7 Dicembre 2017
Giuliano Giulianini
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
7 Dicembre 2017
Giuliano Giulianini

Lupi: mentre la Stato discute di abbattimenti, a Roma nuove prove sul branco del litorale.

Domenica e lunedì i ricercatori della LIPU che hanno scoperto il ritorno della specie, dopo cento anni, nel territorio capitolino, incontrano cittadini, allevatori e cacciatori per promuovere una convivenza pacifica tra uomini e lupi.

Nuove, sorprendenti informazioni sulla famiglia di lupi appenninici stabilitasi nella campagna romana dopo cent’anni di assenza della specie”. È la premessa con cui la LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, ha chiamato a raccolta istituzioni, associazioni, allevatori, educatori, giornalisti, agricoltori, ed anche cacciatori. L’occasione è l’aggiornamento della situazione del nucleo familiare che si è formato negli ultimi quattro anni nelle campagna romana. Di come due lupi maschi, solitari, poi raggiunti da una femmina, abbiano eletto a proprio territorio parte della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, un vasto territorio ad est della capitale, tra l’Aurelia e il mare, tra Palidoro e Fiumicino, e del fatto che nella scorsa primavera sia nata una cucciolata di almeno due lupetti, salutata con meraviglia e affetto da stampa italiana ed estera e dall’opinione pubblica, abbiamo parlato diffusamente in questo articolo di settembre.

Ora sono emerse nuove prove che probabilmente daranno una consistenza numerica precisa a quell’espressione “almeno due cuccioli”. Ulteriori foto e video, catturati dalle foto trappole del monitoraggio organizzato dai ricercatori della LIPU, di cui sono stati diffuse alcune anticipazioni, permetteranno di fare ulteriore chiarezza sugli spostamenti e sui comportamenti sociali di questo branco.

Una chiarezza scientifica che si rende estremamente necessaria in un periodo in cui la sorte di questo animale, il Canis lupus italicus, unico al mondo in quanto specifico ed esclusivo del territorio italiano, è minacciata da proposte di abbattimenti selettivi per contenerne il numero. Una disputa che vede alcune amministrazioni locali e persino alcune regioni, che premono per gli abbattimenti, contrapposte alla maggioranza delle regioni italiane, ed ovviamente alla totalità delle associazioni ambientaliste, con il Ministero dell’Ambiente a fare, al momento, da moderatore, con una serie di conferenze Stato-regioni che non hanno ancora sciolto il nodo: i lupi rappresentano un vero pericolo per le attività umane? Quanta parte delle predazioni sugli allevamenti sono da imputare agli (stimati) 1000-2000 lupi italiani, e quante invece sono da ascrivere al numero, altrettanto vago ma infinitamente più grande, dei cani vaganti e randagi? Il lupo può avere un ruolo positivo nel contenimento del dilagante fenomeno dei cinghiali che devastano le colture, ormai fin dentro agli abitati?

A queste domande dovrebbero rispondere le due giornate di incontri organizzate per domenica 10 e lunedì 11 dicembre dalla LIPU a Castel di Guido, borgo agricolo interno al Comune di Roma, sede dell’oasi naturale da dove è partito il monitoraggio dei lupi “romani”. I ricercatori che hanno condotto lo studio presenteranno prima al pubblico, ai residenti, alle famiglie e ai bambini, per i quali sono previsti laboratori e visite guidate la domenica, poi agli addetti ai lavori, alle istituzioni, agli amministratori e alle associazioni locali il lunedì, i dati e le evidenze scientifiche emersi finora, in quattro anni di rilievi e controlli. Il programma lascerà poi spazio al dibattito, che si annuncia interessante quanto difficile, tra le ragioni degli ambientalisti, i timori della cittadinanza, le rassicurazioni della scienza e le esigenze degli allevatori. Dall’elenco dei relatori si può intuire che si parlerà di esperienze positive di convivenza già sperimentate altrove, di distinguo tra predazioni da lupo e da ibridi o randagi, di sistemi “naturali” di difesa degli allevamenti, alternativi alla più drastica soluzione della “caccia al lupo”.

Gli incontri sono organizzati dall’Oasi LIPU Castel di Guido, in collaborazione con DifesAttiva, Wolf Apennine Center, Asl Rm3 e dalla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Interverranno il presidente della LipuFulvio Mamone Capria; Vito Consoli, Direttore della Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette per la Regione Lazio; e Rosalba Matassa, Direttrice della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano per Roma Capitale.

 
 

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