29 Novembre 2012
Redazione
GREEN ECONOMY
29 Novembre 2012
Redazione

Eliminare i gas serra crea 6 milioni di nuovi posti di lavoro

Alla Conferenza sull'ambiente in Qatar diversi climatologi, insieme agli studiosi del Potsdam Institute per conto del governo tedesco, confermano che la riduzione del 30% dei gas serra porterebbe alla creazione di 6 milioni di posti di lavoro entro il 2020.
L'Unione Europea è già sulla buona strada: è stato infatti raggiunto, e anche in anticipo, il target di riduzione del 20% previsto per il 2020. Ma adesso che il protocollo di Kyoto (2013 - 2020) lo richiede, bisogna fissare nuovi obiettivi: ecco perché l'asticella è stata rialzata al 30%.
Nel corso della conferenza, Legambiente ha confermato come tra il 1990 e il 2011 nei 27 paesi dell'Unione Europea, il Pil abbia subito un aumento del 48% a fronte di una diminuzione delle emissioni serra del 17,5%. Una certa titubanza da parte delle forze governative nei confronti della green economy (anche riguardo all'energia elettrica) avrebbe invece frenato la crescita nel nostro Paese. I dati restano comunque positivi (-5,6% delle emissioni, +24% di Pil), anche se i risultati sono meno netti di quelli tedeschi (-26,2% di emissioni e +35% di Pil), di quelli francesi (-10,9% di emissioni e +31% di Pil) e di quelli inglesi (-27,4% di emissioni e +57% di Pil).
Sembrerebbe quindi che un atteggiamento a favore dell'innovazione tecnologica, in gran parte dell'Europa, abbia portato i suoi frutti. A dirsi pronti alla sottoscrizione dei nuovi obiettivi nell'ambito del Protocollo di Kyoto sono già stati, oltre all'Unione Europea, anche Australia, Norvegia e Svizzera. Attenderanno invece il 2015 per dare l'ultima parola Canada, Giappone e Russia. L'accordo mondiale diventerà poi operativo dal 2020, alla conclusione della seconda fase del protocollo di Kyoto.
I climatologi avvertono però che l'attesa può esser drammatica, perché gli effetti del global warming non perdono tempo.

 
 

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