22 Gennaio 2018
Dario Caputo
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
22 Gennaio 2018
Dario Caputo

Scuola di antibracconaggio

Lupi, uccelli, caprioli e cervi sono le principali vittime del bracconaggio in Italia. Legambiente, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, farà partire il 25 gennaio il primo corso nazionale per la nascita delle prime unità cinofile italiane antibracconaggio.

Il bracconaggio in Italia è un fenomeno che sta assumendo giorno dopo giorno tinte sempre più fosche tanto da aver spinto Legambiente a chiedere al Parlamento una legge per approvare i delitti contro la fauna e definire una regia nazionale per fermare chi uccide impunemente, ogni giorno, numerosi animali di diverse specie. Proprio i dati riportati da Legambiente mostrano una situazione drammatica nel nostro paese, dove le Forze dell’Ordine hanno registrato negli ultimi sette anni, ogni giorno, 20 infrazioni contro la fauna selvatica, 16,5 persone denunciate e quasi 7 sequestri soprattutto in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Tra le specie colpite, a pagare le conseguenze più gravi sono i lupi che vedono proprio nel bracconaggio la loro principale minaccia di morte: l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) ha evidenziato che ogni anno in Italia muoiono per cause antropiche tra i 250 e i 300 lupi, di cui circa la metà proprio per bracconaggio, uccisi da armi da fuoco, avvelenati, colpiti da tagliole o lacci. Purtroppo ad essere presi di mira ci sono anche gli uccelli con delle differenze tra il nord e il sud del paese; nelle regioni del sud vengono maggiormente predati i rapaci mentre, nel nord Italia sono catturati, grazie a delle reti posizionati illegalmente nei boschi, uccelli di piccole dimensioni. Stessa sorte anche per caprioli, i cervi e tutti gli ungulati che sono vittime ambite dai cacciatori di frodo.

Legambiente, da sempre attiva in tal senso, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, in partnership con l’Ente Nazionale per la Cinofilia Italiana e con il patrocinio della Federazione Italiana Parchi e Riserve naturali, per cercare di trovare una soluzione al bracconaggio ha ideato una Scuola di Alta Formazione Antibracconaggio. L’obiettivo è quello di creare le prime Unità cinofile italiane italiane antibracconaggio grazie ad un corso nazionale, il primo, qualificato per conduttori cinofili. Le unità cinofile avranno varie specializzazioni: in tracking per rilevare e seguire la traccia sul terreno, in trailing per individuare il cono d’odore in aria e in detection  per ricercare sostanze organiche e inorganiche, tutte attività integrate in pool di vigilanza volontaria.  Il via al progetto è stato fissato per il 25 gennaio e il primo corso residenziale, che si concluderà a novembre 2018, si terrà presso il centro “Il girasole di Rispescia” (Gr). Il corso sarà strutturato con un’alternanza di lezioni frontali e prove pratiche sul campo e al termine della formazione, i partecipanti dovranno sostenere delle prove di esame per ottenere il rilascio dei diplomi di Alta formazione antibracconaggio. Sarà rilasciato un patentino identificativo e si verrà inseriti nel Registro nazionale delle Unità cinofile specializzate. La formazione sarà svolta da personalità di livello del settore, sia italiane maturate all’interno dell’Arma dei Carabinieri e dell’Enci, sia estere, come quelle a difesa della fauna selvatica sviluppate dal Scent Imprint for Dogs in Hoofddorp in Olanda e dal Wildlife Conservation Society in Tanzania. 

 
 

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