ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
9 Ottobre 2014

Agricoltura: perdità di biodiversità anche a tavola

“Il 75% del fabbisogno alimentare mondiale è basato solo su 12 tipi di raccolti agricoli e 5 specie animali”. A dirlo è Stefano Padulosi, scienziato e membro di Bioversity International

Nel mondo possiamo contare su 250mila specie vegetali conosciute, 7000 delle quali selezionate nel corso del tempo dagli agricoltori di tutto il globo. Eppure, oggi se ne utilizzano solo una manciata. Il 75% del fabbisogno alimentare mondiale è basato solo su 12 tipi di raccolti agricoli e 5 specie animali”. Un dato impressionante, ben noto agli addetti ai lavori ma praticamente sconosciuto all’opinione pubblica. A rivelarlo agli oltre cento giornalisti presenti all’XI Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato a Napoli da Greenaccord Onlus è Stefano Padulosi, scienziato esperto di risorse genetiche, membro di Bioversity International,istituto di ricerca per la tutela della biodiversità in agricoltura.
L’uso di un numero sempre più ridotto di specie agricole – spiega Padulosi – è funzionale agli interessi del modello agricolo dominante e produce una standardizzazione dei gusti e una perdita di biodiversità genetica e culturale. Il problema non è di poco conto perché, connesso con la tutela delle diverse specie agricole, c’è la possibilità di garantire alle popolazioni mondiali alimenti “di grande valore nutrizionale e culturale che tra l’altro si adattano meglio ai diversi climi ed ecosistemi”. E quindi richiedono meno attenzione e un minore ricorso a prodotti chimici.
Sostenere gli agricoltori che mantengono tale diversità agricola attraverso il proprio lavoro nei loro campi – prosegue Padulosi – è quindi interesse dell’intera comunità internazionale. Così come è utile rafforzare il ruolo delle banche genetiche, che permettono di conservare le specie salvandole dall’estinzione”.

 
 

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