un miglioramento della qualità dell’aria. Il Ministro dell’Ambiente Galletti ha anche ricordato la presenza di un Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica che sarà utilizzato per finanziare tutti quegli interventi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, e che porteranno quindi ad una riduzione delle emissioni. Grazie a questo fondo verranno stanziati, nel 2018, 160 milioni di euro che potranno essere incrementati fino a raggiungere 490 milioni di euro nel 2020.

Tra tutti questi interventi, prevalentemente in materia di energia e mobilità, alcuni non erano stati ancora portati a conoscenza della Commissione Europea e completano il quadro articolato dei provvedimenti che il Governo ha adottato in questo settore, come ad esempio  il programma di finanziamenti da 800 milioni di euro per il rinnovo delle caldaie. Grazie a questo programma, che è stato attivato nel 2016, è previsto un contributo per i cittadini che decidono di rottamare la proprio vecchia stufa a biomassa per una tecnologia più moderna ed efficiente. Un altro intervento è stato fatto invece in materia di mobilità, con l’intento di ridurre le emissioni sia di PM10 che di biossido di azoto NO2.

 

Nella sua lettera Galletti fa notare anche che l’Italia si è dotata di un programma nazionale destinato al rinnovo del parco degli autobus dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, e alla promozione e al miglioramento della qualità dell'aria con tecnologie innovative. Questo Programma istituito nel 2017 e in via di definizione è dotato di un fondo complessivo di 3.7 miliardi di euro per la sostituzione dei bus. Con la legge finanziaria 2018 sono stati destinati 100 milioni di euro all’anno fino al 2033 per progetti sperimentali e innovativi di mobilità sostenibile. Inoltre è stato avviato il Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 74 milioni di euro di progetti già finanziati e un ulteriore stanziamento in arrivo di  20 milioni di euro”.

 

Bruxelles infine è venuta a conoscenza anche di una serie di importanti accordi di cooperazione o lettere di intenti tra Snam rete gas, distributore nazionale del gas naturale, e alcuni soggetti privati del settore dei veicoli quali FCA ed IVECO, o dei combustibili quali ENI ed API, relativi alla promozione della diffusione del gas naturale per autotrazione. L’obiettivo di tali accordi è quello di arrivare, nel medio periodo, a raddoppiare le stazioni di rifornimento.

 
 

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