1 Ottobre 2019
Gabriele Renzi
GREEN ECONOMY
1 Ottobre 2019
Gabriele Renzi

La via abruzzese all’innovazione: 100 storie da cui partire per lo sviluppo della regione e non solo

Dal rapporto di Fondazione Hubruzzo e Symbola la fotografia di un sistema industriale vitale e proiettato nel futuro. Galbiati (Fondazione Hubruzzo): imprese in linea con l’economia circolare e con le sfide che il mondo ha davanti

Il rilancio dell’impresa e l’innovazione del sistema produttivo, soprattutto nelle regioni meridionali, sono temi fondamentali per lo sviluppo sostenibile del nostro paese. Spesso si parla e si scrive di cervelli in fuga, giovani che, frustrati nelle loro istanze di rinnovamento, preferiscono andare all'estero dove gli stipendi sono più alti, le possibilità più numerose e l’innovazione è il centro della filosofia aziendale. Esistono tuttavia storie positive che dimostrano che il nostro Paese sia più vivo e vivace di quanto non sembri o non venga raccontato.

La Fondazione Hubruzzo e la Fondazione Symbola ne hanno individuate 100, tutte abruzzesi, capaci di esprimere la tradizione del made in Italy e la capacità di innovarsi e rinnovarsi nel tempo.
Il rapporto "100 Innovation Stories: Abruzzo" è stato presentato lo scorso 23 settembre e attraverso il racconto di imprese virtuose mostra una regione straordinariamente vitale, prima in Italia per quota di studenti universitari sul totale della popolazione (36,4%) e sesta per surplus commerciale con 4,6 miliardi di euro.
Ecosistema, trasmissione di Earth Day Italia in onda su Radio Vaticana Italia, ne ha approfondito i contenuti con Sergio Galbiati, Presidente della Fondazione Hubruzzo.

  

Forse per qualcuno questo è il rapporto “dell’Abruzzo che non ti aspetti”. Per voi nessuna novità?
Anche per noi è una sorpresa e penso lo sia stata anche per le 100 imprese il cui nome compare nell'elenco.
Lo spaccato che ne esce è di un Abruzzo piuttosto vitale, anche sulla base dei parametri forniti durante l’evento del 23 settembre dalla stessa fondazione Symbola facendo il benchmark con lavori analoghi fatti in altre regioni. È una sorpresa positiva sulla vitalità industriale della regione.

  

Quali sono i settori e le eccellenze principali della regione?
Di alcuni settori si sapeva perché studi analoghi sono stati fatti anche da altre realtà istituzionali.
C’è l’automotive con una presenza di valore assoluto, sia in termini di addetti che di valenza, della Val di Sangro, in particolare con la sede dell’Honda.
Molto importante è anche la filiera dei pannolini e l'attività che sta facendo in particolare Fater che parte con l'intenzione di riciclare tutti questi prodotti.
Ci sono poi il farmaceutico, l’elettronica, ovviamente l'agroindustria, le attività tradizionali nel teramano e la filiera dei vini.
Quindi un ecosistema molto ampio e molto variegato e questo dà certo punto di vista è un bene. I settori merceologici con cui vengono mappate le attività industriali in Italia sono circa 800 e di queste 800 voci o poco più, 700 sono presenti in Abruzzo quindi la regione, pur essendo relativamente piccola, è ben presente industrialmente in quasi tutta la mappa delle attività industriali che si possono fare nel nostro paese.
Questo da una parte è un grande segnale di vitalità, anche se nel momento in cui dovremo decidere su cosa concentrare la politica industriale, su cosa andare investire top down, fermo restando che poi le aziende continueranno a investire dal basso, fare delle scelte non sarà una cosa facilissima.

   

L’innovazione si inserisce in un territorio fortemente ancorato alla terra e alla tradizione. Si può innovare e fare impresa senza depauperare il territorio.
Questo è il tema in assoluto più importante ed è una presa di coscienza uscita in maniera chiarissima nell'incontro del 23. È un impegno fondamentale ed è ritenuto il vero valore aggiunto che può portare ogni iniziativa come quella che abbiamo fatto come Fondazione Hubruzzo.
La ricerca di queste 100 eccellenze è stata fatta cercando realtà che possono crescere in maniera coerente con l’economia circolare, la sostenibilità di lungo termine e ovviamente un modo di fare impresa ed economia che sia compatibile con le sfide future che il mondo ha davanti a sé.

   

Secondo quale metodologia sono state scelte le imprese raccontate nel rapporto? Come si definisce l'innovazione?
I parametri usati come filtro da parte della fondazione Symbola, che ha curato tecnicamente questa graduatoria, oltre ovviamente a una salute intrinseca dell'azienda, riguardano: il fatto che l'azienda dimostri dei fondamentali sani; abbia una prospettiva di mercato e delle proprietà intellettuali per cui può giocarsi la propria sfida in futuro; abbia una uno stile di management e un certo modo di gestire il rapporto con i propri stakeholder, sia interni come i propri dipendenti piuttosto che la relazione con il territorio, comprovato come positivo sulla base di criteri reputazionali.
Ha contato molto l'aria che si è respirata intorno all'azienda dal un punto di vista della reputazione, poi c’è ovviamente un giudizio su quanto bene si pensa possa fare in relazione a come noi pensiamo possa andare il mondo.
Conta quindi molto non soltanto il profitto e la salute economica dell'azienda, ma anche in modo di intendere l’impresa, la storia personale dell'imprenditore che la gestisce, aspetti valoriali e non soltanto economici.

  

La fondazione Hubruzzo ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo dell'impresa e del territorio. La situazione che emerge dal rapporto che prospettive apre alla Fondazione e al territorio abruzzese?
Ci siamo sentiti molto gratificati dal calore palpabile che c’era nella sala, molto gremita, con la presenza di tantissime delle aziende nominate, ma più in generale con una rappresentanza piuttosto ampia dello spaccato sociale.
Vorremmo diventare un posto dove realtà industriali di questo tipo, ma soprattutto persone che fanno impresa con questo background, trovino naturale stare, non tanto per fare salotto, anzi noi non vogliamo proprio che la Fondazione sia un salotto, ma per provare a fare qualcosa di pratico per il territorio.
Una delle prime iniziative pratiche che nasceranno sotto l'egida della Fondazione Hubruzzo sarà quella di collaborare qui in Abruzzo con una realtà che sta avendo un grande successo in Lombardia: si chiama e-Novia ed è una fabbrica di imprese che è pronta ad essere quotata in borsa il prossimo anno, una storia assolutamente interessante. Hanno visto quello che stiamo facendo qui e da subito si sono appassionati all'idea di provare ad esportare anche qui quel modello che per ora è centrato sulle caratteristiche dell'ecosistema lombardo.
Noi soci abbiamo raccolto, allargando anche la compagine ad altri, i primi 800 mila euro e ci accingiamo ad andare ad avviare questa fabbrica di imprese anche qui in Abruzzo.

  

La contro narrazione dell'Abruzzo che emerge dal rapporto possiamo estenderla all'intero paese? Noi italiani siamo un po’ troppo severi con noi stessi?
Questo è un fatto certo. Ermete Realacci e Domenico Sturabotti di Symbola avevano un paio di mesi fa parlato proprio di questo.
Il piangersi addosso e la sottovalutazione di noi stessi sono abbastanza generalizzati come il salire sul carro di chi sparla del nostro paese o ne parla male.
Non è che non abbiamo problemi, tutt'altro, i problemi sono sotto gli occhi di tutti, ma vengono raccontati in maniera esagerata rispetto a quella che è la realtà che invece, se guardata con più attenzione, fa venir fuori quelli che sono i veri punti di forza, e sono tanti, di cui forse non siamo completamente coscienti oppure non sappiamo bene cosa farne.

Intervista a Sergio Galbiati

Su Ecosistema - trasmissione di Earth Day Italia in onda su Radio Vaticana Italia - il presidente della Fondazione Hubruzzo presenta "100 innovation stories: Abruzzo", rapporto curato con la Fondazione Symbola

 
 

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