22 Febbraio 2013
GREEN ECONOMY
22 Febbraio 2013

E ambiente fu

Dopo battaglie finalizzate esclusivamente all’inserimento della tutela ambientale nell’agenda dei candidati alle prossime elezioni, finalmente << c'è una voglia trasversale agli schieramenti di collaborare al di là degli steccati alla ri/conversione ecologica del Paese>>

Hanno ottenuto un piccolo step in avanti le sette importanti associazioni ambientaliste (Cai, Fai, Federazione Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club Italiano, Wwf), che hanno proposto all'attenzione delle forze politiche il loro documento Elezioni nazionali 2013: Agenda ambientalista per la Ri-Conversione ecologica del Belpaese con 80 proposte (28 prioritarie).
 Nonostante le pur presenti lacune - una tra tutte la cronica, scarsa attenzione verso i flussi di materia che attraversano la nostra economia - in un comunicato congiunto, le associazioni hanno affermato: «C'è un cambio di passo nell'attenzione ai temi ambientali in questa campagna elettorale, che però ancora stenta a diventare consapevolezza sulla necessità di un green deal per uscire da una crisi che è nel contempo economica ed ecologica e c'è una voglia trasversale agli schieramenti di collaborare al di là degli steccati alla ri/conversione ecologica del Paese: lo ricaviamo dalle 16 ore di maratona per 8 incontri che abbiamo avuto con tutte le forze principali di centro-sinistra, centro e centro-destra in lizza nelle Elezioni 2013, alle quali abbiamo chiarito che siamo disposti a collaborare anche dopo le elezioni, verificando nei primi 100 giorni di governo la qualità del loro impegno».

Il cartello ambientalista ha incontrato Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), Roberto Maroni, (Lega Nord Padania), Nichi Vendola (Sel) e 19 candidati alle elezioni nazionali. Per il Pd hanno incontrato, delegati da Bersani, la responsabile Ambiente, Stella Bianchi; per il Pdl i senatori Antonio D'Alì e Andrea Fluttero; per la Lista Monti, Ilaria Borletti Buitoni, per il Movimento Cinque Stelle Federica Daga, Marta Grande, Claudio Sperandio, Stefano Vignaroli, Andrea Zaccagnini. Il documento alla base del confronto, i resoconti degli incontri raccolti nel "Diario elettorale 2013" e la analisi "L'ambiente nei programmi e nelle agende" sono disponibili on-line sui siti delle associazioni per chiunque voglia farsi un'idea del grado di sensibilità ambientale dimostrata da partiti, liste, movimenti.

Le associazioni ambientaliste dai programmi dei partiti e da questo forcing di incontri, iniziato il 31 gennaio e conclusosi il 20 febbraio, hanno ricavato un'antologia delle sensibilità ambientali:

PD - Di sicuro interesse è che nella Carta d'intenti "Italia Bene Comune" (che è tra l'altro il programma di coalizione del centro-sinistra) si dica che "l'ambiente è tra i beni indisponibili" o che si faccia riferimento ai risultati referendari del 2011 per appurare che questi hanno fatto "tramontare l'idea che la privatizzazione e l'assenza di regole siano sempre e comunque la scelta giusta". Colpisce però che non ci sia alcun elemento di differenziazione rispetto alle scelte di intervento declinate nella Strategia Energetica nazionale e nel Programma delle infrastrutture strategiche e che si risolva il problema della riconversione produttiva con il semplice e non chiaro riferimento ad "una politica industriale integralmente ecologica".

SEL - Di interesse sono le affermazioni contenute nel programma di SEL riguardanti il sostegno necessario a garantire "l'operatività dei 24 parchi nazionali", sostenendo nel contempo la necessità di una "valutazione delle spese già sostenute e dei numerosi finanziamenti erogati e non spesi", come l'obiettivo in campo energetico di procedere "allo sganciamento dalla dipendenza dei combustibili fossili" verso "un futuro esclusivamente rinnovabile", o ancora l'indicazione di obiettivi dichiarati sulla mobilità (contro il ponte sullo Stretto di Messina e l'AV Torino-Lione) con "l'aumento del 30% degli spostamenti col trasporto pubblico e dello spostamento su rotaia di almeno il 15% del traffico merci". Come è da rilevare l'affermazione durante l'incontro che "la crisi deve essere considerata una "alleata" per la definizione di un nuovo contratto sociale e di governo". Mentre rimane il non detto su come sulle "scelte concrete in campo energetico e infrastrutturale" si procederà all'interno della coalizione di centro-sinistra.

LISTA MONTI - E' di certo da segnalare che nella cosiddetta Agenda Monti, che costituisce il documento programmatico della Lista civica Monti per l'Italia, si dichiari che "l'economia verde non può essere altro dall'economia, ma è parte integrante dell'economia" o che si ritenga che per il nostro Paese sia "una scelta strategica "naturale" puntare sulla cultura, integrando arte e paesaggio, turismo e ambiente, agricoltura e artigianato, all'insegna della sostenibilità e della valorizzazione delle nostre eccellenze". Ed è interessante che nel corso dell'incontro si sia sottolineata la necessità di "una governance del sistema dei beni culturali che impieghi al meglio i fondi comunitari e coinvolga il terzo settore" o che si ritenga che nel nostro Paese "manchi una visione lungimirante anche nel capo delle scelte ambientali. Mentre è difficilmente comprensibile l'assenza di scelte dichiarate nel campo delle infrastrutture e dei trasporti e l'appiattimento sui contenuti della nuova strategia energetica nazionale, e quindi riguardo ai combustibili fossili, alla scelta relativa all'estrazione di idrocarburi e alla trasformazione dell'Italia in un hub energetico nazionale".

PDL - Nei programmi del Pdl e della coalizione di centro-destra ci sono impegni relativi alla "destinazione di un 5 per mille per l'ambiente" o ad una "legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio e del paesaggio" (programma Pdl) o alla necessità di un "Piano generale per la Mobilità sostenibile", o all'esigenza di "più incentivi per gli investimenti in nuove tecnologie finalizzate alla riduzione dei consumi energetici" o ancora sulla esigenza di definire un "nuovo piano per il riassetto idrogeologico del Paese e al sostegno per l'imprenditoria per i giovani che aprono imprese agricole" (programma della coalizione di centrodestra). Come è interessante che durante l'incontro sia emersa la "contrarietà degli esponenti Pdl ad un nuovo condono edilizio" (al contrario di quanto affermato dal loro leader). Ma non c'è "alcun ripensamento sulla insostenibilità delle scelte economico-finanziarie e ambientali nel settore delle infrastrutture", anzi si indica come necessario il "rilancio e rifinanziamento della "Legge Obiettivo" e delle Grandi Opere, ponte sullo Stretto di Messina e AV compresi". Anche in campo energetico non c'è alcuna inversione di tendenza rispetto al "sostegno ai combustibili fossili", anzi si chiede di sostenere "gli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito" e ci si dimostra "scettici sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici" (come è emerso durante l'incontro).

LEGA NORD PADANIA - Nel suo programma si pone l'accento sul "recupero delle aree dismesse che dovrà essere rivolto anche al recupero ambientale, a trasformazioni di alto livello qualitativo, di risparmio energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili". si dichiara la necessità di un maggiore impegno nel "contrastare l'inquinamento dell'aria dell'acqua e del suolo", e si esprime "la ferma opposizione della LNP all'utilizzo degli OGM in agricoltura e alla loro sperimentazione in campo aperto". Durante l'incontro è stata ribadita "l'opposizione al condono edilizio e a favore di una moratoria del'espansione edilizia sino a quando i comuni non saranno dotati di piani urbanistici. Anche in questo caso però non si mette in discussione la impostazione centralistica e dirigistica della Legge Obiettivo e anzi si continuano a proporre collegamenti stradali transfrontalieri, nonostante questo sia in contrasto con gli obiettivi dichiarati dal Protocollo Trasporti per la protezione delle Alpi approvato dal nostro Paese nel 2012".

LISTA INGROIA - RIVOLUZIONE CIVILE - Nel programma di Rivoluzione civile ci sono punti interessanti nella parte in cui si dice che la "sfida della modernità è nella conversione ecologica del sistema industriale italiano" o quando si indica l'obiettivo di "riportare gli impatti ecologici del nostro modello di produzione e di consumo entro i limiti della sostenibilità", quando si indica come "necessari investimenti per la prevenzione del rischio idrogeologico e per il Piano delle piccole opere" o quando si dichiara che sia necessario "archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica". Come anche c'è da segnalare, data la rilevanza del problema, la dichiarazione: "Abbiamo bisogno d una lotta senza quartiere ai crimini ambientali e alla penetrazione in questo campo delle organizzazioni criminali di stampo mafioso". Ma non si ricavano segnali chiari su come procedere a nuove scelte energetiche che presuppongano l'immediato abbandono degli impianti alimentati a combustibili fossili, mentre nel corso dell'incontro è stato chiarito un altro punto non chiaro nel programma relativo alla messa in discussione del programma di infrastrutture strategiche.

MOVIMENTO 5 STELLE - Nel "Programma del Movimento Cinque Stelle" ci sono 1 mezza pagina dedicata ai "Trasporti" con una serie di punti condivisibili anche se eccessivamente sintetici quali il "blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa" e compaiono ben 3 pagine, sulle 15 complessive del programma, dedicate all'Energia ove si presentano proposte molto particolareggiate finalizzate alla "riduzione delle emissioni di Co2 e al rispetto del Protocollo di Kyoto, sulle ristrutturazioni e le certificazioni energetiche degli edifici, sui consumi di energia termica e sulla co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, sull'accesso alla rete della micro generazione, sulla eliminazione dei sussidi perversi per il CIP 6, sulla legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili e della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili". Ma poi si cade sul: "Potenziamento e riduzione dell'impatto ambientale delle centrali termoelettriche", laddove il potenziamento delle centrali termoelettriche, seppur "ambientalizzate", non può essere un obiettivo coerente con l'abbattimento delle emissione di gas climalteranti.

FRATELLI D'ITALIA - Nell'incontro è emersa la volontà di aumentare la loro capacità di ascolto verso le istanze ambientaliste e "di impegnarsi perché l'area politica dei conservatori elabori proprie politiche superando le posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici assunti finora dallo schieramento di centro destra". Dichiarano di puntare su una politica energetica basata sul risparmio, efficienza e rinnovabili; su una gestione dei rifiuti che tenda verso "zero rifiuti"; di essere contrari a condoni edilizi e fiscali e a ulteriore consumo di suolo, sono a favore della riqualificazione edilizia e urbana e dell'introduzione della difesa dell'ambiente nella Costituzione. "Non prendono però posizione contro le trivelle e nuovi progetti di centrali a carbone, così come non si sono espressi sull'utilità del Ponte sullo Stretto e dell'AV Torino-Lione e sulla necessità di rivedere l'elenco delle opere previste nella Legge Obiettivo".

Le proposte sulle quali partiti e coalizioni si sono confrontate con le 7 associazioni ambientaliste sono: 1. l'esigenza di redigere una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse nella produzione dell'energia elettrica, nei trasporti, nell'industria e nei servizi che sostengano la Green Economy; 2. fissare l'Obiettivo del 100% Rinnovabili procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, e rinunciando a ogni piano di trivellazioni petrolifere off shore; 3. integrare la Strategia nazionale sulla biodiversità (l'Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità) approvata nell'ottobre 2010 con la programmazione nei diversi settori economici; 4. definire un Piano nazionale della mobilità che superi l'insostenibilità economico e ambientale del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, abbandonando il progetto del Ponte sullo Stretto e l'AV Torino Lione; 5. elaborare una nuova legge di Governo del territorio, che aggiorni la disciplina urbanistica ferma al 1942 e pervenire ad una normativa sul consumo del suolo che usi la leva fiscale per disincentivare l'espansione edilizia e incentivare la riqualificazione del patrimonio esistente; 6. introdurre tra i principi fondamentali della Costituzione la tutela dell'ambiente e garantire un'adeguate tutela penale dell'ambiente; 7. procedere ad una Programmazione integrata dei beni e delle attività culturali sollecitando la piena collaborazione tra Stato e Regioni; 8. varare un Piano della Qualità per il settore turistico che valorizzi i beni culturali e ambientali; 9. ripristinare i tagli al bilancio del ministero dell'Ambiente, ultimo tra i dicasteri con portafoglio, portando il bilancio dagli attuali 450 milioni di euro (nel 2009 il bilancio del Ministero ammontava a 1,2 miliardi di euro) ad almeno 700 milioni di euro. (fonte: greenreport)

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