16 Aprile 2019
Giuliano Giulianini
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
16 Aprile 2019
Giuliano Giulianini

Idroscalo di Ostia: da discarica a paradiso naturale

La storia del recupero di un lembo le litorale romano, strappato alla cementificazione e restituito alla Natura. Alessandro Polinori del Centro Habitat Mediterraneo della LIPU racconta la storia di un'oasi oggi frequentata da uccelli anche rari, e migliaia di visitatori, dall'Italia e dall'Europa.

Nel 1974 Pier Paolo Pasolini venne ucciso all'idroscalo di Ostia. Molto si è detto del delitto, ma poco del luogo. Un tratto del litorale romano abbandonato per decenni all'incuria e al malaffare, pur essendo uno dei pochi lembi residui di ecosistema dunale mediterraneo. Fino a circa vent'anni fa, il monumento eretto sul posto al poeta, anch'esso abbandonato tra le immondizie, era il simbolo della scarsa cura che troppo spesso l'Italia riserva al suo territorio e alla sua memoria. Questo accade spesso, ma non sempre. Oggi infatti il monumento è al centro di un giardino ben curato, e accanto sorge un'oasi litoranea, il Centro Habitat Mediterraneo, con piante fiori e uccelli che sembra impossibile immaginare in un contesto urbano come quello di Ostia.
Uno degli artefici di quest'opera di recupero, tanto naturalistico quanto sociale, è Alessandro Polinori, nato e cresciuto ad Ostia, consigliere nazionale della LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, e responsabile del Centro Habitat Mediterraneo. L'intervista è andata in onda nel programma “Ecosistema”, rubrica di EarthDay.it trasmessa da Radio Vaticana italia.

Che cosa c'era in quei giorni di fine anni '90, quando avete cominciato a lavorare a questo Centro Habitat Mediterraneo, e che cosa c'è oggi?
C'era una situazione di estremo degrado. Sostanzialmente una discarica a cielo aperto. Era un luogo geograficamente marginale di Ostia. Nessuno aveva interesse a frequentarlo, quindi si prestava molto bene ad essere utilizzato illegalmente come discarica. Oggi invece c'è una grande oasi naturalistica: un luogo in cui vivono oltre duecento specie di uccelli; dove vengono portate avanti tantissime attività di volontariato; e dove ragazzi, anche giovanissimi, si impegnano quotidianamente, magari per salvare un animale ferito. Un luogo di degrado è diventato un luogo dove ogni giorno viene celebrata la vita.

So che prima del vostro c'era il progetto di un acquario. Come avete scelto le specie animali e vegetali da introdurre in quel luogo?
Studiando la storia e le caratteristiche di quel territorio. Alla fine dell'Ottocento c'era un'immensa palude da Ostia al Circeo. C'erano zone umide immense che davano problemi in quanto erano frequentate da zanzare che trasmettevano la malaria, perciò vennero bonificate dall'uomo. A metà degli anni novanta arrivarono degli australiani che volevano cementificare tutta la zona per costruire delle piscine dove costringere a vivere squali, delfini e orche. Animali meravigliosi, abituati a vivere libertà, che sicuramente avrebbero sofferto e, peraltro, avrebbero trasmesso un messaggio sbagliato ai bambini che avrebbero frequentato la zona. Di fronte a questo progetto la nostra idea fu di ricostruire quello che c'era prima, evitando il problema della malaria. Abbiamo pensato di ricreare una grande palude in un punto strategico per la migrazione degli uccelli, perché ci troviamo proprio tra il fiume il mare. Quindi abbiamo realizzato una specie di autogrill per questi animali meravigliosi che compiono spostamenti anche di migliaia di chilometri.

Questa è anche una bella storia di comunità. Lei è cresciuto a Ostia, ed è anche una storia familiare. Chi c'è intorno a questo Centro Habitat Mediterraneo?
La storia è molto bella in quanto l'oasi è nata proprio grazie al sostegno della comunità locale. Quando, a metà degli anni novanta, iniziammo questa battaglia, non c'erano facebook e instagram, c'erano solo persone fisiche. Organizzammo dei banchetti per strada per raccogliere delle firme contro il progetto dell'oceanario e a favore del nostro. In due mesi raccogliemmo 7000 firme, segno che i cittadini di Ostia avevano percepito la differenza culturale tra i due progetti. Da quando abbiamo aperto il CHM, nel 2001, sino ad oggi, la comunità locale è sempre stata coinvolta e partecipe, dai bambini fino agli anziani. La mia storia personale è particolare, perché ho iniziato a nove anni: la LIPU di Ostia era stata creata da poco e ancora non aveva una sede. Coinvolsi la mia famiglia: mio padre all'inizio frequentava la LIPU anche perché ero un bambino piccolo, quindi voleva capire di che tipo di ambiente si trattasse. Poi si è appassionato ed è diventato responsabile di Ostia, finché, è storia recente, con una meravigliosa squadra di volontari siamo riusciti a realizzare tantissime cose importanti per la natura e per la comunità.

Siamo ad aprile: ci dia un'idea degli animali, uccelli e non solo, che si vedono adesso nell'oasi. Inoltre so che si sta avvicinando un appuntamento importante per tutte le oasi della LIPU.
Siamo proprio nel periodo delle migrazioni, quindi ogni giorno si possono osservare delle specie nuove. A fine marzo sono arrivati gli aironi rossi, una specie che, prima dell'istituzione della nostra oasi, non nidificava nel Lazio. Pensare che questi animali compiano un viaggio così lungo per arrivare a metter su famiglia in un'oasi che prima era una discarica è qualcosa che riempie il cuore di felicità. Ci sono altre specie di aironi, tante specie di anatre, degli uccelli molto rari che gli appassionati di fotografia cercano ovunque, e che adesso sono veramente numerosissimi: come la schiribilla, il voltolino, il martin pescatore. Insomma ogni giorno può regalare delle osservazioni nuove e particolari. A tal proposito invito tutti a partecipare alla grande Festa delle Oasi LIPU che avrà luogo il 5 maggio. Sarà una giornata completamente a ingresso gratuito per tutte le famiglie. Potranno venire a fare birdwatching; ci saranno laboratori per bambini e presentazioni di libri. Avremo ospite Becco di Rame, una storia molto particolare che parla anche di disabilità; e poi celebreremo la libertà con il rilascio in natura di un rapace curato presso il nostro Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma. Una giornata da trascorrere all'aria aperta, nel rispetto di tutte le forme di vita, con le famiglie del territorio, ma anche di tutta Italia. Infatti noi siamo frequentati da persone provenienti da tutti Italia, e anche dal resto d'europa. Sul sito www.lipu.it si trova il link alla Festa delle Oasi del 5 maggio con il programma di tutte le oasi LIPU per questa giornata meravigliosa. Chi poi volesse approfondire la conoscenza con la nostra realtà può farlo anche attraverso facebook alla pagina del Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia.

Intervista ad Alessandro Polinori del 16 aprile 2019

Il consigliere nazionale della LIPU racconta la storia della creazione del Centro Habitat Mediterraneo di Ostia di cui è oggi il responsabile: una discarica trasformata in oasi naturale dall'impegno della comunità locale e da un progetto di fruizione sostenibile delle dune litoranee.

 
 

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