30 Marzo 2016
Giuliano Giulianini
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30 Marzo 2016
Giuliano Giulianini

Avorio al macero!

Domani al Circo Massimo evento pubblico di distruzione di oggetti in avorio per contrastare la strage di elefanti che sta estinguendo la specie in Africa.
Galletti: "Numeri spaventosi di una pratica barbara" 

Domani il Circo Massimo di Roma sarà teatro di un evento decisamente inconsueto per questo palcoscenico: alle ore 17 i presenti assisteranno alla polverizzazione di oggetti in avorio di diverse forme e dimensioni. Si tratta di un evento pubblico, simbolico e decisamente plateale che ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla piaga della strage di elefanti, in atto in Africa ormai da secoli, che minaccia di estinguere la specie.

Non a caso l'Ivory Crush avrà luogo al Circo Massimo, uno dei poli turistici della città eterna: il turismo infatti è il principale canale di smercio dell'avorio. I viaggiatori, più o meno consapevoli dell'illegalità di importare oggetti derivati da parti di animali protetti, sono i migliori clienti finali per quei mercanti e trafficanti che alimentano il bracconaggio.
“Il valore di questa iniziativa è innanzitutto nel suo messaggio culturale - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - vogliamo accendere i riflettori sui numeri spaventosi e sulle pratiche barbare che caratterizzano il traffico illecito di avorio nel mondo. Di fronte a un fenomeno di questa portata, che mette a rischio la specie degli elefanti e foraggia le reti criminali, l’azione dell’Europa e dell’Italia sarà quanto mai determinata”.

La conta delle vittime in effetti è impressionante: ogni anno 35.000 elefanti vengono uccisi unicamente per le loro zanne d'avorio. Questo numero, già di per sé spaventoso, assume significati ancor più sinistri considerando che gli elefanti rimasti in Africa sono stimati in appena 350.000; una proiezione funesta sin troppo facile da calcolare: entro dieci anni potrebbe sparire dall'Africa l'intera specie, che all'inizio dell'800 contava 25 milioni di esemplari, già ridotti a 5 milioni ad inizio '900. Dunque, quello che a un turista inconsapevole o indifferente può sembrare un souvenir, un bell'oggetto di artigianato locale, o persino un aiuto all'economia di paesi in via di sviluppo, si rivela essere una condanna quasi certa per gli elefanti.
L'evento di domani è organizzato dal Ministero per l'Ambiente, che sarà rappresentato dal ministro Galletti in persona, e dall'ONG Elephant Action League, impegnata non solo in campagne di sensibilizzazione ma anche in concrete attività di investigazione e contrasto "sul campo" alle organizzazioni criminali che gestiscono il bracconaggio. In pericolo infatti non sono soltanto i grandi mammiferi, ma anche le comunità locali coinvolte nei traffici: "I criminali non devastano solo le foreste e gli animali che hanno nel mirino - sostiene l'Elephant Action League - ma minacciano anche le vite di persone innocenti che si trovano coinvolte. Queste tragedie sono ignorate dalla maggior parte delle persone ma hanno un impatto globale: influiscono sugli ecosistemi planetari, sulle economie locali e globali, sullo sviluppo e sulla sicurezza internazionale."
Dal catino del Circo Massimo, oltre al gesto simbolico di distruggere manufatti di valore estetico ed economico, verrà lanciata la proposta concreta di azzerare il valore commerciale dell'avorio, molla primaria del traffico di questo materiale. L'Ivory Crush (distruzione dell'avorio) è un evento ripetuto già molte volte in diverse città del mondo, e molti paesi hanno distrutto le scorte di manufatti confiscati nei vari anni. La legge italiana è allineata alla convenzione internazionale che dal 1975 vieta il commercio delle specie a rischio: il CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) è in vigore nel nostro paese dal 1980, ribadito in seguito da regolamenti dell'Unione Europea; allo stato attuale regola il mercato di 36.000 specie animali e vegetali; per centinaia di queste è vietata l'importazione, l'acquisto e il commercio, di esemplari in vita o di parti come pelli, corni, gusci, bulbi, radici ecc. Perciò all'Ivory Crush di domani saranno presenti rappresentanti dell’ufficio italiano CITES e del Corpo Forestale dello Stato, che si occupa del controllo sul territorio per applicare queste normative ed è protagonista della maggior parte dei sequestri, tanto di "merce", quanto di animali vivi. Per la nostra legge l'avorio sequestrato dalle forze dell'ordine non può essere commercializzato, ma solo utilizzato a scopi educativi (se ne vedono esposizioni negli aeroporti, come monito per i turisti in partenza per luoghi esotici) o, in ultimo, distrutto. Ciò che appunto avverrà domani, per la prima volta in Italia, nell'evento del Circo Massimo.

 
 

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