25 Settembre 2013
Redazione
CITTÀ E TRASPORTI
25 Settembre 2013
Redazione

Scala dei Turchi e i figli dell'ecomostro

Nuove costruzioni nei pressi dell'incantevole sito in lizza per entrare nella lista Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità. 25 ville stanno venendo su, con tutti i permessi concessi dalle istituzioni. I cittadini si indignano e la procura indaga.

Ci risiamo, purtroppo. Solo il 6 giugno scorso festeggiavamo l’abbattimento della madre di tutti gli ecomostri italici, vale a dire lo scheletro in cemento armato che per 20 anni ha sfregiato la spiaggia di Scala dei Turchi, che altre strutture paesaggisticamente oscene fanno capolino sempre sul sito che è in predicato di diventare patrimonio mondiale dell’Umanità.

In questi giorni un’inchiesta di "Repubblica" fa luce su questo increscioso caso, dopo che il settimanale agrigentino “Grandangolo”, aveva portato alla ribalta dei media i nuovi tentativi di deturpamento paesaggistico in atto in uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Nell’articolo del settimanale si fa riferimento a 25 villette, o meglio scheletri di cemento, che stanno sorgendo a poche centinaia di metri dal costone bianco che ogni anno attira turisti da ogni angolo della terra. La peculiarità di quest’opera è che in un batter d’occhio avrebbe ottenuto tutti i permessi di costruzione, da quello del comune di Realmonte, a quello della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Agrigento.  Nell’inchiesta giornalistica portata avanti sempre da “Grandangolo” e da Francesco Viviano di Repubblica si scopre che i lavori sono stati approvati nel 2008 dalla Giunta comunale presieduta dall’ex sindaco Giuseppe Farruggia, che ora è direttore dei lavori del parco residenziale che si sta costruendo.

Foto postate sulla Pagina Facebook dell’associazione “Mare Amico” hanno scatenato una vera sollevazione popolare, tanto che centinaia di cittadini hanno spinto affinchè la Procura della Repubblica di Agrigento avviasse un’inchiesta per vedere se siano stati compiuti dei reati tra concessioni e lavori in corso.

Comunque vadano a finire le indagini dal punto di vista meramente ambientale un altro danno si sta realizzando alla luce del solo, su coste che sarebbero l’orgoglio di ogni nazione. Con questi nuovi mostriciattoli, come sono stati definiti, difficilmente si riuscirà a far entrare questo angolo di paradiso nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità dell’ Unesco, a tutto svantaggio della cultura, dell'ambiente e dell’economia siciliana e nazionale.

 
 

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