10 Novembre 2015
CUSTODIRE IL CREATO
10 Novembre 2015

Azienda bio in Calabria: 7 attentati in 7 anni

Il biologico fa paura alla 'Ndrangheta: Aiab racconta le lotte in difesa dell'agricoltura di qualità.

di Vincenzo Vizioli, presidente dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica

In Calabria le aziende bio sono sempre più nel mirino delle mafie che vogliono sfruttare l’ambiente, le persone e depredare la terra, e attaccano chi vuole andare nella direzione opposta. Solo l’agricoltura biologica garantisce la salvaguardia dell’ambiente, la distribuzione democratica del cibo, la salute dei cittadini, il contrasto ai cambiamenti climatici. Noi di AIAB da sempre ne siamo i custodi.
Sette attentati in sette anni. E’ quello che ha subito e che continua a subire l’azienda agricola biologica calabra “A Lanterna”, di Monasterace. L'azienda, socia dell’AIAB Calabria e della cooperativa Goel, è stata danneggiata per l'ennesima volta con un attentato incendiario che ha mandato in fumo attrezzi per un valore di circa 30.000 euro. Gli strumenti servivano per la raccolta delle arance che avrebbe dovuto cominciare nei prossimi giorni. Quello perpetrato nella notte del 31 ottobre scorso è l'ultimo episodio di una saga che dura da anni. Nel 2009 infatti ignoti hanno dato alle fiamme un uliveto di proprietà dell'azienda, nel 2010 è stata fatta trovare una bottiglia incendiaria all'ingresso della "Locanda Concitum", il ristorante dell'agriturismo. Dal 2011 al 2014 ben 4 incendi, tutti di origine dolosa e tutti impuniti hanno prodotto danni materiali e morali alla proprietà.
Ma non è l’unica. Insieme a lei molte altre che tentano in tutti i modi di sopravvivere per portare avanti i valori del biologico. Tanto per citare alcuni esempi: all’azienda Colle di Gloria, sono stati bruciati 240 ulivi e molti alberi da frutta, poco tempo prima gli è stata sottratta la pompa del pozzo per impedirle l’accesso all'acqua; al Consorzio Goel è stata fatta esplodere una bomba davanti all'ingresso di un locale che doveva diventare laboratorio sociale per l'inserimento lavorativo di rifugiati politici; nell'Agriturismo Bio-Ecologico AIAB Fattoria San'Anna, sono state rase al suolo 80 piante di ulivo facenti parte di un impianto faticosamente recuperato dall'azienda. Solo nel 2015 sono state 5 le aziende che hanno subito attentati da parte delle criminalità.
La colpa? Aver scelto e perseguito i valori del biologico che rafforzano un modello sostenibile, creano valore sociale, rispettano l’ambiente e offrono giuste remunerazioni ai lavoratori. Il produttore biologico, infatti, non è solo il custode dell'ambiente, della biodiversità e delle buone pratiche agricole ma è portatore di valori sociali, di una visione dell'utilizzo della terra che va ben oltre il metodo agricolo, che riguarda l'etica del lavoro, lo sviluppo del territorio e la tutela dei suoi cittadini. E questo è un grande affronto alla criminalità che fonda le sue basi su modelli di sfruttamento e di schiavitù.
Nonostante questo però il biologico è in continua espansione, non solo in Calabria, ma in tutto il Paese. Negli ultimi 10 anni ha avuto un incremento in valore del 250%, con circa 1,4 milioni di ettari passati dall’agricoltura convenzionale a quella biologica.
Il momento è dunque importante ma delicato e ci dice che il biologico va protetto, sostenuto, incoraggiato, tutelato perché è l’unico modello agricolo che tutela la salute dei cittadini, contrasta i cambiamenti climatici, non sfrutta il lavoro dei più deboli e garantisce la democraticità del cibo.
Sono questi i motivi per cui l’AIAB ha scelto di partecipare alla Marcia per la Terra dell'8 novembre scorso a Roma. Perché la terra non è “nostra” ma ci è data in comodato d’uso per essere conservata nel miglior modo possibile e per garantire cibo sano per tutti. Noi di AIAB da sempre combattiamo per questi valori.

 
 

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