4 Dicembre 2013
Redazione
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
4 Dicembre 2013
Redazione

Wwf, biodiversità: 21.286 specie a rischio estinzione

Ad affermarlo il primo rapporto del Wwf sulla Biodiversità. In Italia rischiano di sparire il 31% dei vertebrati

In Italia si contano oltre il 30% di specie animali e quasi il 50% di quelle vegetali. La fauna è stimata in 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati (95%). Ad affermarlo il primo rapporto del Wwf sulla Biodiversità realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Ecologia e presentato ieri mattina nella sede di Wwf Italia a Roma. In vista della prima conferenza nazionale sulla Biodiversità che si svolgerà il prossimo 11 e 12 dicembre, Wwf ha voluto, tramite questo rapporto, accendere i riflettori su questo inestimabile capitale naturale che possediamo e sensibilizzare in modo particolare le istituzioni a fare qualcosa per tutelarlo. Anche perché dalla salvaguardia della biodiversità dipende anche la nostra sopravvivenza. Il rapporto da un quadro molto dettagliato sullo stato della biodiversità sul nostro pianeta, con un occhio di riguardo anche per la situazione italiana. Proprio per la sua posizione geografica, situata al centro del mar Mediterraneo, ponte naturale tra il continente africano e quello euroasiatico, l’Italia, infatti, rappresenta uno scrigno di biodiversità unico nel suo genere. Proprio per la sua localizzazione, il Bel Paese accoglie specie di origine eurasiatica, mediorientale e nord-africana.

La fauna italiana, si legge nel rapporto, conta 57.468 specie secondo i risultati del censimento sistematico curato dal Ministero dell’Ambiente. «Anche se non è facile compilare elenchi e statistiche, soprattutto perché gran parte di questi organismi è rappresentata dai non vertebrati, animali la cui distribuzione riserva ancora molte novità ai ricercatori, si tratta di una cifra considerevolmente elevata per un paese di modesta estensione situato all’interno della fascia climatica temperata, ma giustificabile se si considera l’ampia varietà delle situazioni ambientali raccolte nel territorio della penisola che spazia da zone alpina». Per quanto riguarda le specie vegetali, nel nostro Paese si contano quasi 8.000 specie, se poi aggiungiamo le alghe e i licheni si superano le 12.000 specie.

La fauna italiana, riferisce il Rapporto, non è equamente distribuita nel territorio: «esistono zone povere e altre ricche di specie e in linea di massima si assiste a una progressiva diminuzione del numero delle specie spostandosi dalle regioni settentrionali a quelle meridionali». Il processo di impoverimento raggiunge il suo apice all’estremità della Calabria (l’Aspromonte) e della Puglia (il Salento), dove l’effetto “isola” è particolarmente rilevante e dove il numero di specie presenti è considerevolmente più basso rispetto al resto della penisola.

Se allarghiamo di più lo sguardo oltre i confini territoriali, scopriamo un pianeta estremamente ricco di biodiversità: la Terra è abitata da circa 5 milioni di specie animali e vegetali, con 18.000 nuove specie di piante e animali descritte ogni anno e 49 scoperte al giorno negli angoli più remoti del pianeta. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: il rapporto parla, infatti, di un tasso di estinzione dovuto alle attività umane di 1.000 volte superiore al tasso di estinzione naturale, con popolazioni di vertebrati diminuite di un terzo negli ultimi quarant’anni, 21.286 specie a rischio estinzione su 71.576 considerate dall’IUCN: il Wwf ricorda che del rinoceronte di Giava restano appena 50/60 individui, 270 del rinoceronte di Sumatra, minacciati dalla deforestazione, di tigri restano 3.200 individui, con 3 sottospecie su 9 già estinte, la lince iberica conta tra gli 80 e i 140 individui; gli elefanti africani, di foresta e di savana, contano 400.000-580.000 individui, ma erano 1.300.000 negli anni ’70, e di elefanti indiani restano appena 4.000-50.000, i gorilla di montagna sono 860/880, decimati da deforestazione e ricerca del petrolio. Anche nel nostro Paese la situazione non è rosea: si stima, infatti, che il 31% dei vertebrati sia tuttora a rischio estinzione.

«Nel rapporto sulla Biodiversità, il Wwf descrive una realtà tanto meravigliosa quanto fragile. È fondamentale avere cura di questo inestimabile tesoro che abbiamo, ma per fare ciò dobbiamo ripensare prima di tutto Il modello di sviluppo così come l’abbiamo inteso fino ad oggi e spostare le nostre forze verso un approccio che sia il più sostenibile possibile» ha commentato il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi.

Dati, quelli del rapporto, che descrivono una situazione a cui bisogna immediatamente porre rimedio se vogliamo che la Terra continui ad essere un pianeta ricco di vita.

 
 

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