7 Marzo 2013
Redazione
GREEN ECONOMY
7 Marzo 2013
Redazione

Burocrazia italiana, per AIA "solo" cinque anni

Clini, "semplificazione e trasparenza delle procedure di autorizzazione ambientale richiedono un impegno convergente di amministrazioni e imprese"

In Italia per il rilascio dell'Autorizzazione ambientale i tempi sono lunghi. Tutti i Paesi, fanno meglio di noi. E a rimetterci, neanche a dirlo, è la competitività delle nostre imprese costrette a girovagare nei ghirigori burocratici.
La più veloce di tutte (pure in questo caso lo stupore è poco), è la Finlandia: per autorizzare l'esercizio degli impianti impiega meno di 6 mesi. Seguono la Danimarca, dove ne servono circa 6, e il Regno Unito: dai 4 ai 9 mesi. Massimo un anno invece, è richiesto in Germania, così come Austria e Belgio. In Francia sono necessari due anni. E in Italia? Si può arrivare anche cinque. È la fotografia scattata da uno studio di Confindustria sulla valutazione comparativa dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) a livello europeo e nazionale, guardando anche agli effetti sullo sviluppo industriale del Paese.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, denuncia ''disposizioni più severe o adempimenti burocratici maggiori per le nostre imprese'', ''una confusione totale'' per cui occorrono ''poche regole, chiare e precise, da poter rispettare in modo semplice e senza disparità che alterano la concorrenza'', tra Paesi europei, ma anche ''con innumerevoli casi in Italia di differenze locali, disparità drammatiche''.

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, in una lettera a Squinzi, ha osservato che "semplificazione e trasparenza delle procedure di autorizzazione ambientale richiedono un impegno convergente di amministrazioni e imprese" e che "resta molto da fare" riferendosi al Ddl sulla semplificazione "rimasto a metà del guado in Parlamento". Testo che prevedeva "una procedura chiara sulle modalità e sui tempi per le Aia". Clini auspica ''che la legge possa essere ripresa dal nuovo Parlamento e approvata".

Nello studio di Confindustria si mettono in evidenza come le ''procedure'' per il rilascio delle autorizzazioni siano ''mediamente più lunghe e complesse'' e richiedano ''maggiori risorse'' sia istituzionali che industriali. E, come se non bastasse, la ''durata temporale delle autorizzazioni è più breve rispetto agli altri Paesi'': in Italia circa 5 anni (6 e 8 anni per imprese con determinate certificazioni), in Belgio 15-20 anni, in Francia 10 anni, in Germania, Svezia, Polonia, Regno Unito non sono previsti termini, in Olanda, Austria, e Romania 10 anni, e in Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna 8 anni.

Secondo gli industriali inoltre i ''valori dei limiti di emissione in alcuni casi si attestano su valori più bassi rispetto ad altri Paesi europei'', tipo Francia e Germania; poi, ''le prescrizioni per il monitoraggio e il controllo in continuo delle emissioni inquinanti aggiuntive e più gravose rispetto a quanto previsto dalla normativa europea'', oltre che ''l'imposizione di tariffe istruttorie estremamente elevate, soprattutto per le imprese di piccola e media dimensione, che non trovano riscontro negli altri Paesi'': per esempio in Italia i costi di istruttoria del settore acciaio sono di oltre 150.000 euro, in Francia non c'e' tariffa, in Germania 19.000 euro; per il settore chimico in Italia si arriva a 250.000 euro per un impianto complesso, a un massimo di 125.000 euro in Germania, in Olanda non ci sono costi se non quelli previsti per i controlli.

Per Confindustria ''le disposizioni più restrittive'' rispetto a quelle richieste dall'Ue ''potrebbero comportare uno svantaggio competitivo e uno scoraggiamento degli investimenti''. Nel nostro Paese - conclude lo studio, che propone di rispettare gli standard europei, assicurare uniformità di applicazione dell'Aia senza diversità regionali, procedure snelle, e valutazione dell'impatto sanitario - queste ''disposizioni'' hanno ''preoccupanti risvolti'' sulle imprese ''distogliendo importanti risorse economiche, umane e gestionali e ostacolando anche nuovi investimenti in tecnologie più efficienti''.

 
 

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