5 Novembre 2015
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5 Novembre 2015

Quei mille ostacoli da superare per andare a scuola

Viaggio tra le donne sudanesi dei campi profughi del Ciad: una delle storie della Marcia per la Terra.

di Isidore Ngueuleu, Responsabile Advocacy e Comunicazione JRS Africa Occidentale
Foto JRS International - Archivio Centro Astalli

Camminare lunghe distanze per attingere acqua nel deserto rovente del Ciad orientale non è cosa da prendere alla leggera. È una delle incombenze più dure che toccano alle donne sudanesi che vivono nei campi profughi del Ciad orientale, un luogo dove le tradizioni socio-culturali tendono a limitare il loro ruolo strettamente alla sfera domestica: sbrigare le faccende di casa, prendersi cura di famiglie numerose e andare a prendere l'acqua.

Nelle scuole gestite dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Ciad orientale, educare le ragazze è parte di una risposta più ampia alle sfide che affronta la comunità di rifugiati. In un contesto in cui raramente le donne sono scolarizzate e sono assenti dai ruoli di leadership, offrire educazione è parte integrante di qualunque risposta che speri di modificare questa realtà. La risposta del JRS si basa sull'offerta di corsi di alfabetizzazione per giovani donne e mira a incoraggiare le ragazze a frequentare la scuola superiore e assumere ruoli di leadership nelle loro comunità.

Una delle tante sfide di cui il Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, si è fatto carico. Da oltre trent’anni il centro è impegnato in numerose attività e servizi che hanno l’obiettivo di accompagnare, servire e difendere i diritti di chi arriva in Italia in fuga da guerre e violenze, non di rado anche dalla tortura. Il Centro Astalli si impegna inoltre a far conoscere all’opinione pubblica chi sono i rifugiati, la loro storia e i motivi che li hanno portati fin qui. Anche per questo il Centro parteciperà alla Marcia per la Terra dell’8 Novembre, per portare all’attenzione del mondo i tanti problemi di quelle persone che la grande politica sembra aver dimenticato.

Problemi come quello dell’istruzione, una sfida decisamente ardua. Nel campo di Djabal, delle quasi 2.500 ragazze iscritte solo molto poche terminano l'anno scolastico o superano gli esami. Il tasso di successo negli esami pubblici di livello 8 per le ragazze nel campo di Djabal è del 25%, rispetto al 75% dei ragazzi. Oltre alla natura patriarcale della società, la povertà concorre ad accrescere il peso della responsabilità che ricade sulle donne e sulle ragazze della famiglia. Per le bambine sudanesi, spesso destinate a matrimoni e gravidanze precoci, l'infanzia è breve. Non stupisce dunque che molte facciano fatica a conciliare gli studi e la cura delle loro famiglie. Che abbiano studiato o no, le ragazze devono assicurare che le incombenze domestiche siano svolte regolarmente, che si badi ai bambini più piccoli e che si provveda a guadagnare a sufficienza per provvedere alle necessità della famiglia. In realtà, il numero delle ragazze iscritte alle classi di pre-scuola e scuola elementare nei campi profughi del Ciad orientale è più o meno uguale a quello dei maschi – segno che l'entusiasmo e la curiosità rispetto all'istruzione delle ragazze, che è stata incoraggiata negli ultimi anni, hanno avuto un impatto tangibile. La percentuale di studentesse, però, scende drammaticamente via via che si sale di classe. Sotto il peso delle responsabilità domestiche, le ragazze spesso non riescono a stare al passo con gli impegni scolastici, o più semplicemente iniziano ad essere tenute a casa, in linea con i ruoli di genere più tradizionali. Nell'anno scolastico 2013-2014, meno del 20% degli insegnanti del campo di Djabal erano donne. Nei campi di Kounoungou  e di Mile rappresentavano, rispettivamente, il 27 e il 26 % del totale. Solo una scuola aveva una preside donna.

Creare gruppi per donne nelle scuole dei campi di Kounoungou e di Mile è un passo iniziale per la promozione della leadership femminile. Questi gruppi di volontari promuovono e difendono il rispetto dei diritti delle donne nelle scuole e rafforzano le competenze delle insegnanti donne nelle classi. I volontari offrono una serie di laboratori per le insegnanti donne, tra cui pratica di leadership, gestione della scuola, diritti delle donne, uguaglianza e tutela. Offrono anche supporto per le ragazze che sono vittime di violenza sessuale e di genere. Anche se le misure finora intraprese hanno incoraggiato i genitori a iscrivere le figlie a scuola, il tasso di frequenza resta basso. Nel campo di Djabal, per facilitare una percentuale di successo maggiore negli esami di livello 8, è stato organizzato un programma di sostegno per rafforzare le capacità delle 104 ragazze che devono sostenere l'esame per completare la scuola primaria nel 2014.

Both Hawa Daoud Issack e Darassalam Djouma Issack, giovani ragazze che hanno partecipato ai corsi di sostegno organizzati dal JRS, riconoscono l'importanza di queste lezioni: “Speriamo che tutte le materie del livello 8 vengano insegnate nei gruppi di studio, in modo che possiamo continuare a fare progressi,".

In alcune scuole, i bambini devono tornare a casa durante l'intervallo per procurarsi acqua potabile nelle vicinanze. Invece di tornare a scuola dopo l'intervallo, alcuni genitori tengono le bambine a casa per fare le faccende domestiche. In altre parole, l'accesso all'acqua potabile può rappresentare, allo stesso tempo, accesso all'educazione. Nel tentativo di tenere le bambine a scuola nel campo di Djabal, quest'anno sono stati costruiti tre nuovi pozzi vicino alla scuola. Ma questa non è l'unica difficoltà che le ragazze devono affrontare. Il tasso di maternità precoce tra le ragazze sudanesi in Ciad orientale è molto elevato. A scuola quest'anno è stato allestito un terzo asilo nido. Si spera che questo incoraggerà un maggior numero di giovani madri a continuare a frequentare la scuola invece che restare a badare ai loro bambini a casa. Anche con un migliore accesso all'acqua potabile e migliori strutture per accudire i bambini, le difficoltà economiche che colpiscono molte ragazze, specialmente le giovani madri, restano irrisolte. I rifugiati in Ciad orientale hanno poche opportunità per diventare economicamente indipendenti. Dal momento che il benessere delle famiglie ha una grande importanza per l'educazione delle ragazze, sono stati creati dei programmi di sostegno alla generazione di reddito per i rifugiati sudanesi del campo di Djabal. Se i loro genitori riescono a trovare il modo di provvedere alla famiglia, il contributo delle loro figlie all'economia familiare diventerà meno essenziale per assicurare la sicurezza economica del loro nucleo familiare.

Anche se resta ancora molto da fare per assicurare a tutte le ragazze accesso a un'istruzione di qualità, le donne sudanesi nei campi profughi stanno diventando più consapevoli della loro condizione di vulnerabilità nella società e sono maggiormente disposte a incoraggiare le loro figlie a frequentare la scuola. Ora dobbiamo fare in modo che per le famiglie povere sia molto più facile trasformare questo desiderio in realtà.

 
 

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