4 Gennaio 2019
Giorgia Martino
VIVERE GREEN
4 Gennaio 2019
Giorgia Martino

Dall'Ecotassa agli incentivi per la riqualificazione energetica, tutti i punti più green della Legge di Bilancio 2019

Dall'1 gennaio 2019 è in vigore la manovra finanziaria triennale che gestisce la finanza pubblica, anche per ciò che riguarda l'ambiente

Dall’1 gennaio scorso è in vigore la Legge di Bilancio 2019, approvata il 30 dicembre 2018 con 313 voti favorevoli e 70 contrari, e pubblicata il 31. 

Anche quest’anno sono presenti misure e iniziative volte a degli investimenti più ‘green’, ma non solo: infatti la legge di bilancio è il provvedimento che gestisce la manovra di finanza pubblica per i successivi tre anni, e da questa manovra dipendono tutti i conti pubblici di un Paese.

Dal punto di vista ambientale, un occhio di riguardo lo meritano i cosiddetti ‘ecobonus’, come i bonus casa che incentivano la riqualificazione energetica di abitazioni, mobili ed elettrodomestici, ma anche le agevolazioni per la mobilità urbana.

Bonus Casa

Tra i bonus casa prorogati anche con la Legge di Bilancio 2019, si menzionano i seguenti:

  • Bonus Ristrutturazione, che prevede una detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione – per una spesa massima di 96 mila euro – sia per le singole abitazioni che per i condomini;
  • Bonus Mobili ed Elettrodomestici, che attuano una detrazione del 50% per una spesa massima di 10 mila euro (ma solo se l’acquisto è a seguito ristrutturazione);
  • Ecobonus per il risparmio energetico delle caldaie, con una detrazione al 65% se si installa una caldaia a condensazione di classe A con installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, e al 50% se si installa solo la caldaia a condensazione di classe A.
  • Ecobonus per zanzariere e tende sole se dotate di schermatura solare (-50%)
  • Sismabonus, che consente ai contribuenti di ottenere un’agevolazione Irpef per una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici su abitazioni e immobili. Il Sismabonus 2019 prevede una detrazione del 100% per le spese di diagnosi sismica degli edifici, nonché agevolazioni per le spese di certificazioni ad opera di professionisti, che aumentano quanto più gli interventi sono volti ad abbassare il rischio sismico dell’edificio stesso.Per i condomini, inoltre, c’è la possibilità di ricorrere ad un bonus unico “sismabonus+ecobonus” per aprire un unico cantiere lavori.
  • Nuovo bonus verde giardini, terrazzi e balconi, che prevede una detrazione del 36% per un massimo di spesa pari a 5 mila euro per interventi di sistemazione a verde.

Mobilità urbana

Grande importanza viene data anche alla questione delle emissioni inquinanti delle vetture: non a caso la manovra finanziaria 2019 prevede bonus ed ecotasse a seconda dell’inquinamento prodotto dalle auto acquistate.

Innanzitutto sono previste agevolazioni e sconti fino a 6 mila euro per chi acquista veicoli elettrici o ibridi e per chi rottama un veicolo tradizionale. I risparmi sono tanto superiori quanto meno inquina la vettura in questione.

D’altro canto, è prevista anche un’ecotassa per chi acquista auto inquinanti a benzina o a diesel, ma solo se SUV o auto di lusso: si parla infatti di una tassa di immatricolazione che varia da 1100 a 2500 euro a seconda delle emissioni nocive dell’auto.

Sempre nel testo della Legge di Bilancio 2019, si dà anche l’ok alla sperimentazione della micromobilità elettrica in città, con la circolazione su strada di segway, hoverboard, monopattini, ma senza alcun fondo aggiuntivo previsto a sostegno.

Edifici pubblici: riqualificazione energetica e messa in sicurezza

Per la riqualificazione energetica di edifici pubblici, invece, la Legge di Bilancio 2019 mette a disposizione del Fondo Kyoto – per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici – denaro anche per altri edifici pubblici come ospedali e impianti sportivi pubblici. Il fondo sarà disponibile anche per l’efficientamento idrico delle strutture pubbliche, in modo da risparmiare in acqua ed energia.

La manovra, inoltre, mira anche alla messa in sicurezza dai dissesti idrogeologici degli edifici e del territorio. Per questo assegna ai comuni, per il periodo 2021-2033, contributi per un importo complessivo di 8,1 miliardi di euro. Le regioni devono assegnare i contributi per almeno il 70%.

Inoltre, si disciplina l’assegnazione di contributi da parte del Ministero dell’Interno ai comuni, per un limite di 400 milioni di euro, al fine di favorire gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio culturale.

Contro la plastica

La manovra finanziaria 2019 non tralascia l’annoso problema dell’inquinamento da plastica: è infatti previsto un credito d’imposta per le imprese che acquistano prodotti riciclati o imballaggi compostabili riciclati. Il credito d’imposta ammonta al 36% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, imballaggi biodegradabili e compostabili e derivati dalla raccolta differenziata di carta e alluminio.

Inoltre, i produttori vengono invitati ad adottare una serie di iniziative per la riduzione dei prodotti di plastica monouso, ma solo su base volontaria e sperimentale fino al 31 dicembre 2023.

Misure per il settore energia

La Legge di Bilancio 2019 autorizza la spesa di 25 milioni di euro per il 2019, e di 40 milioni di euro per ciascun anno dal 2020 al 2022, per potenziare la riqualificazione energetica degli immobili della Pubblica amministrazione centrale.

Prorogato l’accesso agli incentivi previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico per gli impianti di biogas fino a 300KW, realizzati da imprenditori agricoli.

Gli eventuali proventi economici liberamente pattuiti dagli operatori del settore FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) con gli enti locali, nel cui territorio insistono impianti alimentati da fonti rinnovabili, "restano acquisiti nei bilanci degli enti locali, mantenendo detti accordi piena efficacia".

A partire dal 1° gennaio 2019 tali accordi sono rivisti alla luce di quanto previsto dalle linee guida nazionali. Gli importi già erogati e da erogare in favore degli enti locali "concorrono alla formazione del reddito d’impresa del titolare dell’impianto alimentato da fonti rinnovabili".

 
 

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