9 Maggio 2013
Redazione
ENERGIA
9 Maggio 2013
Redazione

Solar Expo: l'Italia e la rivoluzione energetica nel Mediterraneo

Il Belpaese vuole superare il progetto Desertec e incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili nel nord dell'Africa 

Milano – Si è aperta ieri la 14esima edizione di Solar Expo, la manifestazione sull’energia solare che nel corso degli anni ha assunto sempre maggiore importanza entrando a far parte dei primi 3 eventi fieristici al mondo specializzati su questa fonte di energia rinnovabile. Durante questa tre giorni tanti i convegni organizzati. Uno di questi, pensato da Res4Med (Renewable Energy Solution for the Mediterranean) l'associazione fondata da Cesi, Edison, Enel Green Power, Gse, PwC e Politecnico di Milano, punta l’occhio sulla sponda sud del Mediterraneo. Il Res4Med è, infatti, una associazione no profit nata nel 2012 che si pone l’obiettivo di essere trait-d’union per tutte quelle iniziative di promozione delle energie rinnovabili che riguardano l’area sud del Mediterraneo e i Balcani.

Qui, infatti, la nuova situazione geopolitica che si è venuta a creare a seguito della Primavera Araba ha posto le basi per la formazione di un mercato delle energie rinnovabili che sta avendo una crescita vertiginosa e che l’Europa guarda con molto interesse. Già prima della grande svolta storica che ha mutato per sempre questo territorio c’era un progetto nel nord d’Africa che riguardava l’energia solare, un progetto di matrice tedesca chiamato Desertec. Questo prevedeva la creazione entro il 2050 di 60 mila megawatt attraverso pannelli solari, il 15 per cento di tutta l'elettricità che serve all'Europa dei 27. L’idea però è stata bloccata a causa del crollo, a seguito della Primavera Araba, di quei regimi favorevoli a questa iniziativa.

La proposta di Res4Med, che ha portato al convegno di Solarexpo, è quella di riprendere in mano l’idea originale del progetto tedesco ma cambiando decisamente punto di vista. Infatti inizialmente si prevedeva di destinare la maggior parte dell’energia all’Europa. Ora invece si pensa a centrali di media grandezza che distribuiscano l’energia prima di tutto in loco e in un secondo momento all’Europa. "Le grandi centrali potranno essere costruite, ma in un secondo momento", propone Roberto Vigotti, segretario di Res4Med. "Iniziamo con rinnovabili di media taglia e con la generazione distribuita, cioè con una pioggia di mini e micro impianti che diano vantaggi reali a tutti. A parità di capacità elettrica il fotovoltaico utilizza 7 volte più forza lavoro degli impianti a carbone: è una risposta concreta alla frustrazione per la mancanza di occupazione che è stata una delle molle della primavera araba. Puntare sulla generazione distribuita vuol dire proporre una democrazia energetica che rafforza la democrazia politica". 

In tutto questo l’Italia, se riuscisse a far partire questo importante progetto di rivoluzione energetica nel Mediterraneo, giocherebbe sicuramente un ruolo principale vista anche la sua posizione geografica, ponte naturale tra le due sponde del Mediterraneo. Per non parlare del lavoro che si andrebbe a creare per questi paesi del nord Africa, nonché della grande quantità di energia che i Paesi dell’Europa del sud-est, tra cui l’Italia, riuscirebbero ad usufruire. Sicuramente una bella opportunità per tutti.

 
 

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