22 Dicembre 2017
Dario Caputo
GREEN ECONOMY
22 Dicembre 2017
Dario Caputo

Energie rinnovabili: l’Unione Europea leader mondiale anche se i progressi stanno rallentando

Secondo un rapporto stilato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, dal 2014 la quota di energie rinnovabili  in tutta l’Unione Europea è aumentata passando dal 16,1% al 16,9%

Sul fronte dell’energia rinnovabile l’Unione Europea e tutti gli stati membri stanno raggiungendo dei risultati abbastanza positivi, anche se i progressi non mantengono un ritmo costante: l’obiettivo sarebbe quello di raggiungere una quota del 20% di energia rinnovabile nel consumo finale di energia entro il 2020.  A sottolinearlo è stato il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) "Energia rinnovabile in Europa - Aggiornamento 2017" che, prendendo in considerazione le statistiche ufficiali del 2015 e le stime preliminari del 2016, ha fornito una panoramica dei progressi nel settore delle energie rinnovabili in Europa. Dal 2014 la quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia dell'UE è aumentata: si è passati dal 16,1% al 16,7% nel 2015 e ad un previsto 16,9% nel 2016;  tale crescita si è verificata nonostante l'aumento del consumo totale di energia nel 2015 e nel 2016. Nel periodo 2005-2014, la quota di fonti energetiche rinnovabili nel consumo finale lordo di energia dell'UE è aumentata, in media, del 6,7% annualmente ma,  nel 2015, questo tasso di crescita è leggermente sceso al 6,4% e nel 2016 al 5,9%, per tutto il periodo.

 

Nel 2016  l'energia rinnovabile ha rappresentato l'86% della nuova capacità di produzione di energia elettrica dell'UE; a livello mondiale, la cifra era di circa il 62%. Questi dati rendono l'UE la leader mondiale nella capacità pro capite di energia rinnovabile, avendo superato il resto del mondo negli ultimi dieci anni nella trasformazione del suo sistema energetico. L’utilizzo delle energie rinnovabili, dal 2005, hanno ridotto il consumo interno lordo di combustibili fossili del 10% e ridotto le emissioni di gas serra del 9%; il combustibile più sostituito dalle rinnovabili è il carbone seguito dal gas naturale che rappresenta il 30% del totale. Inoltre, grazie allo sviluppo della tecnologia e alle conseguenti riduzioni dei costi, alcune tecnologie di energia rinnovabile hanno raggiunto quote di mercato elevate in Europa, migliorando l'efficienza nella trasformazione energetica e riducendo in tal modo il consumo di energia primaria dell'UE del 2%.

 

Il Rapporto dell’AEA ha fotografato anche un altro aspetto e cioè quanto la quota delle energie rinnovabili nel consumo finale di energia varia ampiamente all'interno dell'UE: in Austria, così come in Danimarca, Finlandia, Lettonia e Svezia, i dati si aggirano intorno al 30%; in Belgio, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Regno Unito meno del 9%. I settori nei quali si utilizzano maggiormente le fonti rinnovabili sono quelli del riscaldamento e del raffreddamento, seguiti dalla produzione di elettricità. Nel settore dei trasporti dell'UE, invece, le energie rinnovabili rappresentano solo circa il 7% di tutto il consumo di energia nel 2015 e nel 2016. Per quanto riguarda invece la quota dei posti di lavoro delle energie rinnovabili pro capite nell'UE, è risultata essere la quarta più alta al mondo nel 2016, dopo Brasile, Giappone e Stati Uniti; i maggiori datori di lavoro nel settore delle energie rinnovabili dell'UE sono le industrie dell'energia eolica, solare e delle biomasse solide.

 
 

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