6 Novembre 2017
Dario Caputo
ENERGIA
6 Novembre 2017
Dario Caputo

L’Europa oltre il carbone

Diverse organizzazioni di 28 paesi sono impegnate nella campagna "Europe Beyond Coal" per far chiudere le centrali a carbone entro il 2018 e pressare i governi per lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili.

L'umanità sta affrontando diverse crisi che riguardano un duplice aspetto: quello relativo alla salute e quello relativo invece ai cambiamenti climatici. Il comune denominatore sembrerebbe essere la combustione del carbone ed è proprio da questa consapevolezza che è nata la Europe Beyond Coal”; una campagna messa in atto da diverse organizzazioni, come ad esempio GreenPeace, WWF, ClientEarth e Climate Action Network Europe, per combattere gli impatti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico e per accelerare l’abbandono del carbone a favore delle energie rinnovabili.  L’abolizione del carbone è l’unica strada da perseguire se si vogliono salvare vite umane e se si vuole limitare il riscaldamento globale a 1.5 gradi centigradi. Fanno parte della coalizione ben 28 paesi: Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia. Hanno deciso di lanciare questa campagna per rendere tutti maggiormente consapevoli circa gli impatti negativi che le emissioni di anidride carbonica (CO2) hanno sulla salute di tutti i cittadini. L’iniziativa ha infatti sottolineato come nel solo anno 2015 le centrali a carbone dell’Unione Europea abbiano provocato un numero di morti premature pari a 19.500 casi e 41.000 casi di bronchite cronica soprattutto nella popolazione infantile. Dalla mappa delle diverse centrali a carbone dell’Unione Europea si evince anche la situazione non rosea italiana con 407 casi di morti premature; sono state prese in considerazione le zone dove le centrali a carbone sono presenti come Brindisi, Genova, Brescia, Torrevaldaliga nel comune di Civitavecchia, La Spezia, Monfalcone e Fusina a Venezia.

Considerati anche i costi legati agli impatti sanitari che arrivano a sfiorare i 54 miliardi di euro, sempre per l’anno 2015, la direttrice della campagna Europe Beyond CoalKathrin Gutmann, ha dichiarato: "Chiediamo a tutti i governi, città, aziende, banche e investitori di accelerare gli sforzi per abbandonare il carbone prima della COP24 che si terrà in Polonia nel 2018. La Conferenza sul Clima di Bonn è un'eccellente opportunità per ulteriori e più ambiziosi impegni da parte di tutti i Paesi". L’obiettivo è quello di realizzare una Europa “oltre il carbone” per migliorare la qualità climatica e salutistica di tutti.

L’impegno delle diverse organizzazioni aderenti all’iniziativa è molto attivo, infatti dal 2016 si sono adoperate per far chiudere ben 16 centrali a carbone in Europa, mentre altre 39 sono in procinto di chiudere. La richiesta è di fare in modo che i propositi di alcuni governi (Paesi Bassi, Regno Unito, Finlandia, Francia, Portogallo e Italia) che si sono impegnati ad abbandonare il carbone entro il 2025 o il 2030, si trasformino subito in azioni concrete, chiudendo così le 293 centrali rimanenti. La stessa Greenpeace ha sottolineato che: L’Italia, che ha nei giorni scorsi annunciato l’abbandono del carbone entro il 2025, è ora chiamata a svolgere un ruolo decisivo in Europa, soprattutto nei negoziati che porteranno all’approvazione del pacchetto di misure europee “Clean energy for all”, attualmente in discussione a Bruxelles. Il nostro Paese deve investire sullo sviluppo delle rinnovabili, sia nell’ambito dei confini nazionali che al di fuori degli stessi, sostituire il carbone con fonti pulite e rinnovabili come sole e vento ed esprimere una leadership forte in Europa sulle politiche climatiche”.

 
 

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