5 Novembre 2014
Gabriele Renzi
GREEN ECONOMY
5 Novembre 2014
Gabriele Renzi

Al via gli Stati Generali della Green Economy. É l’economia verde lo sblocca italia più efficace.

Partita la due giorni degli Stati Generali della Green Economy 2014. Protagoniste le imprese che lanciano le loro proposte per uscire dalla crisi italiana, salvaguardando l’ambiente.

Si è aperta oggi presso Ecomondo a Rimini la terza edizione degli Stati Generali della Green Economy. Sono le imprese a recitare la parte del protagonista reclamando un ruolo guida per far ripartire l’economia italiana.
 
“Per superare la crisi - ha dichiarato il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi - le imprese della green economy devono operare in modo più incisivo per un cambio del contesto delle politiche economiche italiane ed europee. Puntando sull’alta qualità ambientale dei beni e dei servizi, le imprese della green economy potrebbero contribuire, in modo rilevante a riqualificare e rilanciare investimenti e occupazione, a far crescere la domanda interna e a migliorare le nostre esportazioni”.
 
Ad aprire l’evento il Ministro dell’Ambiente Gian Luca GallettiI numeri ci mostrano che le uniche aziende che hanno tenuto nella crisi economica, sono quelle della green economy. Sono cresciute, infatti, in fatturato e in occupazione”.
 
Effettivamente l’industria verde, nonostante la crisi mondiale, negli anni ha continuato a crescere: il giro d’affari globale nel 2005, secondo l’Unido, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, era di 990 miliardi di euro in sei settori green e si stima che nel 2020 tale cifra sarà più che raddoppiata arrivando a circa 2.200 miliardi di euro.

Limitandoci solo al nostro Paese uno studio della Fondazione Enel e del Politecnico di Milano ha stimato, con interventi di efficienza energetica, un potenziale di risparmi sui consumi finali fino a 25Mtep al 2020 (-72 Mt di emissioni di CO2 eq), un giro d’affari di 64 mld e 460.000 posti di lavoro. In un altro settore, quello dei rifiuti, arrivando al 70% di riciclo e con l’abbattimento del 5% dei rifiuti urbani avviati in discarica, si creerebbero in Italia ulteriori 30.000 posti di lavoro, si risparmierebbero 4 miliardi nei costi di gestione e si avrebbero benefici ambientali valutabili in 3 miliardi.
 
Numeri e prospettive importanti, certo, ma ancora carichi di “se” e di “ma”. Ed è proprio per eliminarne alcuni che gli Stati Generali portano all’attenzione della politica delle proposte concrete di sviluppo in chiave green.
 
Le proposte sono il risultato di un lungo processo consultivo cui hanno partecipato attori non solo economici, ma appartenenti al mondo dell’associazionismo e delle società civile. Tra questi anche Earth Day Italia, in particolare sui tavoli "filiere agricole di qualità ecologica” e "Sviluppo di una finanza e un credito sostenibili per la green  economy”.

 

"Gli Stati Generali della Green Economy - dichiara Roberta Cafarotti, direttore scientifico di Earth Day Italia -  sono nati dalla consapevolezza che occorre cambiare l'economia e i modelli che la regolano. L'economia brown ha creato danni sotto gli occhi di tutti, l'economia green prospera invece tenendo conto del capitale naturale che a sua volta offre servizi fondamentali alla vita, gratuitamente alla collettività. Come tutti i capitali deve essere misurato, è possibile farlo, è già stato fatto, certo non solo nelle componenti economiche e qui occorre una battaglia culturale, in cui le imprese hanno una grande responsabilità. Il valore della natura dovrebbe entrare nei conti delle aziende e nelle strategie dei decision maker. Penso che il problema delle misurazioni sia un scoglio importante, superato il quale la strada sarà in discesa."

 
 

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