3 Novembre 2014
Valentina Dapiran
ENERGIA
3 Novembre 2014
Valentina Dapiran

Case ad elevata efficienza energetica? Si, grazie!

Le nostre case non vanno bene, sprecano troppo. Ma con le adeguate azioni la situazione si può ribaltare, o comunque migliorare notevolmente

In Italia il 90% degli edifici realizzati prima del 1976 consuma molta più energia del necessario, perché coibentati in modo inadeguato o privi del tutto di isolamento termico: gli edifici sono pieni di punti deboli da cui il calore fuoriesce costringendo gli impianti di riscaldamento a rimanere in funzione continuamente. Le spese di riscaldamento rappresentano infatti la quota maggiore, superando a volte anche l’80% delle spese totali.

Ma come fare a rendere la nostra casa ad elevata efficienza energetica e farci risparmiare denaro? Ne abbiamo parlato con Valeria Erba, presidente dell’ANIT, Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico ed Acustico.
 
Quali sono le caratteristiche di un edificio ad elevata efficienza energetica?
Un edificio ad elevata efficienza energetica è un edificio che per prima cosa disperde pochissima energia. E' un edificio progettato e poi costruito in modo da disperdere il meno possibile tutto il calore che noi produciamo per mantenere le condizioni ambientali a un certo livello. Quindi significa avere un edificio particolarmente isolato proprio per evitare le dispersioni di calore e di conseguenza ridurre anche il fabbisogno di energia, perché meno calore disperdo, meno fabbisogno di energia ho. Quindi riduco anche tutti quelli che sono i consumi energetici degli impianti.
 
Quanti sono gli edifici con queste caratteristiche in Italia?
In Italia il 90% delle costruzioni sono state costruite prima della prima legge sull'efficienza energetica, quindi prima che si avessero dei requisiti minimi di efficienza energetica negli edifici. Per cui abbiamo un parco edilizio enorme su cui andare ad agire per ridurre questi consumi energetici.
 
Si può intervenire sull'edilizia tradizionale?
Si, si può tranquillamente intervenire, anzi si deve intervenire sull'edilizia esistente, perché il nuovo ormai lascia un po' il tempo che trova. Quindi bisogna cercare di intervenire il più possibile sull'edilizia esistente, con delle difficoltà a volte. Bisogna di volta in volta fare una diagnosi ben precisa di come è costruito l'edificio, quali sono le sue problematiche maggiori dal punto di vista energetico e andare a risolvere per primi i punti critici, perché spesso e volentieri si fanno degli interventi che poi in realtà non portano nessun guadagno, né energetico, né economico, perché non si è affrontato il problema principale dell'edificio. Ci sono tantissime soluzioni tecnologiche che ci permettono di raggiungere ottimi livelli di efficienza energetica e sicuramente passare da un edificio in classe energetica F o G, che sono classi molto scarse, fino alla classe A non è sempre così facile e magari i costi non sono ottimali. Ma anche un avanzamento di una o due classi energetiche fa molto. Magari non si raggiungerà la classe A, ma almeno la C o la B. Cambia non solo di efficienza energetica, ma anche di confort, perché il discorso dell'efficienza energetica non è soltanto una riduzione dei consumi, una riduzione delle emissioni, ma anche un miglioramento del confort interno.
 
Quali potrebbero essere i costi e quanto si potrebbe risparmiare in termini di riscaldamento e raffrescamento dell’edificio?
Un esempio che posso fare è un intervento che è stato fatto su una villetta di circa 200 mq. Su questo edificio è stato fatto un cappotto su tutta la superficie esterna. Questo intervento ha avuto dei tempi di ritorno di circa 9 anni, che sono dei tempi accettabili, ed il risparmio ora è di circa 1.200 euro all'anno di combustibile.  Se si considera la superficie di 200mq la riduzione è di circa il 20%, sia dell'efficienza energetica che dei consumi. Se parliamo di edifici di dimensioni più elevate, ovviamente anche in questo caso dipende molto dall'intervento che viene realizzato.
 
Quanto durano questi materiali isolanti?
Dipende molto dai materiali, però diciamo che i sistemi per l'isolamento termico, e quando parlo di sistemi parlo di tipologia di isolamento per coperture, piuttosto che isolamento a cappotto, hanno una durata di oltre 30 anni se sono ben realizzati.
 
Il 13 novembre ci sarà il convegno dell’ANIT, associazione nazionale per l’isolamento termico ed acustico: a chi è rivolto questo evento?
L'evento è rivolto a tutti i professionisti, alle imprese di costruzione piuttosto che esperti interessati agli argomenti del congresso. Al congresso tratteremo tutta la parte di efficienza energetica, sia invernale che estiva. Parleremo poi di materiali e sostenibilità dei materiali con delle relazioni di alcune aziende che hanno fatto degli studi molto approfonditi. Parleremo poi di problematiche termo-igrometriche, il problema delle muffe e delle condense nelle case. Infine l'altro argomento è legato all'acustica nell'edilizia. Sono tre sale dove ci saranno 45 interventi in parallelo con relatori di alto livello, ministeriali, enti pubblici di vario genere, non che esperti nel settore.

 
 

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