15 Dicembre 2012
Samanta La Manna
GREEN ECONOMY
15 Dicembre 2012
Samanta La Manna

Date all'Italia quello che è dell'Italia: qualità ecologica

In occasione della presentazione, avvenuta a Roma, del rapporto "Green Economy per uscire dalle due crisi" il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, al microfono di Earth Day Italia

“La green economy è un’economia che fa dell’elevata qualità ambientale il driver di investimenti, innovazione, quindi occupazione e sviluppo”; così Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo Sostenibile, si è espresso in occasione della presentazione del rapporto Green Economy per uscire dalle due crisi, presso la sede dell’Enea, a Roma.
Che il mondo debba proseguire sulla strada verso la Green Economy per fronteggiare la profonda recessione economica è ormai un’idea comprovata. Si è discusso molto su modi e tempi di concretizzazione di quest’idea e la comunità internazionale risponde ancora con differenti velocità e molteplici possibilità di attuazione. “Anche in Italia ci sono buone potenzialità per la green economy. In generale perché la qualità ambientale oggi sui mercati internazionali è un fattore di competitività - chi ha più qualità è più competitivo - e anche perché ha alcuni settori che strategicamente possono portare importanti occasioni di sviluppo” sottolinea Ronchi. Riguardo ai comparti dell’economia attuale che in questa prospettiva hanno un futuro il Presidente aggiunge: “noi paghiamo molto cara l’energia - 61 miliardi la bolletta energetica – ed efficienza energetica per noi vuol dire risparmiare sulla bolletta, vuol dire occasione di investimenti, occupazione. Le rinnovabili hanno già prodotto migliaia di occupati in Italia, ci sono ancora buone potenzialità di ulteriori sviluppi. La mobilità sostenibile è un’altra chiave importante per affrontare la congestione del traffico e l’alto costo del trasporto merci su Roma, quindi un fattore anche di competitività. Le filiere agricole di qualità ecologica: l’Italia è molto forte in questo settore e può fare molto di più. L’Italia ha risorse naturali di alto valore come suo capitale culturale. Il made in Italy associato all’idea di bellezza e di qualità ecologica è un fattore di sviluppo del turismo ma anche di qualificazione dei nostri prodotti, del nostro export”. Tutto questo, sottolinea l’ex ministro dell’Ambiente, “puntare su una qualità ecologica in Italia vuol dire puntare su una vocazione del Paese e aprire nuove possibilità di sviluppo”.
Il rapporto di cui si è discusso nella sede dell’Enea a Roma, è stato elaborato per gli Stati generali della green economy: evento italiano (Rimini 7 e 8 novembre2012, ndr) che rappresenta un primato europeo, visto che nel vecchio continente è l’unico, dopo il Summit di Rio+20. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini lo ha definito prezioso per il Governo.
Lo studio analizza e approfondisce dati di livello internazionale, considerando riflessioni dell’UNEP, dell’OCSE, dell’UE; fornisce importanti conoscenze di ausilio all’uscita dalla crisi, e Ronchi pone in evidenza che
Le crisi sono due, quella climatica-ecologica e quella della recessione economica con i suoi aspetti anche finanziari. L’UNEP nel 2008 ha lanciato una prospettiva -diventata poi il manifesto internazionale della Green Economy- di global green new deal: ha proposto di affrontare la crisi climatica ed ecologica con investimenti in direzione green, questi sono in grado di invertire il ciclo economico e di sostenere un’uscita con nuove prospettive di sviluppo dalla recessione economica”.

 
 

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