9 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
9 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina

Il favoloso viaggio di Amelie

E' tornata in Italia una femmina di fenicottero identificata per la prima volta 38 anni fa. Vi raccontiamo la storia delle peregrinazioni di un esemplare unico tra Francia, Spagna, Sicilia e Sardegna.

Nel 1889 l’ornitologo danese Hans Christian Mortensen condusse i primi esperimenti di inanellamento sugli uccelli applicando anelli metallici a scopo scientifico agli storni. Fu l’inizio di una pratica che nel tempo ha regalato numerosi vantaggi per la ricerca e la difesa dell’ambiente. La tecnica dell’inanellamento, infatti, consiste – attraverso piccoli anelli posizionati sulle ali e sulle zampe – la marcatura degli uccelli selvatici per riconoscerne in seguito gli spostamenti, la crescita e gli stili di vita. Misurare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, valutare l’impatto delle attività umane sull’ambiente che ci circonda sono verifiche rese possibili anche grazie a quest’azione. I dati dei milioni di uccelli catturati, marcati e immediatamente rilasciati ogni anno in Europa vengono censiti in un unico database dall’EURING (Unione Europea per l’Inanellamento): di ogni volatile viene a svilupparsi una vera e propria carta d’identità che ne racconta il passato e il suo percorso. Regalando storie bellissime.

Negli ultimi giorni alle porte della Riserva Naturale Saline di Priolo, in provincia di Siracusa, ha bussato un esemplare unico: il suo nome è Amelie ed è un fenicottero femmina dalle forti tinte rosa che ha destato sin da subito l’attenzione del personale, durante un censimento di routine. Il motivo è molto particolare: l’uccello, infatti, è stato inanellato per la prima volta in Francia ben 38 anni fa. Agli operatori sono bastati pochi minuti per riconoscere l’eccezionalità del volatile registrando il suo codice alfanumerico, non caratterizzato da quattro cifre – come quelli recenti – bensì da tre. Amelie, anello 1979, dopo decenni di peregrinazioni nel Mediterraneo è arrivata in Sicilia e si è aggiunta ai 150 fenicotteri che stazionano nella Riserva; un sito gestito dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) che si adopera per la riproduzione di questa specie dal 2015.

L’uccello è stato inanellato a Etg. Du Fangassier – Bouches-du-Rhône, nel sud-est francese, il 3 ottobre 1979. Grazie all’anello di riconoscimento giallo posto sul corpo di Amelie, è stato possibile conoscere i luoghi visitati e i chilometri percorsi durante questi 38 anni. Fino agli anni 2000 il fenicottero non si è spostato dal territorio francese, con le sole eccezioni del periodo 1979-1982 in cui il volatile ha visitato la Sardegna e la Tunisia. Nel 2005 Amelie ha cambiato abitudini ricominciando a spostarsi di nuovo in Sardegna e poi in Spagna per tornare in Francia durante il periodo della nidificazione. Prima dell’arrivo in Sicilia l’animale era stato visto nello Stagno di Capoterra a Cagliari nell’aprile del 2017. “Osservare questo fenicottero dalle forti tinte rosa – spiega Fabio Cilea, Direttore della Riserva Naturale Saline di Prioloè stata una forte emozione. Va anche sottolineato, per capire quanto interessante sia l’osservazione, che oggi non è ancora noto quanto sia longeva la specie in natura (in cattività può arrivare a 80 anni) e questo dato è un piccolo tassello nella conoscenza di questi splendidi animali”.

 
 

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