29 Gennaio 2015
Redazione
ENERGIA
29 Gennaio 2015
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Impianto solare termico: come funziona

Fornisce energia elettrica, acqua calda per usi sanitari e riscalda gli ambienti interni rispettando l'ambiente e facendo risparmiare chi sceglie di istallarlo

Dalla rubrica Smart City realizzata in collaborazione con ToDay.it

Una delle fonti più utilizzata per l’approvvigionamento energetico è il sole che può fornirci energia elettrica o acqua calda per usi sanitari o riscaldare gli ambienti interni. Ma molte possono essere le valutazioni da fare prima di procedere con l’istallazione: dal luogo alla tipologia, dalla dimensione all’utilizzo e così via. Allora, per chi volesse dare una mano all’ambiente ma nello stesso momento risparmiare, ecco dei consigli utili.

Innanzi tutto bisogna sapere che l’impianto solare termico ha diversi utilizzi: i più conosciuti sono quello per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento, ma forse pochi sanno che l’energia prodotta può anche essere utilizzata per la climatizzazione estiva dei locali interni, e quindi non limitare l’impianto solamente alla stagione invernale. Inoltre il calore che viene prodotto può essere utilizzato nelle procedure produttive di molte industrie.
Il funzionamento: i pannelli, o collettori solari, sono formati da tubi nei quali circola un fluido, detto termovettore, che grazie al sole si scalda. Successivamente viene convogliato in prossimità del serbatoio di acqua a cui trasmette il calore accumulato, riscaldandola. Il fluido termovettore poi raffreddatosi, torna nelle tubazioni di partenza ed il ciclo ricomincia. Ed ecco pronta la nostra acqua calda per usi sanitari come anche quella che scorre dentro i nostri termosifoni.

Esistono due diverse tipologie di impianto: a circolazione naturale oppure a circolazione forzata. Quello a circolazione naturale prevede che il fluido termovettore scorra nelle varie tubazioni, appunto, naturalmente grazie alla sua temperatura. Per i cicli forzati invece la circolazione viene aiutata da un sistema alimentato ad energia elettrica, e quindi ci sarà bisogno di alimentazione elettrica sul tetto o comunque nel luogo di installazione. In più i tubi possono essere posti sottovuoto per consentirne l’utilizzo anche con climi particolarmente rigidi e quindi per evitare che il fluido interno ghiacci.

Gli impianti a circolazione naturale sono più semplici da installare e quindi più economici, compresi i costi di manutenzione. A livello estetico potrebbero non essere soddisfacenti perché è ben visibile il grande serbatoio di acqua e addirittura per questi motivi in alcune zone sono vietati proprio dai regolamenti edilizi (soprattutto per motivi paesaggistici). Inoltre temono i climi molto rigidi. Nel sistema a circolazione forzata invece il serbatoio è collocato all’interno dell’abitazione. I pannelli solari, come anche i componenti, sono tutti venduti separatamente e vanno dimensionati in base alle esigenze: serve un vero e proprio progetto su misura. Per questa operazione ovviamente è d’aiuto consultare un tecnico del settore che ci chiederà qual è il nostro fabbisogno di acqua calda sanitaria nei diversi periodi dell’anno e quanti mesi utilizzeremo il riscaldamento. Quindi quanti sono gli abitanti della casa, se il bagno ha la doccia o la vasca e così via. Altro dato importantissimo è la quantità di radiazione solare della zona e quindi la latitudine.

Svantaggi. Purtroppo, per motivazioni economiche, è molto difficile che l’impianto solare termico copra al 100% le esigenze di acqua calda sanitaria, anche perché una copertura totale nei mesi invernali corrisponderebbe ad una produzione eccessiva in estate. Per questo solitamente ci si aggira attorno ad una copertura pari al 70% dei consumi medi annuali. Il luogo d’installazione dovrà essere il più vicino possibile al luogo di utilizzo (bagno ed abitazione in generale) per impedire che ci siano perdite di calore nelle tubazioni che comunque dovranno essere coibentate. Proprio per questo bisognerà avere un impianto alternativo che si attiverà nel caso quello solare non dovesse bastare. Basterà utilizzare uno dei sistemi tradizionali come caldaia a gas o boiler elettrico. Questo impianto inoltre sarà utilissimo anche in caso di giornate particolarmente nuvolose in cui non potremo contare totalmente sull’energia solare (che comunque, anche se in quantità minori, sarà presente). Come avviene spesso per gli impianti che utilizzano fonti alternative, anche per il solare termico i costi di installazione (e progettazione) sono più alti più di quelli per un impianto tradizionale. Le variabili sono tante e spesso i prezzi variano nelle diverse zone o anche rispetto al tecnico a cui si fa affidamento: è buona regola, prima di decidere, procurarsi almeno un paio di preventivi. Considerando un impianto di piccole dimensione la scelta più economica è il sistema a circolazione naturale per cui la spesa andrà tra i 400 e gli 800 euro per un metro quadro installato, compresi tutti i componenti. Ma ovviamente si tratta di un investimento perché ci fa risparmiare sui consumi e soprattutto perché tutto l’impianto ha una vita media di circa 25 anni. Inoltre per legge alcuni componenti sono garantiti per almeno i primi 5 anni. La manutenzione va effettuata raramente, ogni 4 o 5 anni e i costi si aggirano intorno al 2% rispetto alla spesa totale.

Per avere una visione chiara del risparmio futuro consultare le bollette di luce e gas più recenti in modo anche da farsi un’idea su quanto ci metteremo a ‘recuperare’ l’investimento fatto, poi ci sono i benefici economici immediati. La sostituzione degli impianti tradizionali con il solare termico rientra tra quegli interventi volti ad una riqualificazione energetica (legge di stabilità) quindi è possibile detrarre anche metà dei costi necessari: per tutti i dettagli consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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