1 Settembre 2016
Giuliano Giulianini
CUSTODIRE IL CREATO
1 Settembre 2016
Giuliano Giulianini

Il Creato si custodisce con la prevenzione

Nella "Giornata per la Custodia del Creato" la Caritas sollecita a prevenire i disastri naturali. Il dossier "Per un'ecologia umana integrale" chiede ai governi lungimiranza e responsabilità. Domenica 18 colletta nelle chiese per i terremotati.

Il 1 settembre, è la "Giornata per la Custodia del Creato", evento di preghiera e riflessione sui temi ambientali istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 2006. Il tema di quest'anno, sul quale è atteso in giornata un messaggio di papa Francesco, è “Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”. Lo scorso anno il Papa ha allargato i confini della celebrazione, promuovendo la "Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato" sulla scia dell'enciclica "Laudato Si'", incentrata appunto sulla tutela dell'ambiente naturale e sociale.

Nella circostanza attuale, la riflessione sull'integrazione tra elemento naturale e sociale della "casa comune", non poteva prescindere dalle tragiche giornate che sta vivendo il nostro paese in conseguenza al sisma del 24 agosto. Uno spunto colto da Caritas Italiana nel presentare il dossier, pubblicato in questi giorni, dal titolo “Per un’ecologia umana integrale. Salvare il pianeta, salvare i poveri, salvare l’umanità”. Il documento presenta dati sulle conseguenze sociali dei disastri naturali che ogni anno colpiscono aree diverse del pianeta: esodi di massa, sradicamento di intere comunità, perdita di identità. Tutti timori più che fondati emersi anche in questi giorni a proposito delle prospettive future delle comunità di Amatrice, Pescara del Tronto e altri centri che vivono il dramma dell'evacuazione sine die. Il dossier pone la questione della prevenzione e della responsabilità dei governi nell'agire cercando di evitare simili conseguenze; nel particolare l'appello è rivolto ai leader del G7, in vista del prossimo meeting che si terrà proprio in Italia tra nove mesi.
La casistica globale è più incentrata su eventi diversi dal terremoto, principalmente meteorologici, ma la necessità di prevenire disastri riguarda, ovviamente, anche i territori a forte rischio sismico come l'Italia. Lo scorso anno, oltre 19 milioni di persone in 113 paesi diversi hanno lasciato le proprie case in seguito a disastri naturali. Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014, nella sola Asia questo conto sale a 157 milioni; nell'85% dei casi l'esodo avviene in seguito a un evento meteorologico "estremo", come tempeste e alluvioni, ma la seconda causa scatenante sono i terremoti. Cina, India e Nepal sono i paesi più colpiti di recente: il Nepal paga ancora le conseguenze del forte sisma dello scorso anno, mentre nelle stesse ore in cui la terra tremava sull'appennino un terremoto di pari grado ha colpito duramente le popolazioni del Myanmar.
La questione della resilienza, individuata anche dall'Accordo di Parigi della COP21 come antidoto agli sconvolgimenti sociali, demografici ed economici, conseguenti ai disastri naturali, riguarda ogni comunità nazionale e locale. "È necessario uno sforzo di ricognizione e di revisione. Ciascuno nel proprio ambito, ma avendo presente la portata globale del compito" ha dichiarato don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, in riferimento al sisma italiano, garantendo al contempo "l’impegno della Caritas di restare accanto alle persone per ripartire proprio dalle relazioni e dal tessuto sociale". Tra le iniziative a sostegno degli sfollati va infatti ricordato lo stanziamento di 1 milione di euro per la prima emergenza, disposto dalla CEI attingendo dai fondi dell'otto per mille. La stessa CEI inoltre ha deciso che il 18 settembre tutte le parrocchie italiane parteciperanno a una colletta nazionale da destinare alle comunità terremotate.

 
 

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