3 Agosto 2015
Stefania Galli
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
3 Agosto 2015
Stefania Galli

Approvata all’unanimità storica risoluzione Onu contro il traffico illegale di fauna selvaggia

Lanciata dal Gabon e dalla Germania e appoggiata da altre 70 nazioni tra cui l’Italia, la risoluzione invita gli Stati membri ad adottare misure efficaci per prevenire e contrastare il grave problema del traffico illecito di fauna selvatica

“L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riaffermando il valore intrinseco della diversità biologica e i suoi molteplici contributi allo sviluppo sostenibile e al benessere umano, e riconoscendo nella flora e nella fauna selvatica un elemento insostituibile dei sistemi naturali della Terra; preoccupandosi, riguardo l’aumento dei fenomeni di bracconaggio e di commercio illegale di fauna selvatica, invita gli Stati membri ad adottare misure efficaci per prevenire e contrastare il grave problema del traffico illecito di fauna selvatica e del bracconaggio”. Inizia con queste parole la risoluzione delle Nazioni Unite “Tackling illicit trafficking in wildlife” (Affrontare il traffico illecito di fauna selvatica), lanciata dal Gabon e Germania e appoggiata da altre 70 nazioni tra cui l’Italia.

Si tratta di una risoluzione storica in quanto per la prima volta il commercio illegale di animali selvatici viene riconosciuto come grave crimine di natura. Tutto questo a pochi giorni dall’uccisione del leone Cecil, accadimento che ha scosso l’opinione pubblica internazionale.

La risoluzione “esorta gli Stati membri a prendere misure decisive a livello nazionale per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di fauna selvatica, attraverso il rafforzamento della legislazione, dei processi giudiziari, in conformità con la legislazione nazionale e con il diritto internazionale”.
“Invita, inoltre, gli Stati membri a convertire in reato la pratica del traffico illecito di specie protette”. Traffici questi che coinvolgono in modo particolare i gruppi criminali organizzati.

"La risoluzione delle Nazioni Unite segna una nuova fase nella lotta contro il crimine che danneggia la fauna selvatica, una minaccia che colpisce sempre più non solo innumerevoli specie, ma mette sempre più a rischio la sicurezza nazionale e lo sviluppo sostenibile di interi paesi", ha dichiarato Marco Lambertini, direttore generale del WWF Internazionale "Questa risoluzione è un punto di riferimento e dimostra che questo crimine di natura non è più solo un problema 'ambientale' e non è limitato a pochi paesi: è diventata una priorità per ogni nazione."

Con il crollo delle popolazioni di elefanti in Mozambico e in Tanzania e un numero record di rinoceronti uccisi in Sud Africa, ricorda il Wwf, la crisi causata dal bracconaggio sta chiaramente minando gli sforzi di conservazione a livello mondiale, rischiando di vanificare decenni di sforzi per la conservazione . La risoluzione delle Nazioni Unite precisa, inoltre, quali siano gli effetti più ampi sul buon governo, lo stato di diritto e il benessere delle comunità locali, nonché come tali crimini contribuiscano al finanziamento di reti criminali e al finanziamento di conflitti armati.

"Poche settimane prima che le Nazioni Unite si riuniscano per finalizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, è molto significativo che ogni paese abbia firmato la risoluzione per affrontare la crescente minaccia che la criminalità organizzata verso la fauna selvatica rappresenta per lo sviluppo sostenibile", ha concluso Lambertini.

foto di Sokwanele - Zimbabwe 

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