18 Dicembre 2017
Fabrizio Cavallina
ENERGIA
18 Dicembre 2017
Fabrizio Cavallina

Entro il 2022, destinata a diminuire la produzione di carbone

Lo conferma un rapporto dell'International Energy Agency: l'anno scorso prodotto il 4,2% in meno di questo combustibile, tra i più inquinanti, rispetto al 2014.

Tutti i principali paesi del mondo lo scorso anno hanno ridotto il consumo di carbone, ad eccezione dell’India. E non è un fatto isolato, o casuale, dal momento che le previsioni ufficiali promettono una riduzione della domanda di carbone anche nella prossima decade. A mostrare il quadro della situazione – in particolare delle stime per il periodo 2017-2022 – è il rapporto Coal 2017 pubblicato dalla IEA (International Energy Agency), che ha analizzato le attività nelle centrali durante il corso dell’anno precedente e ha tratto dati incoraggianti: durante il 2016 sono state bruciate circa 5,3 miliardi di tonnellate di carbone, in calo dell’1,9% rispetto all’anno prima, ma soprattutto il 4,2% in meno in confronto al 2014. Da quando l’IEA pressoché 40 anni fa ha cominciato a monitorare queste statistiche, ha registrato un decremento del genere esclusivamente nel biennio 1990-1992.

Negli Stati Uniti, si legge nel rapporto, i prezzi bassi del gas stanno erodendo il dominio energetico che il carbone ha istituito in questi anni; la Cina ha diminuito la domanda di carbone per il terzo anno consecutivo, a seguito delle politiche attuate al fine di migliorare la qualità dell’aria. Il Regno Unito, invece, ha introdotto un piano sul prezzo del carbone per limitarne l’utilizzo. La quota di carbone nel mix energetico mondiale, infatti, scenderà dal 27% del 2016 al 26% nel 2022, nonostante in alcune zone del mondo (India e altri paesi del sud-est asiatico) l’indice sia destinato a salire. “Sebbene l’IEA sia realmente ottimista sul ruolo prossimo delle energie rinnovabili e sui gas naturali, per alcuni il carbone sarà ancora una fonte di sostentamento significativa” avvisa al The Guardian Keisuke Sadamori, Direttore dei mercati energetici e sicurezza dell’Agenzia, in merito alla crescita della produzione di carbone prevista in India del 4% ogni anno fino al 2022. “Tuttavia, quello che ci aspettiamo nel prossimo decennio nel mondo è una stagnazione della domanda”. Anche in Polonia la domanda è prevista stabile, quindi non diminuzione, fino al 2022; Polonia e Germania rappresentano oltre la metà della produzione di carbone in Europa. Interessanti sono i dati di alcuni analisti che stimano una perdita nel fatturato per le centrali a carbone in Germania di oltre 12 miliardi, entro il 2030. A detta dell’IEA, esclusa la Polonia, in Europa la produzione di carbon fossile è destinata a diminuire e a raggiungere “livelli marginali” entro il 2022; molti paesi, infatti, hanno chiuso oppure hanno in programma di chiudere le centrali.

 
 

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