9 Novembre 2016
Redazione
GREEN ECONOMY
9 Novembre 2016
Redazione

Da Rimini il decalogo verde per lo sviluppo sostenibile

Nella Giornata conclusiva degli Stati Generali della Green Economy le 10 proposte del Consiglio Nazionale della green economy per lo sviluppo economico del paese in chiave green


Una nuova strategia energetica per attuare l’Accordo di Parigi sul clima, migliorare  le infrastrutture per il riciclo dei rifiuti in alcune zone del Paese, vietare dal 2030 l’immatricolazione di auto a benzina e diesel. Queste le principali indicazioni contenute  nel pacchetto di proposte di policy presentato dal Consiglio Nazionale della green economy nella giornata conclusiva degli Stati Generali della green economy  per attivare uno sviluppo durevole, una ripresa degli investimenti e dell’occupazione.

 
Le proposte di policy presentate dal Consiglio Nazionale agli Stati Generali della Green Economy – ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile – costituiscono un driver per un nuovo sviluppo per l’Italia. Per rilanciare benessere, qualità ambientale e occupazione servono idee per nuovi beni e nuovi servizi: quelli di una green economy. Il Piano nazionale industria 4.0, per diventare motore di innovazione e rilancio delle imprese italiane, ha bisogno di ben più forti scelte in direzione green.“

 
Di seguito il decalogo nei particolari

 
Attuare l’accordo di Parigi sul clima
Attraverso la definizione di una nuova strategia energetica nazionale che parte da tre nuovi target: tagliare le emissioni di gas serra del 50% rispetto al 1990, ridurre i consumi energetici del 40% rispetto alla scenario tendenziale,soddisfare il 35% del consumo finale lordo di energia con fonti rinnovabili. Per finanziare le misure la proposta e di costituire un un Fondo per la transizione energetica alimentato dalla riallocazione dei sussidi dannosi all’ambiente e da una carbon tax progressiva che parta da 25 euro a ton/CO2 nel 2017 per raddoppiare nel 2030, integrata con l’ETS (Emission Trading System).

 
Sostenere l’impegno dell’Italia per l’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile
Attraverso l’aggiornamento triennale della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile che contenga come obiettivo chiave quello della green economy.

 
Sostenere le politiche finanziarie e fiscali in direzione green
Attraverso politiche pubbliche che incentivino gli operatori finanziari verso eco-investimenti; il sostegno allo sviluppo dei green bonds e una riforma fiscale ecologica.

 
Promuovere strumenti di contabilità non finanziaria per indirizzare le imprese alla valorizzazione dei capitale naturale
Allargando la platea delle imprese che devono fare una rendicontazione non finanziaria ed estenderla anche a Comuni, Regioni e Stato.

 
Potenziare gli strumenti per lo sviluppo delle start up green
Semplificando e velocizzando le procedure, agevolando l’accesso ai finanziamenti, istituendo un Osservatorio e sviluppando acceleratori dedicati.
Implementare e diffondere il marchio “made green in Italy”. Il provvedimento per sostenere la qualità e sostenibilità ecologica dei prodotti agricoli italiani. Il marchio garantirà la trasparenza sull’origine dei prodotti e sarà supportato da un efficace sistema di controllo.

 
Sostenere una rapida definizione e il recepimento del nuovo pacchetto delle direttive europee sulla circular economy per i rifiuti
Nel recepimento dovrà esser previsto che la prevenzione della produzione dei rifiuti venga incrementata con una strategia nazionale che attivi strumenti economici e leve fiscale e che la tariffa venga applicata in modo omogeneo a livello nazionale con incentivi per i comportamenti virtuosi di cittadini e imprese. Necessario puntare sulla raccolta differenziate di qualità e minimizzare il ricorso alla discarica.

 
Promuovere ed estendere il Green Public Procurement
Per valorizzare le norme del Codice degli appalti attraverso un sistema di monitoraggio che consenta una raccolta dati omogenea e l’introduzione di un Piano nazionale di formazione sul GPP.

 
Riformare i servizi idrici
Per affrontare l’adattamento climatico riducendo l’impatto ambientale delle attività di regolazione e approvvigionamento anche rispetto ai servizi eco-sistemici promuovere un uso efficiente delle risorse ed incentivare il riciclo. Per la realizzazione delle infrastrutture idriche necessaria l’introduzione di criteri ambientali minimi nelle gare per l’aggiudicazione di lavori e servizi.

 
Sviluppare politiche e misure per una mobilità più sostenibile
Seguendo l’esempio di Olanda e Norvegia prevedere dal 2030 il divieto di immatricolazione per le auto con alimentazione diesel e benzina fossili (le auto quindi potranno avere solo alimentazione elettrica, ibrida, da biocarburanti e gas). E’ necessario anche varare un Piano nazionale della mobilità che investa nella mobilità sostenibile e sulla sharing mobility.

 
 

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