4 Giugno 2019
Gabriele Renzi
GREEN ECONOMY
4 Giugno 2019
Gabriele Renzi

Festival dello Sviluppo Sostenibile: oltre 1.000 eventi per chiedere impegno e concretezza sull’Agenda 2030

Giovannini: dal Festival come dalle elezioni europee emerge voglia di cambiamento. Pronti a dialogare con Governo e forze politiche per la definizione di provvedimenti in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Dallo scorso 21 maggio l’agenda 2030 e i suoi 17 Obiettivi sono il centro del Festival dello Sviluppo Sostenibile, manifestazione promossa dall’ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile -  che ancora per due giorni, fino al 6 giugno, sta attraversando l’Italia con eventi, convegni, mostre e manifestazioni. A due giorni dalla chiusura del Festival un primo bilancio con Enrico Giovannini, portavoce ASviS.

   

Tra due giorni chiuderà il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Che edizione è stata?

Un’edizione dei record, gli eventi sono stati oltre mille mentre l'anno scorso erano stati 700.

È stato soprattutto un festival in cui il coinvolgimento territoriale è cresciuto moltissimo, anche in aree del paese che lo scorso anno erano un po’ assenti, e poi abbiamo avuto una qualità molto alta perché attraverso il festival sono stati sottoscritti documenti importanti.

Penso al documento dei rettori delle università italiane “L'università per lo sviluppo sostenibile”, la scorsa settimana firmato a Udine, penso al documento delle dieci associazioni imprenditoriali più importanti in Italia per dire al Governo quello che bisogna fare su questi temi, ma penso anche all'intervento del Governatore Ignazio Visco in apertura di festival in cui ha richiamato le imprese finanziarie a prendere seriamente il cambiamento climatico e a prepararsi per evitare un rischio sistemico legato ai costi del cambiamento climatico stesso.

  

Presenterete questi risultati dopodomani alla Camera dei Deputati alla presenza di rappresentanti del Governo e delle forze politiche. Cosa chiederete?

Da un lato mostreremo le conclusioni degli incontri principali e anche gli altri documenti che sono stati preparati, una sorta di decalogo per l'economia circolare, il decalogo per superare le disuguaglianze nella salute e così via, ma mostreremo anche alle istituzioni la voglia di cambiamento che emerge.

Ad esempio nel mondo delle imprese rispetto all'anno scorso c'è stata una vera e propria rivoluzione culturale: le imprese italiane hanno finalmente capito che l'economia circolare è una grande opportunità, stanno domandando politiche sistemiche che vadano in questa direzione, hanno chiesto un tavolo a Palazzo Chigi per preparare la prossima legge di bilancio anche su questi temi.

Mostreremo poi le nostre idee per l'Europa. Le elezioni europee si sono svolte e anche in questo caso, soprattutto in altri paesi, è emersa una domanda di politiche di sviluppo sostenibile, in particolare dalle nuove generazioni. Nell'evento di apertura del Festival abbiamo fatto delle proposte per l'Unione Europea, compresa l’organizzazione della Commissione Europea secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Sappiamo che questa nostra proposta è oggetto di colloqui che si stanno tenendo Bruxelles in questi giorni, proprio per la preparazione della nuova commissione; chiederemo al Governo italiano di essere un soggetto non solo attivo, ma influente per andare in questa direzione anziché avere un'impostazione un po’ retrotopica, come direbbe Bauman, cioè l'idea di poter tornare soltanto al passato.

  

In apertura di festival il premier Conte ha annunciato la costituzione di una cabina di regia chiamata “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio per monitorare le politiche adottate e consentire di perseguire in mondo più avveduto e incisivo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Se non sbaglio era stata promessa anche dall’ex premier Gentiloni.

Gentiloni aveva firmato una direttiva che però era stata pubblicata negli ultimi giorni di Governo e quindi di fatto aveva lasciato al suo successore questo compito.

L'annuncio di Conte è stato importante, ci ha detto che avrebbe firmato il decreto di costituzione di questa cabina di regia il giorno stesso quindi attendiamo la pubblicazione il prima possibile.

È un approccio leggermente diverso, ma la cosa importante è la conferma di Palazzo Chigi come luogo di coordinamento delle politiche. Questo sarà particolarmente importante in vista della preparazione di una legge di bilancio che non sarà certamente facile in termini di saldi di finanza pubblica, ma che dovrà essere caratterizzata da scelte importanti come la transizione energetica o lo smantellamento dei sussidi che sono dannosi per l'ambiente.

Incalzeremo il Governo per avere questa cabina di regia costituita e operativa il prima possibile, in tempo per la preparazione della legge di bilancio.

  

In occasione delle ultime elezioni politiche avete incontrato partiti e movimenti per sottoporre un manifesto per lo sviluppo sostenibile che quasi tutti i partiti hanno sottoscritto. Tra le eccezioni la Lega che recenti elezioni europee ha riscosso un notevole successo elettorale. Dall’altra parte in Europa i partiti verdi sono stati premiati in diversi paesi. Come legge il voto italiano ed europeo alla luce dello sviluppo sostenibile?

Da un lato come tanti commentatori posso pensare che il voto alla Lega, e ancora prima al Movimento 5 stelle, sia un voto da un lato di paura di un futuro che certamente è rischioso e dall'altro anche di una richiesta di cambiamento.

Il problema che vediamo è che i messaggi che arrivano dalla Lega, e in parte anche dai Cinque stelle, che pure storicamente hanno i temi dello sviluppo sostenibile al centro della loro agenda, non sono proprio in linea con queste priorità.

Si immagina che una riduzione fiscale generalizzata possa stimolare l'economia e che questo risolva tutti i problemi del paese piuttosto che puntare sugli investimenti per la transizione a un modello di economia circolare. Il reddito di cittadinanza è stato un importante strumento, soprattutto in termini di risorse, messo in campo per combattere la povertà, ma sappiamo, come è accaduto anche in altri paesi, che la sua attuazione richiederà del tempo.

Bisognerà capire se gli investimenti voluti da Tria andranno verso infrastrutture moderne o infrastrutture di vecchio tipo. Per questo la legge di bilancio può essere uno strumento cruciale e magari riusciremo anche a spingere il Governo, al di là di misure che costano, ad avviare, con la cosiddetta legge speciale per lo sviluppo sostenibile che abbiamo proposto, misure regolamentari che vanno esattamente nella direzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Passata diciamo così la tornata elettorale è questo è il tema che affronteremo, anche naturalmente con la Lega e con il Movimento 5 stelle.

  

Quali sono i contenuti della legge che avete proposto?

Abbiamo proposto un decalogo che parte dall'introduzione in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile come è stato fatto in altri paesi europei come Francia, Svizzera, Norvegia, Belgio, perché lo sviluppo sostenibile ha a che fare con la giustizia tra generazioni, principio che non è tra i principi fondamentali della Costituzione.

Poi abbiamo fatto proposte concrete per modificare verso lo sviluppo sostenibile sia le politiche economiche che quelle fiscali che quelle sociali.

Nel rapporto dell'anno scorso, siamo già in preparazione nel rapporto di quest'anno, le nostre proposte sono state condivise da tutti i nostri oltre 220 aderenti. Questo è di per sé un valore aggiunto notevole e potrebbe costituire la base per accordi più semplici in Parlamento, soprattutto su temi in cui le parti sociali sono più avanti rispetto alla politica.

Intervista ad Enrico Giovannini del 4 giugno 2019

Il portavoce ASviS -Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - traccia un bilancio del Festival dello Sviluppo Sostenibile a due giorni dalla sua chiusura e definisce i prossimi impegni anche alla luce dell’ultima tornata elettorale

 
 

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