15 Ottobre 2015
Redazione
ENERGIA
15 Ottobre 2015
Redazione

Riscaldamenti: 10 regole contro il caro bollette

Da Enea e Ministero dello Sviluppo Economico arriva un vademecum che fa bene al portafoglio e all'ambiente

Si accendono oggi i riscaldamenti in 4.300 comuni italiani, quelli in zona climatica “E” (il territorio italiano è suddiviso in 6 zone climatiche in base a temperature medie rilevate, dalla A, più calda, alla F, più fredda) che comprendono grandi città come Milano, Torino, Bologna, Venezia.

Per aiutare i consumatori a scaldare al meglio le proprie case, evitando però sprechi e brutte sorprese nella bolletta (o sanzioni per non aver effettuato le revisioni di legge), arriva un vademecum con le 10 regole-base per un riscaldamento efficiente e più ‘conveniente’ a cura degli esperti del ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e dell’ENEA.

  1. Fare la manutenzione degli impianti È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato e ben manutenuto consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia inoltre una multa non inferiore a 500 euro.  
  2. Controllare la temperatura ambiente Scaldare  troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura di 20 - 22 gradi, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Attenzione, inoltre, perché ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.
  3. Attenti alle ore di accensione Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni in fascia “E” al via da domani il massimo sono 14 ore.  
  4. Usare i cronotermostati Un aiuto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa.
  5. Applicare valvole termostatiche Queste apparecchiature aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi.
  6. Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone È un "trucco" semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.
  7. Schermare le finestre la notte Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.
  8. Fare il check up alla propria casa L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata fatta prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con nuovi modelli che disperdono meno calore, il beneficio può essere doppio: si  riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire dei cosiddetti ecobonus, la detrazione fiscale del 65%. 
  9. Impianti di riscaldamento innovativi Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con  impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Per questi interventi si può usufruire degli ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici 65% e del patrimonio edilizio del 55%.
  10. Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni Mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi.   Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, evitando inutili dispersioni di calore.

IL vademecum è disponibile sui siti www.mise.gov.it www.agenziaefficienzaenergetica.it  e www.enea.it insieme alle novità in tema di APE, l’attestato di prestazione energetica obbligatorio per affitti e compravendite che è cambiato dal 1° ottobre, e alle  nuove regole per le caldaie.

 
 

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