19 Febbraio 2013
Redazione
GREEN ECONOMY
19 Febbraio 2013
Redazione

Caro Governo, pensare all’Ambiente conviene. A tutti!

Da oggi on line il video appello del WWF al futuro Governo per chiedere di inserire l’Ambiente in Costituzione e tra le priorità dell’agenda politica

Il WWF non lascia nulla di intentato e i suoi suggerimenti per la futura Legislazione li ha inviati con un video messaggio lanciato oggi in internet: Caro Governo, dopo il voto dai voce all’Ambiente, così esordisce l’appello dell’Associazione del Panda;

A rendere ancora più originale l’idea il sostegno de ‘I fantastici 4’: Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia; Mario Tozzi, Geologo CNR; Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile; Gianfranco Amendola, magistrato.

Gli autorevoli nomi, ciascuno per la propria materia (tutela della biodiversità; assetto idrogeologico e consumo del suolo; green economy; ambiente in Costituzione e delitti ambientali) spiegano il perché i temi ambientali sono una priorità per l’Italia e le ragioni per cui debbano essere inseriti nell’agenda politica del futuro Esecutivo.

Pensare all’Ambiente conviene. A tutti!: questo lo slogan con cui si aprono i video, che si chiudono con la richiesta di inserire l’ecosistema tra i principi fondamentali della Costituzione.

Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia e padre dell’ambientalismo italiano, descrive l’importanza della ‘biodiversità e dei suoi servizi per l’uomo’ evidenziando il primato dell’Italia in Europa, con 58mila specie animali e 12mila specie floreali. aria, acqua, paesaggi, terreno coltivabile: ognuno di questi beni necessità tutela adeguata e “Per questo – conclude Pratesi - bisogna battersi nel prossimo Parlamento” l’esplicita richiesta per il prossimo Governo è l’impegno assoluto a inserire tra i principi fondamentali della Costituzione la difesa non solo del Paesaggio, che è già presente, ma anche dell’Ambiente e la biodiversità”.

A Mario Tozzi, geologo del CNR e divulgatore scientifico, è invece affidata la missione ‘Territorio: salviamo l’Italia che frana!’ su consumo del suolo e rischio idrogeologico. “Nessun altro Paese europeo è soggetto al rischio idrogeologico come l’Italia. Negli ultimi 60 anni sono morte in Italia 3600 persone per frane e alluvioni e 5 milioni di persone oggi vivono in un territorio a rischio che copre l’82% dei comuni italiani”, esordisce Tozzi. Passando poi al legame tra le cosiddette ‘bombe d’acqua’ e i cambiamenti climatici, Tozzi descrive come altro fattore determinante per la vulnerabilità del territorio in Italia il consumo del suolo, che divora dai 2 ai 6 mq al secondo. Per questo bisogna indirizzare gli investimenti verso quest’opera di messa in sicurezza, partendo dalla “rinaturalizzazione del corso dei fiumi e dalla valorizzazione dei bacini idrici”.

Nel proprio intervento, intitolato “Green Economy: Un’economia a zero emissioni”, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, spiega al futuro Governo le potenzialità dell’economia verde citando uno studio in base al quale “attraverso misure precise di efficienza energetica, che possono essere ripagate in 12 anni, si possono produrre 1,5 milioni di posti di lavoro in 10 anni”. Pertanto, conclude più avanti Ronchi, “Bisogna capire che l’ambiente deve diventare un driver fondamentale per riqualificare il nostro sviluppo”.

Si apre con una sorta di filastrocca "Reato ambientale: scrivilo nella Costituzione e nel Codice penale!” il video appello del magistrato Gianfranco Amendola che sintetizza nella sua clip la richiesta finale di tutti gli opinion leader”: “Inserire tra i principi costituzionali non solo il diritto alla tutela del paesaggio ma anche quello alla tutela dell’ambiente, all’epoca escluso solo perché non se ne aveva ancora l’attuale consapevolezza. Inoltre, bisogna cambiare le leggi: ad esempio è assurdo che oggi chi ruba nel supermercato rischi la galera e chi inquina le nostre acque invece rischi appena una sanzione amministrativa. Occorre quindi dare attuazione a ciò che l’Europa ci ha chiesto già da anni: inserire i delitti contro l’ambiente nel Codice penale, oltre a rafforzare gli organi di controllo che oggi sono senza risorse e senza mezzi”.

 
 

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