6 Novembre 2015
Domenica 8 novembre a Roma la Marcia per la Terra in difesa del clima e dei più fragili
CUSTODIRE IL CREATO
6 Novembre 2015

L’attivismo civico per la riqualificazione del territorio

Da diversi anni Cittadinanzattiva è impegnata sul tema della lotta agli sprechi e del consumo di territorio, elementi fondamentali per un corretto rapporto con l’ambiente.

Lo spreco è un tema attualmente all’attenzione del dibattito pubblico, spesso, però, trattato in modo frammentario e riferito a singoli ambiti (acqua, rifiuti, risorse energetiche, etc.). Cittadinanzattiva ha scelto di trattare il tema con un approccio trasversale, mettendo in luce come gli sprechi, di qualunque tipo essi siano, incidano parallelamente, e con effetti a catena, sulle risorse economiche, ambientali, sociali e umane, danneggiando i beni comuni e limitando il perimetro dei diritti, anche e soprattutto a discapito delle generazioni future. Non si tratta “solo” di una battaglia contro il degrado, ma contro quella cultura dello scarto, dell’usa e getta che Papa Francesco ha duramente condannato nella sua enciclica e contro cui i cittadini attivi manifesteranno l’8 novembre partecipando alla Marcia per la Terra.

Abbiamo individuato nell’abbandono degli edifici e degli spazi infrastrutturali o agricoli peri-urbani uno dei capitoli più evidenti di sprechi, dannoso a livello sociale ed ambientale - spiega Francesca Moccia, vice segretario generale di Cittadinanzattiva - L’art.24 della L. 64/2014 “Sblocca Italia”, grazie a un emendamento da noi presentato ed accolto, estende la possibilità per i cittadini, singoli e associati, di proporre all’ente comunale di appartenenza progetti volti non solo alla realizzazione di attività quali pulizia, abbellimento e manutenzione di limitate aree del territorio, ma soprattutto al recupero e riuso di beni immobili e aree inutilizzati che potrebbero essere valorizzati e riconvertiti per l’interesse generale grazie al contributo e alla cura dei cittadini, a beneficio della intera collettività”, 

Una abitazione su dieci in Italia risulta non utilizzata, più di 20mila le aree industriali dismesse in tutta Europa, 1700 le stazioni ferroviarie impresenziate nel nostro Paese. E ancora solo nel Veneto i capannoni industriali sfitti sono circa il 20% del totale; in Toscana, su un totale di 132 case cantoniere, 64 sono state trasferite alla Regione in attesa di una nuova destinazione; a Milano e Provincia l’11% degli uffici, pari ad una superficie di 1,3 milioni di metri quadri, sono vuoti. Un patrimonio edilizio che aspetta di essere rivitalizzato. Tra i beni abbandonati v’è di tutto: dalle centrali elettriche ai teatri e ai cinema, dalle biblioteche agli alberghi, dalle ferrovie agli impianti sportivi, ed ancora parcheggi, ospedali, abitazioni, uffici, industrie, capannoni... E tutto in grandi quantità: milioni di ettari di terreni, decine di milioni di metri cubi che attendono un'utilizzazione, un recupero, una nuova vita. È quanto si propone Cittadinanzattiva grazie al network “Disponibile!", e all'omonima pubblicazione curata da Adriano Paolella, una rete di buone pratiche già attive sul territorio nazionale per il riutilizzo di beni ed aree abbandonate.

 
 

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