8 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina
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8 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina

Doveri e responsabilità per i proprietari di animali d'affezione

Il possesso responsabile passa da una corretta informazione: microchip e iscrizione all’anagrafe, documenti obbligatori e corsi formativi con i nostri amici a quattro zampe

Il rapporto tra l’uomo e gli animali ha sortito tutta una serie di innumerevoli effetti positivi, consolidandosi con i secoli. Tutt’oggi, in Italia, secondo l’indagine Gfk Eurisko per il Rapporto ASSALCO – Zoomark, gli animali domestici sono circa 60 milioni, di cui 14 milioni tra cani e gatti. Quasi una famiglia su due, vive, infatti, con un animale d’affezione. Sono tanti i motivi che spingono le persone ad adottare nel proprio nucleo famigliare un componente aggiuntivo. Nei bambini le relazioni con gli animali incidono positivamente sulla formazione della personalità e contribuiscono nello sviluppo di benefici a livello psichico. Oppure negli anziani, un cane, ad esempio, può riaccendere un certo tipo di entusiasmo, anche per quanto riguarda il movimento e l’attività fisica. Veri e propri compagni di vita a cui va ricambiato tutto l’amore e la stima che provano verso i propri padroni: possedere un animale, qualunque esso sia, comporta, dunque, doveri e responsabilità. Primo fra tutti, occuparsi della sua salute e garantirgli il benessere che merita.

Nel nostro Paese la tutela degli animali e la lotta al randagismo sono principi fondamentali sanciti, dal punto di vista normativo, sin dal 1991. Un provvedimento di fondamentale importanza poiché è stato riconosciuto agli animali d’affezione il diritto alla vita ed è stata vietata la soppressione dei medesimi senza proprietario, cioè randagi. Abbandonare gli animali domestici – è bene ricordarlo – è severamente vietato dalla legge e si può incorrere ad un arresto fino ad un anno oppure a una multa tra i 1000 e i 10.000 euro. L’abbandono degli animali, oltre ad uno trauma insopportabile per l’animale stesso, comporta una lunga serie di problemi. Se non sterilizzati e non sottoposti a controlli sanitari, gli animali abbandonati, riuniti in branchi, possono essere veicoli di malattie, alcune delle quali trasmissibili all’uomo. Gli animali vaganti sul territorio rischiano anche di essere causa di incidenti stradali (sono centinaia ogni anno), anche mortali. Chi abbandona un animale, infatti, potrebbe essere responsabile di omicidio colposo. Infine, anche gli animali esotici come tartarughe e pappagalli, se lasciati liberi, comportano gravi danni: incidono su un ecosistema di cui non fanno parte e mettono a rischio la sopravvivenza delle specie autoctone.

Per prevenire il randagismo e supportare una corretta informazione nei confronti dei proprietari degli animali d’affezione, in particolare dei cani, il Ministero della Salute ha realizzato una campagna informativa sull’importanza di due obblighi di legge magari ritenuti secondari: la “microchippaturae l’iscrizione all’anagrafe dei nostri amici a quattro zampe. Due gesti importantissimi che possono farci ritrovare l’animale in caso di smarrimento e incentivare la lotta all’abbandono e al randagismo. La campagna ha già iniziato la sua diffusione con affissioni su autobus delle principali città italiane e proseguirà con spot audio video fino all’estate prossima.

L’arrivo in casa per gli animali d’affezione – ricorda tramite una brochure il Ministero – è un momento molto delicato perché precede immediatamente la visita dal veterinario: quindi una valutazione dello stato generale di salute, l’obbligo di installare un microchip e di iscrivere i cani nell’Anagrafe degli animali d’affezione. L’identificazione per i gatti, invece, è volontaria. Altri obblighi spesso dimenticati, oltre raccogliere sempre le deiezioni dei propri cani su strade e marciapiedi, sono quelli relativi a munirsi ovunque di una museruola idonea da far indossare al proprio animale; operare un’attenta gestione della vita riproduttiva dello stesso per non incrementare le cucciolate di difficile collocazione e indesiderate, con il rischio del canile, oppure della strada; munirsi, in caso di viaggio all’estero, di un passaporto per il proprio animale. Importanti, infatti, sono le precauzioni da affrontare prima di imbarcarsi in viaggi con cani e gatti: avere tutti i documenti in regola, informarsi sui regolamenti delle compagnie aeree, marittime o ferroviarie che si intendono utilizzare, conoscere gli obblighi sanitari dei luoghi in cui si intende soggiornare.
La cultura del possesso di un animale responsabile – ricorda il Ministero – “passa obbligatoriamente attraverso la formazione dei proprietari”. I Comuni e i Servizi veterinari delle Aziende sanitarie, difatti, organizzano corsi formativi per i proprietari di cani in cui viene rilasciato un patentino. Al fine di diminuire il rischio di incidenti e favorire il benessere degli animali: un proprietario informato ed un cane sereno sono le premesse per una convivenza soddisfacente.

 
 

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