3 Maggio 2018
Dario Caputo
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
3 Maggio 2018
Dario Caputo

Biodiversità a rischio nel bacino del lago Vittoria in Africa

651 specie a rischio di estinzione tra pesci, molluschi e crostacei nel bacino del lago Vittoria è quanto emerso da un report finanziato dalla MacArthur Foundation. Deforestazione, inquinamento e sfruttamento delle risorse le principali cause del preoccupante fenomeno

Il bacino del Lago Vittoria, che lambisce la Tanzania, l’Uganda e il Kenia fino ad estendersi al Burundi e al Rwanda, è riconosciuto a livello internazionale per la sua elevata diversità di specie di acqua dolce, che rappresenta il mezzo di sostentamento principale delle poverissime popolazioni locali, che non possono accedere o commerciare beni di mercato, e delle economie nazionali all’interno del bacino. Tuttavia,  un rapporto, finanziato da MacArthur Foundation e pubblicato dalla Lista Rossa Iucn in collaborazone con Uganda coalition for sustainable development e Rubicon Foundation, ha evidenziato come gli ecosistemi di acqua dolce all'interno della regione siano  altamente minacciati: 651 specie tra pesci, molluschi, libellule, crostacei e piante acquatiche rischiano infatti l’estinzione. Sono stati individuati alcuni dei siti più critici per il mantenimento della biodiversità nel lago Vittoria e sono state stilate le future azioni da mettere in atto per salvaguardarla. Uno degli autori del rapporto, Will Darwall, a capo della Freshwater biodiversity unit dell’Iucn ha voluto sottolineare le possibili conseguenze negative del fenomeno dichiarando che “il bacino del Lago Vittoria è incredibilmente ricco di specie uniche che non si trovano da nessun’altra parte sulla Terra, tuttavia la sua biodiversità viene decimata. Gli effetti sulle comunità che dipendono dal lago per il loro sostentamento potrebbero essere disastrosi. Speriamo che questo rapporto porti a una gestione più sostenibile del territorio e dell’acqua nel bacino del Lago Vittoria, informando i responsabili politici e i programmi di conservazione”.

Il lago Vittoria ospita numerosissime risorse in grado di fornire cibo e acqua alle comunità locali ma il tutto rischia di svanire a causa dell’inquinamento da fonti industriali e agricole, dal sovrasfruttamento delle risorse e dalla deforestazione. Anche le specie invasive rappresentano una minaccia sempre più importante per la biodiversità autoctona del bacino, un rischio che riguarda il 31% di tutte le specie e ben il 73% delle specie minacciate di estinzione. Un esempio è rappresentato dai lungfish africani, una sottoclasse di pesci ossei fortemente in declino nel bacino del Lago Vittoria  a causa della pesca eccessiva, delle pratiche di pesca inadeguate e del degrado ambientale che si verifica quando le zone umide vengono  trasformate in terreni agricoli. Questo “pesce polmonato” è molto importante anche nella medicina tradizionale locale, dove viene utilizzato per potenziare il sistema immunitario e curare l’alcolismo. 

A rendere la situazione ancora più grave è anche la presenza nel lago del giacinto d’acqua, una pianta acquatica introdotta accidentalmente dal Sud America negli anni ’80 e che al culmine della sua espansione ricopriva il 10% della superficie del lago. I suoi densi strati galleggianti riducono la disponibilità di ossigeno e di nutrienti nella colonna d’acqua, il che influisce negativamente sulla biodiversità endemica.  I ricercatori  stanno cercando di capire come ostacolare e ridurre l’invasione del giacinto d’acqua raccogliendolo e utilizzandolo come combustibile  per la produzione di energia.

Un fenomeno quindi che desta molta preoccupazione e che non deve passare inosservato; Catherine Sayer, responsabile programma dell’Iucn, ha infatti dichiarato che “il rischio di estinzione per la biodiversità di acqua dolce nella regione è in aumento. Il Bacino del Lago Vittoria ospita centinaia di specie che non sono ancora state descritte, e questo significa che il numero di specie ad alto rischio di estinzione potrebbe essere persino maggiore di quello che realizziamo attualmente. Sappiamo ancora molto poco di molte specie nel bacino. È importante sviluppare i dati utilizzati in questo rapporto per comprendere appieno le distribuzioni e le popolazioni di specie e le minacce alle specie, al fine di ridurre al minimo l’impatto futuro della perdita di biodiversità sulle comunità locali”.

 
 

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