1 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina
GREEN ECONOMY
1 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina

Gli italiani si fidano del vetro

Da materiale antichissimo a simbolo di consumo moderno e di sostenibilità. Un'indagine del Censis e Assovetro rileva come per 28 milioni di italiani il vetro sia insostituibile in ambiti decisivi della vita 

Il vetro per gli italiani è sicuro, sostenibile e riciclabile dopo un periodo in cui sembrava relegato al margine a causa dei nuovi materiali artificiali. Nonostante la sua antichità rimane ancora saldamente simbolo di consumo moderno ed efficace, essendo considerato dai più insostituibile in numerosi ambiti: soprattutto in quello relativo alla sicurezza del cibo. Nel vetro le persone si fidano di più. Lo sottolinea uno studio – condotto dal Censis e Assovetro – che ha rilevato il “Valore sociale di prodotti e attività dell’industria vetraia in Italia”. Nel Belpaese, infatti, sono 28 milioni le persone che considerano il vetro il miglior materiale in utilizzi e ambiti decisivi della vita; 15,5 milioni, invece, gli italiani che ritengono non ci sia alcun utilizzo o ambito in cui possa essere sostituito. La produzione nazionale vetraia è stata nel 2016 pari a 3,7 milioni di tonnellate con un incremento del +7,8% rispetto all’anno precedente, garantendo circa 36 mila posti di lavoro.

Il valore sociale del vetro si esprime nella sua particolarità di esprimere sicurezza – soprattutto alimentare – ai consumatori, nell’essere riconosciuto come materiale riciclabile per eccellenza in tema di economia circolare e anche per un mero senso estetico. Interessante è il diverso punto di vista fornito dal Censis relativo al materiale in base all’età anagrafica: il termine che più viene in mente ad un giovane pensando al vetro è ecologico e riciclabile (definizione del 25,9% degli italiani) mentre le altre classi d’età richiamano principalmente il fattore igienico e salutare (35,7%). Il vetro ha un valore sociale molto elevato, nonostante la sua antichità, perché incarna valori ed esigenze fondamentali delle nuove generazioni. In questo caso più sensibili alle tematiche di sviluppo sostenibile e rispetto dell’ambiente.

Gli italiani sono i principali consumatori che utilizzano vetro della UE, con un consumo annuo procapite in valore pari a 78,5 euro, superiore dei tedeschi (75,6 euro pro capite), dei francesi (64 euro pro capite) e degli inglesi (58,5 euro pro capite). Anche il consumo per gli imballaggi degli italiani in vetro è superiore a tutti i paesi dell’Unione Europea (26,4 euro pro capite). Sul podio della top ten degli ambiti di vita in cui il vetro risulta impossibile da sostituire – rileva il Censis – al primo posto figura la bottiglia di vino (40,9%), la bottiglia per la birra (31,7%), i contenitori per profumi (25,9%). Il materiale ha un effetto tranquillizzante sui cittadini consumatori in un tempo di insicurezze diffuse e crescenti, proprio per le note proprietà che lo rendono indispensabile nell’industria alimentare e in altri contesti delicati come la farmaceutica. Sono soprattutto gli anziani ad apprezzare alcolici e profumi in vetro poiché ne leggono un fattore di straordinaria rassicurazione di fronte al proliferare di micro minacce quotidiane.

Dal vetro si ottengono, inoltre, efficaci prodotti usa, getta e ricicla al 100%: il suo tasso di riciclo è oltre il 71% in Italia e “è destinato a crescere ancora”. Si rivela, infatti, una soluzione concreta alla domanda sociale di sostenibilità. La dimensione del valore sociale costituita dal riciclo risulta evidente dai dati relativi ai risparmi: quelli di materie prime sono stati di oltre 3 milioni di tonnellate; quello energetico di 332 milioni di metri cubi di metano e le riduzioni di emissioni di Co2 di circa 2 milioni di tonnellate.

 
 

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