22 Novembre 2018
Giorgia Martino
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
22 Novembre 2018
Giorgia Martino

Traffico illegale di tonno rosso e squali spinnati e agonizzanti in mare: WWF contro vertice ICCAT

La nota organizzazione ambientalista condanna il mancato accordo tra UE e Paesi contraenti della Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tunnidi dell'Atlantico: mancate misure di protezione da traffico illegale, sovrasfruttamento dei mari e pratiche cruente

L’ultimo vertice ICCAT-International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tunnidi dell'Atlantico) ha avuto luogo in Croazia, a Dubrovnik, dal 12 al 19 novembre. Dopo 8 giorni di negoziati, tuttavia, il WWF condanna il mancato accordo fra l’UE e le 50 nazioni dedite alla pesca del tonno, in merito alle misure necessarie da adottare per fermare le piaghe che minacciano l’Atlantico, e cioè il massiccio e illegale commercio del tonno rosso, il sovrasfruttamento dei tonni tropicali (tonno pinne gialle e tonno obeso) e la crudele pratica del finning.

Per ciò che riguarda il traffico illegale del tonno rosso, è stata recentemente condotta un’indagine investigativa condotta dalle autorità spagnole e da Europol che ha portato all’arresto di 79 persone implicate nel commercio illegale di questa specie, per un valore stimato di 12 milioni di euro all’anno. Inoltre, sono state riscontrate irregolarità nella conservazione del pesce, con possibili rischi di intossicazione alimentare.

Ancora, la pesca eccessiva sta esaurendo gli stock di tonno pinne gialle e tonno obeso, proprio a causa della mancata adozione di misure necessarie a contrastare queste azioni sconsiderate, e pare che all’ultimo summit ICCAT sia stata nuovamente bloccata l’abolizione del finning, ossia la crudele pratica di spinnamento degli squali che vengono privati delle pinne e quindi rigettati a mare agonizzanti.

Il WWF, inoltre, si dice preoccupato per la mancanza di misure volte ad evitare le catture accidentali (bycatch) di specie quali lo squalo mako e la verdesca.

Alessandro Buzzi, responsabile regionale per il tonno rosso, WWF Mediterranean Marine Initiative, ha dichiarato: “Il fallimento delle parti contraenti dell'ICCAT nel trovare una risposta unita e forte contro le attività criminali e insostenibili nella pesca del tonno è deplorevole. Il risultato di oggi lascerà gli operatori senza scrupoli liberi di continuare a contrabbandare grandi quantità di tonno non dichiarato, attività che alimenta reti criminali ed esaurisce le popolazioni di tonno a scapito della sicurezza dei consumatori. La decisione di ignorare le raccomandazioni scientifiche e di rinviare di un altro anno qualsiasi azione volta a contrastare il sovrasfruttamento del tonno pinna gialla, già minacciato, potrebbe seriamente compromettere il recupero di questa specie. È molto deludente vedere che non esiste una seria volontà politica per garantire la piena legalità e sostenibilità di queste attività di pesca”.

Inoltre, la proposta originaria dell’Unione Europea di aumentare i controlli per il recupero delle specie è stata indebolita dalle parti contraenti dell’ICCAT del Mediterraneo meridionale e orientale, ossia Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Turchia.

Come si legge nella nota del WWF, l’organizzazione “non appoggia l’accordo finale che include la flessibilità senza rafforzare i controlli, senza garantire legalità e sostenibilità”.

 
 

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