17 Marzo 2018
Dario Caputo
CUSTODIRE IL CREATO
17 Marzo 2018
Dario Caputo

La Terra è una. Per tutti e non per pochi

Dal 20 al 24 marzo la Triennale di Milano ospita la terza edizione del Festival dei Diritti Umani. Un evento creato per sensibilizzare la cittadinanza sui diritti umani, denunciarne le violazioni e dare risalto a chi li difende.

La terza edizione del Festival dei Diritti Umani, dal 20 al 24 marzo alla Triennale di Milano, è un evento culturale organizzato da Reset-Diritti Umani.  Per l'edizione 2018 il Festival vuole alzare lo sguardo sulla distruzione ambientale del nostro pianeta, la più globalizzata delle violazioni dei diritti di tutti gli esseri viventi poiché minaccia la salute, non permette di nutrirsi e dissetarsi a sufficienza, genera guerre ed estinzioni causando anche imponenti migrazioni. L’inquinamento, i cambiamenti climatici ma anche i segnali di una nascente consapevolezza sulla necessità di cambiare l'attuale stato delle cose saranno alcuni dei temi trattati durante i quattro giorni della manifestazione. Gli organizzatori dell’evento, come sottolinea anche lo slogan che lo caratterizza: “La terra è una. Per tutti e non per pochi”, hanno evidenziato l’urgenza  di cambiare l'economia del nostro Pianeta per proteggere “la nostra casa comune, per garantire uno sviluppo sostenibile e, insieme, i diritti della nostra e delle generazioni future". Imparare a non dare per scontata l’acqua che beviamo o la terra su cui costruiamo sarà tema centrale nella kermesse milanese: sembrerebbero diritti scontati e invece c’è chi, oggi, è costretto a scappare da alcune zone dove il clima e di conseguenza l’agricoltura e l’economia sono diventati invivibili, dando origine al fenomeno dei profughi ambientali.

La rassegna è patrocinata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Città Metropolitana e dal Comune di Milano, dall’ Università degli Studi di Milano-Bicocca, da Amnesty International ItaliaLegambiente e dagli Ordini degli avvocati, dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano.

Quest’anno il Festival presenta una novità importante: a seguire il programma non saranno solo i 3000 studenti presenti alla Triennale di Milano ma, attraverso una diretta streaming della Sezione Edu, disponibile sul sito www.festivaldirittiumani.it e sul canale YouTube del Festival, tutte le scuole potranno collegarsi e vedere così dibattiti con ospiti nazionali e internazionali, fotografie, mostre e ascoltare testimonianze delle buone pratiche da mettere in atto per salvaguardare quel bene prezioso che è la Terra. Il programma è diviso in due fasce: quella mattutina rivolta agli studenti delle scuole superiori e quella pomeridiana che prevede una programmazione di documentari e film, spesso inediti, ma anche dibattiti, dialoghi con testimoni e mostre fotografiche. Oltre alla Sezione Edu ci sarà la Sezione Talk che ospiterà gli interventi di studiosi, testimoni, scrittori, giornalisti italiani e internazionali, da anni impegnati sulle tematiche ambientali.

Presente anche una Sezione Film, curata da Antonio Prata, che permetterà la proiezione di cinque film internazionali: filo conduttore di ogni trama sarà la denuncia dei soprusi sulla Terra, la società e l’uomo.  I titoli in cartellone sono "Grain" del regista turco Semih Kaplanoglu; "Petit Paysan" del francese Hubert Charuel; "Greetings from Fukushima" della scrittrice e regista tedesca Doris Dörrie; "Psiconautas, los niños olvidados" di Pedro Rivero e Alberto Vazquez; e "Lerd, a man of integrity" di Mohammad Rasoulof, regista iraniano vincitore a Cannes 2017. 

Per quanto riguarda la Sezione Foto, il Festival dei Diritti Umani amplia la sua attenzione alle immagini e diventa da quest’anno un punto di riferimento anche per la fotografia documentaria; verrà riproposto il contest #ioalzolosguardo che nel 2017 ha prodotto progetti fotografici di livello internazionale. A questa terza edizione si aggiunge la proposta di incontri con autori e giornalisti che hanno trattato, con approfonditi progetti fotografici, questioni legate all'ecologia e ai cambiamenti climatici, le cui conseguenze e ripercussioni incrementano la sofferenza e i rischi ambientali per il nostro pianeta.

 
 

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