24 Settembre 2015
Federica Licata
ENERGIA
24 Settembre 2015
Federica Licata

Un futuro 100% rinnovabile entro il 2050. Per Greenpeace è possibile

Greenpeace presenta Energy [R]evolution 2015: possibile soddisfare interamente le risorse energetiche del pianeta usando solo fonti rinnovabili

Un pianeta alimentato al 100% da energie rinnovabili?
Per Greenpeace è possibile, a patto che vengano fatti investimenti consistenti in questo senso.
Le premesse ci sono, stando al rapporto Energy [R]evolution 2015 - 100% renewable energy, presentato il 21 settembre 2015, che stima come al livello mondiale entro i prossimi quindici anni la quota di energie rinnovabili elettriche possa triplicare, passando dall’attuale 21% al 64%.
Con il raggiungimento di questo traguardo si andrebbe a diminuire il volume di emissioni entro il 2030: da 30 giga tonnellate annue a 20, pur tenendo in considerazione l’aumento di emissioni a causa del rapido sviluppo di paesi come Brasile, Cina e India.
Sven Teske, autore del rapporto di Greenpeace, spiega che “I settori del solare e dell’eolico sono ormai sufficientemente maturi per poter competere a livello di costi con l’industria del carbone. Ed è molto probabile che entro il prossimo decennio supereranno quest’ultima anche in termini di occupazione e di energia fornita”.

Il rapporto stima inoltre che l’investimento necessario per raggiungere l’obiettivo di un futuro 100% rinnovabile entro il 2050 sarebbe pari ad un valore medio di circa 1.000 mld di dollari all’anno; una somma che inciderà sui futuri risparmi economici, pari a 1.070 mld di dollari all’anno derivanti dall’abbandono dei combustibili fossili.
È conveniente per l’ambiente e per l’economia, dunque, come sottolinea nuovamente Teske: “Ogni ulteriore euro investito in nuovi progetti legati alle fonti fossili è un investimento ad alto rischio, che potrebbe comportare perdite economiche”.
Energy [R]evolution 2015 sottolinea, inoltre, altri fattori positivi che potrebbero essere da sprone ai governi per invogliarli ad aumentare sui propri territori l’impiego di impianti ad energia rinnovabile: queste, infatti, creerebbero più posti di lavoro rispetto agli attuali occupati nel settore dei combustibili fossili.
La sola industria del solare produrrebbe un tasso di occupazione tale da prevedere 9,7 milioni di impiegati al 2030 e nello stesso arco di tempo i posti di lavoro nel settore eolico crescerebbero fino 7,8 milioni,  oltre dieci volte di più rispetto ad oggi.

Tra meno di tre mesi a Parigi si terrà la COP21 e Greenpeace si augura non solo che il rapporto offra ai leader mondiali la possibilità concreta di adottare le misure necessarie e fondamentali per contrastare gli effetti dannosi del global warming, ma anche che i partecipanti all'accordo conclusivo del vertice sul clima, considerino in modo serio una visione a lungo termine di un futuro basato sulla totale eliminazione di carbone, petrolio, gas e nucleare entro il 2050.
Vorrei invitare tutti quelli che dicono “non si può fare” - dichiara Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International – “a leggere questo rapporto, e riconoscere che una rivoluzione energetica per un futuro 100 per cento rinnovabile si può fare, si deve fare, e sarà un bene per tutti.”
 

 
 

Earth Day Srl. Copyright © 2014 - All rights reserved.
Registrazione Tribunale di Roma N.247 del 11/11/2014