7 Settembre 2015
Gabriele Renzi
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
7 Settembre 2015
Gabriele Renzi

Deforestazione: dal 1990 perduta una superficie forestale grande come il Sudafrica, ma ci sono segnali positivi per un’inversione di tendenza

La FAO pubblica i risultati della stima globale delle risorse forestali. Rallenta la deforestazione a livello mondiale, migliora la gestione delle foreste

Le foreste del mondo continuano a ridursi mentre aumenta la popolazione e il terreno forestale viene convertito in agricoltura e destinato ad altri usi, ma negli ultimi 25 anni il tasso di deforestazione globale netto è ridotto di oltre il 50%.

É quanto afferma il rapporto di valutazione globale della FAO, The Global Forest Resources Assessment 2015, presentato al Congresso mondiale sulle foreste in corso questa settimana a Durban, in Sudafrica.  
Secondo il rapporto, che copre 234 paesi e territori, dal 1990 a oggi sono andati perduti circa 129 milioni di ettari di foresta - un'area equivalente, per dimensioni, quasi all'intero Sudafrica.
Tuttavia emerge che un numero crescente di aree forestali è stato protetto, e che molti più paesi stanno migliorandone la gestione, attraverso le leggi, la misurazione e il monitoraggio delle risorse forestali, e con un maggior coinvolgimento delle comunità locali nella pianificazione e nelle politiche di sviluppo.
"Le foreste svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro la povertà rurale, garantendo la sicurezza alimentare e fornendo mezzi di sostentamento", ha affermato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, “e forniscono servizi ambientali vitali, garantendo aria e acqua pulite, la conservazione della biodiversità e la lotta contro il cambiamento climatico".
Graziano da Silva ha poi fatto notare un'"incoraggiante tendenza alla riduzione dei tassi di deforestazione e di emissioni di carbonio da foreste", sottolineando che attualmente gli inventari forestali nazionali coprono l'81% della superficie forestale globale, un aumento sostanziale rispetto agli ultimi 10 anni.
"La direzione del cambiamento è positiva, ma dobbiamo fare di più", ha messo in guardia il Direttore Generale della FAO. "Non riusciremo a ridurre l'impatto del cambiamento climatico e a promuovere lo sviluppo sostenibile se non salvaguardiamo le nostre foreste e utilizziamo in modo sostenibile le molte risorse che ci offrono”.
Il tasso annuo netto di perdita di area forestale è rallentato passando dallo 0,18% dei primi anni ‘90 allo 0,08% nel periodo 2010-2015. Positivo, certo, eppure mentre nel 1990 le foreste costituivano il 31,6% del territorio mondiale, circa 4.128 milioni di ettari, nel 2015 questo dato è sceso al 30,6%, vale dire circa 3.999 milioni di ettari.
Nel periodo 2010-2015 Africa e Sudamerica hanno registrato la più alta perdita annuale netta di foreste, rispettivamente con 2,8 di ettari e 2 milioni di ettari, ma il rapporto fa notare come il tasso di perdita sia "notevolmente diminuito" rispetto al quinquennio precedente.
Dal 1990 a oggi la maggior parte della deforestazione ha avuto luogo ai tropici. Al contrario, nei paesi temperati l'area netta di foreste è aumentata, mentre non vi sono stati cambiamenti rilevanti nelle regioni boreali e subtropicali.
La buona notizia è che, se a livello globale la superficie forestale naturale è comunque in calo, aumenta l'area di foresta piantata che rappresenta oggi il 7% della superficie forestale complessiva del mondo, con un incremento di oltre 110 milioni di ettari dal 1990.
Se la maggior parte delle foreste resta di proprietà pubblica, è aumentata la proprietà da parte di individui e comunità, ma in entrambi i casi la FAO sottolinea l'importanza di pratiche di gestione forestale sostenibile.

"La gestione delle foreste è notevolmente migliorata negli ultimi 25 anni", ha affermato Kenneth MacDicken, alla guida del team della FAO che ha prodotto il Global Forest Resources Assessment. "Questo ha comportato pianificazione, condivisione delle conoscenze, leggi, politiche - tutta una serie di passi importanti che i paesi hanno attuato o stanno attuando".
Insomma, qualche segnale positivo all’interno di una questione che continua a rappresentare una delle principali emergenze del pianeta.
Tralasciando per un momento il tesoro di biodiversità custodito dall’ecosistema forestale (le foreste ospitano più della metà delle specie terrestri di animali, piante e insetti) ogni occasione è buona per sottolineare il ruolo fondamentale della foresta nell’ottica della lotta ai cambiamenti climatici.
Ricorda ancora la FAO come deforestazione e degrado forestale aumentino la concentrazione di gas serra nell'atmosfera, ma le foreste e la crescita degli alberi assorbono anidride carbonica, che è il principale gas a effetto serra.
La FAO fa notare come una gestione più sostenibile delle foreste si tradurrà in una riduzione delle emissioni di carbonio da foreste e avrà un ruolo vitale nell'affrontare l'impatto del cambiamento climatico.
L’agenzia ONU stima che tra il 2001 e il 2015 le emissioni totali di carbonio da foreste siano diminuite di oltre il 25%, principalmente a causa di un rallentamento nel tasso di deforestazione a livello globale.

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