4 Luglio 2014
Giovanni Gorgoglione
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
4 Luglio 2014
Giovanni Gorgoglione

Cip e Ciop dividono gli ambientalisti: vittime o carnefici?

L’inserimento dello scoiattolo americano nel continente europeo sta distruggendo la specie autoctona, meglio conosciuta come scoiattolo rosso. Ma dietro c’è lo zampino dell’uomo.

Ricordate il mitico cartone Cip e Ciop? Le avventure di questi due scoiattoli hanno appassionato milioni di bambini, ma nella realtà la loro ossessione per le nocciole è più deleteria di quanto si possa pensare.

Lo scoiattolo  americano o “grigio” è stato introdotto dall’uomo( in maniera artificiale, ovvero  prima acquistato come animale da compagnia e poi abbandonato nei boschi) nel vecchio continente intorno agli anni 50 del secolo scorso. In Italia più precisamente la prima coppia fu liberata in un parco a sud di Torino nel 1948, poi successivamente a Genova nel 1966. L’ambientamento di questa  specie è stato sin troppo facile e ora rischia di far estinguere quella autoctona, lo scoiattolo europeo, meglio conosciuto come scoiattolo “rosso”. Infatti le dimensioni e la voracità nel procurarsi il cibo della razza nord-americana sta letteralmente decimando quella europea, che è quasi del tutto estinta in Irlanda e nel Regno Unito. Essi sottraggono nutrimento, tane e habitat e di questo passo lo scoiattolo rosso è destinato a soccombere.

A questo punto le istituzioni hanno deciso di intervenire, attraverso una legislatura dura al riguardo.

È dal 1995 (First European Workshop on Squirrel Ecology) che si parla del problema dello scoiattolo grigio in Europa. In questi anni il roditore dei boschi americano si è moltiplicato  a dismisura, mettendo a rischio non solo  la sopravvivenza dello scoiattolo rosso,  ma anche la produzione di nocciole di alcune aree d’Italia, nelle Langhe per esempio. Ora che minaccia di varcare le Alpi, l’Europa interviene.

A seguito dell’inerzia del nostro Paese, lo “Standing Commitee della Convenzione di Berna”, che ha lo scopo di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali, dopo una serie di richieste avviate nel 1999, nel 2008 ha aperto una procedura contro l'Italia per non aver rimosso lo scoiattolo grigio dalle aree di presenza. Rimozione che contempla la soppressione. Soppressione che avverrà con tecniche che rientrano nel novero delle normative in materia: gli animali verranno addormentati con anidride carbonica e si procederà in seguito alla soppressione tramite sovradosaggio della stessa sostanza.

E qui che scatta la lotta tra coloro che pensino che questa sia un’atrocità, e coloro che invece sia un atto necessario per la salvezza dello scoiattolo rosso.

In Italia si è intervenuto a livello legislativo nel 2012, ma ad oggi, ancora sono poche le realtà che hanno dato il via alla soppressione. Esemplare è il caso di Genova, dove la onlus  V.A. S. (verdi, ambiente  e società) è riuscita tramite una sentenza a sovvertire l’attuazione del piano di rimozione, bloccando la cattura degli animali. Sentenza ribaltata  poi dal TAR, che ha dato il via all’attuazione della stessa, ma non tramite soppressione bensì sterilizzazione. Ecco questa potrebbe essere la giusta via di mezzo che metterebbe tutti d’accordo, ovvero chi protesta per l’uccisione dello scoiattolo americano, e chi invece vuole tutelare l’europeo.

Tutto ciò ovviamente non sarebbe accaduto se vi fosse stato da parte dell’uomo buon senso nel non acquistare o nel non abbandonare tali animali, ed ora entrambe le razze pagano a duro prezzo la nostra  leggerezza. Sta a noi adesso rimediare, ed è, come ci spiega il prof. Bertolino dell’università di Torino, cosa necessaria: "La biodiversità è l’insieme di specie ed ambienti presenti nei nostri territori, il risultato unico ed insostituibile di centinaia di migliaia di anni di evoluzione, e se pensiamo che la sua difesa sia un valore, interventi di questo tipo sono necessari, difendere lo scoiattolo rosso dallo scoiattolo grigio o gli uccelli che nidificano sulle isole del Mediterraneo dai ratti è come difendere Pompei o la Cappella Sistina: fanno parte del nostro patrimonio naturale e artistico e rappresentano l’identità del nostro paese".

 
 

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