31 Maggio 2018
Dario Caputo
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
31 Maggio 2018
Dario Caputo

Biodiversità urbana. A Roma un’ordinanza della Sindaca tutela rondini e balestrucci

Virginia Raggi firma un'ordinanza per dettare le regole a protezione dei nidi di rondini e simili. La legge protegge le specie selvatiche, soprattutto nel periodo riproduttivo. Polinori (LIPU): "Specie in pericolo che sono utili per l'uomo".

La tematica della biodiversità ha sempre trovato ampi riconoscimenti in ambito internazionale come dimostra ad esempio la Dichiarazione di Erfurt del 2008 presso il convegno Urban Biodiversity & Design e la Decisione IX/28 “Promoting engagement of cities and local authorities” assunta al 9° Meeting della Conferenza delle Parti a Bonn nel maggio 2018. Anche l’Italia e in particolare l’Amministrazione di Roma Capitale, si è adoperata per portare avanti una prassi consapevole e, considerato l’enorme valore dell’ecosistema e della biodiversità urbana, ha emanato un’ordinanza sindacale a tutela della biodiversità di Roma, in particolare per alcune specie di animali la cui presenza in città è fondamentale per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Tra le specie coinvolte nell’ordinanza ci sono le rondini e i balestrucci che, nutrendosi di insetti che catturano in volo come ad esempio le zanzare, svolgono un ruolo ecologico molto importante. Negli ultimi anni purtroppo si è assistito ad  una forte riduzione numerica per entrambe le specie migratrici; le cause sono da attribuire soprattutto ai cambiamenti climatici e alle attività umane: l’utilizzo di pesticidi, diserbanti e fungicidi ma, anche le moderne tecniche costruttive di stalle e altri edifici rurali, non permettono a questi uccelli di trovare un ambiente adatto per la nidificazione, sta spingendo sempre di più la specie a stabilirsi nei centri urbani.

Proprio  sulla base di questi dati oggettivi è stata sottoscritta l’ordinanza capitolina con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini romani nella tutela e nella salvaguardia delle rondini e dei balestrucci: si potrà infatti segnalare la presenza di nidi sulla piattaforma digitale Ornitho.it, un portale condotto da ornitologi e associazioni ornitologiche nazionali e regionali che hanno come obiettivo la conservazione degli uccelli. Lo scopo è ottenere, attraverso il censimento e il monitoraggio dei nidi, dati sulla distribuzione e sulla densità delle due specie di uccelli. Nell’ordinanza si ribadisce il divieto di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di rondini, rondoni e balestrucci in tutto il territorio capitolino; i cittadini dovranno provvedere alla loro tutela anche nelle fasi di costruzione del nido (iniziate da qualche settimana). Tutela che dovrà estendersi anche nel periodo migratorio, a fine estate, e per tutto l'inverno, poiché questi uccelli riutilizzano gli stessi nidi anche per più anni di seguito. Sono state stabilite regole ben precise anche in merito agli interventi edilizi: ad esempio il mantenere aperte le cavità delle tegole poste in prima fila; utilizzare un intonaco rugoso per agevolare la costruzione dei nidi; effettuare la verniciatura con calce mediante spruzzo per la disinfestazione delle stalle prima del periodo riproduttivo delle rondini e dei balestrucci.

Chi violerà le disposizioni dell’ordinanza dovrà realizzare nidi artificiali e provvedere a ripristinare il precedente stato dei luoghi. L’iniziativa del Comune di Roma è  salutata con favore da Alessandro Polinori, consigliere nazionale della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) e responsabile del Centro Habitat Mediterraneo di Ostia, che così ci ha commentato la firma dell'ordinanza sindacale: “Si tratta di un provvedimento estremamente importante, a cui abbiamo lavorato per lungo tempo, fondamentale per proteggere con maggior efficacia specie in crescente difficoltà, peraltro molto utili all'uomo, essendo grandi divoratrici di zanzare. Roma possiede una biodiversità incredibile, che, se adeguatamente tutelata e raccontata a Romani e turisti, può rappresentare un fattore di sviluppo sostenibile, utile a migliorare la qualità della vita di tutti i suoi abitanti. Una corretta convivenza tra uomini ed animali selvatici non è quindi solo possibile, ma anche auspicabile e potrà essere raggiunta attraverso provvedimenti del genere, accompagnati da una corretta informazione”.   

 
 

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