11 Ottobre 2016
GREEN ECONOMY
11 Ottobre 2016

Legambiente: una finanziaria green per rilanciare l’Italia

Dall’energia alla riqualificazione edilizia, dalla mobilità sostenibile al riciclo dei rifiuti alla manutenzione del territorio, le 15 proposte di Legambiente per la Legge di Bilancio 2017

Ridisegnare la fiscalità in chiave ambientale cancellando rendite e privilegi contro l’ambiente e definendo nuove regole di tassazione più trasparenti e chiare per cave, acque minerali, concessioni balneari, rifiuti, consumo di suolo, trivellazioni di petrolio e gas.
Interventi che potrebbero fruttare alle casse dello stato circa 2 miliardi di euro ogni anno, a partire dal 2017, fondi da reinvestire in interventi per l’economia circolare e i beni comuni, riqualificazione edilizia e manutenzione del territorio, clima e mobilità sostenibile.
È questa la ricetta per una finanziaria a tinte verdi che Legambiente ha presentato oggi a Roma presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

 
15 interventi chiari fattibili che premiano gli investimenti in innovazione e permettono di reperire le risorse per ridurre il costo del lavoro. Ma per realizzarli, secondo la onlus, è indispensabile che il Governo abbia il coraggio di cancellare rendite e privilegi, non più ammissibili, di cui beneficiano coloro che gestiscono cave, acque di sorgente, concessioni balneari, estrazioni di petrolio e gas.

 

“Queste proposte dimostrano che vi sono settori in Italia dove, con adeguate politiche, si può tornare a creare lavoro e opportunità. Ed è nell’innovazione energetica, nell’economia circolare, nella qualità dell'offerta turistica, nella valorizzazione delle città, nella diffusione dell'agricoltura biologica e dei prodotti di qualità, che si trova la ricetta da seguire per far ripartire la domanda interna e spingere il made in Italy all'estero.” Così Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente che ha invitato il Governo a varare una finanziaria coraggiosa: “Per questo chiediamo a Parlamento e Governo di avere il coraggio di andare in questa direzione, rilanciando ad esempio gli investimenti relativi al recupero urbano delle periferie e delle rinnovabili, e approvando una finanziaria green in grado di rilanciare davvero l’Italia”.

 
Partendo da uno studio della Commissione Europea secondo cui l’economia italiana potrà crescere di oltre il 23% puntando su innovazione, istruzione e detassazione del lavoro, Legambiente chiede a gran voce di spostare il peso della fiscalità dal lavoro al consumo delle risorse rimettendo in discussione rendite e privilegi ormai cristallizzati.
“Qualcuno penserà che sia un attacco alle imprese chiedere un adeguamento dei canoni in settori con pochissima trasparenza e rilevanti impatti ambientali - ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini - Chi può lamentarsi se i canoni per il prelievo di acque minerali, passano da una media incredibile di 0,1 centesimi pagati per litro a 2 centesimi, quando il prezzo medio di vendita è 30 centesimi nella grande distribuzione? Stessi ragionamenti valgono per le cave, gli stabilimenti balneari, lo smaltimento dei rifiuti, le royalties per le estrazioni di petrolio e gas, per questo proponiamo canoni uguali ad altri Paesi europei”.

 
Una fiscalità green, dunque, per reperire fondi in grado di rilanciare l’economia, creare lavoro e investimenti in innovazione e riqualificazione.

 
Di seguito le 15 proposte:

  1. Fissare un canone minimo in tutta Italia per l’attività estrattiva con l’obiettivo di spingere il recupero e riuso dei materiali ai sensi delle direttive europee. Il canone dovrà essere pari ad almeno il 20% dei prezzi di vendita dei materiali cavati e potrà essere differenziato dalle Regioni per le diverse tipologie di materiali.
  2. Penalizzare lo smaltimento in discarica per spingere il riciclo con l'aumento del costo di conferimento in discarica.
  3. Rimodulare l’IVA su beni e prodotti, attraverso aliquote differenziate tra il 4 e il 22% sulla base di trasparenti criteri ambientali.
  4. Adeguare i canoni per il prelievo di acque minerali ad almeno 20 Euro/m3 su tutto il territorio nazionale.
  5. Adeguare i canoni per le concessioni balneari
  6. Revisione delle detrazioni per la riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio, attraverso incentivi legati al miglioramento delle prestazioni energetiche e all’adeguamento antisismico realizzati negli immobili.
  7. Istituire un fondo nazionale per le bonifiche dei siti orfani e delle aree pubbliche a partire dal contributo economico dei produttori di rifiuti speciali e pericolosi
  8. Rivedere la tassazione in materia edilizia, escludendo la spesa ordinaria dall’utilizzo degli oneri di urbanizzazione e costruzione, vincolandoli agli interventi di realizzazione e manutenzione delle opere di urbanizzazione e di recupero del patrimonio esistente, di riqualificazione e bonifica ambientale.
  9. Creare opportunità per la gestione del patrimonio boschivo e per il recupero di terreni agricoli abbandonati.
  10. Rimodulare le accise sui prodotti energetici sulla base di criteri ambientali.
  11. Rivedere la fiscalità sull’autoconsumo da fonti rinnovabili in modo da spingere investimenti nelle energie pulite.
  12. Eliminare tutte le esenzioni dalle royalties, aggiornare i canoni per la concessione delle aree e abolire la deducibilità delle royalties, in modo da ristabilire subito una più equa fiscalità sulle estrazioni di petrolio e gas
  13. Rivedere la fiscalità sui carburanti sulla base di obiettivi ambientali  per spingere innovazione e mobilità sostenibile e rivedere la tassa di possesso degli autoveicoli tassando l’inquinamento del veicolo più che la sua potenza.
  14. Ridefinire le politiche per il settore dell’autotrasporto cancellando i sussidi in vigore, introducendo premialità legate a innovazioni e interventi di miglioramento delle prestazioni dei veicoli e per la creazione di una logistica integrata gomma-ferro-cabotaggio.
  15. Abolire le proroghe delle concessioni autostradali legate a progetti di nuove tratte autostradali.
 
 

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