11 Marzo 2013
Samanta La Manna
GREEN ECONOMY
11 Marzo 2013
Samanta La Manna

L'Italia migliora l'ambiente, ma c'è bisogno di più sforzi

Bassa crescita economica per la maggior parte degli anni duemilia

L’otto marzo scorso è stato ufficialmente presentato il Rapporto dell’OCSE sull’ambiente Italia 2013. L’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, studiando specifici indicatori economici e ambientali ha elaborato il terzo rapporto sulla situazione italiana; la ‘pagella’ valuta i risultati ottenuti in ambiti quali sviluppo sostenibile, gestione delle risorse e della lotta al cambiamento climatico, green economy.

Scopriamo che il Bel Paese ha rafforzato e armonizzato le politiche ambientali, in particolare riguardo agli impegni comunitari e internazionali e, addirittura , qualche volta ha anche anticipato le disposizioni europee, “come nei settori dei bacini idrografici e il trattamento dei rifiuti”. Ma i dati negativi non mancano. Ancora 30 delle città europee più inquinate si trovano in Italia; oppure, per quanto riguarda la gestione delle discariche: persistono notevoli differenze regionali e “contrariamente a quanto accade in molti altri Paesi dell’Ocse, la produzione di rifiuti urbani è cresciuta più rapidamente del PIL e dei consumi finali delle famiglie, almeno fino alla crisi economica del 2008”.

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha definito l’analisi dell’ Ocse, un contributo importante per il nuovo Parlamento, al fine di delineare le priorità di una crescita sostenibile nel Paese “in primo luogo per il suo carattere di oggettività e terzietà”; e ha sottolineato la raccomandazione secondo cui l’Italia dovrebbe adottare “un’agenda verde per la crescita con un programma coerente e integrato di misure per la de-carbonizzazione dell’economia, che guardi non solo al breve ma anche al medio-lungo periodo”.

Sono molte le iniziative adottate dall’Italia per tutelare le sue risorse naturali, e ridurre l’intensità dell’uso di materiali e di energia. Queste misure hanno permesso di ottenere buoni risultati, tra cui una riduzione significativa delle emissioni di inquinanti atmosferici, progressi nella gestione dei rifiuti e nella tutela della biodiversità, ed un miglioramento della qualità delle acque superficiali.

Emergono con chiarezza, dallo studio Ocse, le disuguaglianze tra il Nord e il Sud del Paese, il Mezzogiorno ha infatti registrato performance inferiori sulla qualità delle risorse idriche e in alcune regioni (Lazio, Campania e Sicilia) devono risolvere ancora situazioni molto critiche.
Dunque i buoni risultati ottenuti non consentono di rallentare l’impegno: la nostra Nazione deve affrontare importanti sfide in campo ambientale, come la scarsa qualità dell’aria nelle principali città, l’aumento della produzione di rifiuti, l’inquinamento e lo sfruttamento eccessivo delle acque sotterranee, e l’inquinamento e l’erosione del suolo.

Ha commentato la situazione anche il presidente di Earth Day Italia, Pierluigi Sassi , spiegando che “più in generale è urgente migliorare la coscienza ambientale di tutti i cittadini perché questa sensibilità salga fino ai piani alti dove vengono decise le strategie e stabiliti gli investimenti. E se questo è vero per tutto il mondo a maggior ragione deve esserlo per il Bel Pese che di fronte al mondo ha la responsabilità e il privilegio di tutelare alcuni tra i più importanti patrimoni naturali e artistici del Pianeta”.

 
 

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