23 Dicembre 2015
Giuliano Giulianini
GREEN ECONOMY
23 Dicembre 2015
Giuliano Giulianini

Molte luci e un'ombra sulla nuova legge "green"

Approvato in Parlamento il "Collegato Ambientale" che stabilisce nuove norme per la tutela dell'ambiente, lo sviluppo della green economy, gli incentivi per le buone pratiche di imprese ed amministrazioni locali. WWF e LIPU criticano uno specifico articolo.

La Camera ha approvato ieri definitivamente il disegno di legge denominato "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali" e noto come "Collegato ambientale" in quanto, appunto, collegato alla legge di stabilità 2014. Il provvedimento è una lunga serie di nuove norme, modifiche o integrazioni di precedenti leggi, che segnano un'accelerazione verso quella green economy auspicata da molti e sollecitata a livello internazionale dalla recente Conferenza delle Parti dell'ONU (COP21). Il DDL, in realtà, era stato presentato nel febbraio 2014 dall'allora ministro dell'Ambiente Andrea Orando (oggi Ministro della Giustizia) che con un tweet ha così commentato ieri: "Il #CollegatoAmbientale è legge. Un passo importante per imprese, cittadini e istituzioni verso la greeneconomy".

La lista di norme abbraccia diversi ambiti della materia: dalle riserve marine al trattamento dei rifiuti, dalla disciplina della caccia alle sanzioni per comportamenti non ecologici, dal contrasto al dissesto idrogeologico agli incentivi per le economie locali, rurali e montane. Per citare alcuni esempi, la legge regola le responsabilità per chi causa danni all'ambiente marino in seguito a incidenti o avarie su navi e impianti (un ambito in cui riecheggia la vicenda del naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio). Per restare in tema, un articolo prevede l'istituzione nei porti di zone adatte a smaltire i rifiuti raccolti in mare da attività di pesca o turismo; un altro consente alle amministrazioni delle isole minori l'istituzione di un "contributo di sbarco" per finanziare la salvaguardia dell'ambiente locale. Il Collegato aumenta inoltre le zone dove sono istituibili parchi e riserve marine, individuando siti in particolare nel mare di Sicilia, e destinando fondi fondi annui intorno al milione di euro per l'istituzione e la gestione di queste riserve.
La legge si occupa anche di mobilità sostenibile, direttamente, ad esempio finanziando con 35 milioni un programma sperimentale nazionale di mobilità casa-scuola e casa-lavoro; o indirettamente, istituendo la figura del mobility manager nelle scuole per pianificare i trasporti quotidiani di alunni e personale scolastico.
In materia di energia, diversi provvedimenti sono intesi a promuovere le rinnovabili. Ad esempio l'articolo 24 tende a incentivare gli impianti di produzione elettrica da biomasse e biogas; mentre l'articolo 71 sollecita a livello regionale l'istituzione di "Oil free zone": porzioni di territorio dove avviare la progressiva sostituzione dei derivati del petrolio con fonti rinnovabili nella produzione di energia.
Le amministrazioni locali sono spinte ad applicare nuovi "criteri ambientali minimi" per appalti pubblici di servizi e forniture. Un esempio concreto è l'obbligo, d'ora in poi, di sostituire le lampade dei semafori con equivalenti a basso consumo energetico. Le buone pratiche sono esplicitamente sostenute per promuovere sul mercato le imprese virtuose: è prevista infatti l'istituzione di un organismo nazionale che valuti e comunichi l'impronta ambientale dei prodotti Made in Italy, in pratica una certificazione di marchi ad elevata qualificazione ambientale da etichettare con una dicitura evocativa: "Made Green in Italy".
Diverse novità anche sul fronte del riciclo e del riuso, tra le più indicative: incentivi all'acquisto di materiali riciclati e scarti di lavorazione da reimmettere nel ciclo produttivo; un'addizionale del 20% del tributo per il conferimento di rifiuti in discarica a carico di quei comuni che non raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata; riduzioni tariffarie ed esenzioni delle tasse comunali sui rifiuti per quei soggetti che attuano misure per prevenirne la produzione stessa. La legge consente anche riduzione delle tasse sui rifiuti per gli individui o le comunità che effettuano il compostaggio: ad esempio mense, mercati, vivai, ma anche utenze domestiche.
Tra le novità che più potrebbero entrare nel quotidiano dei cittadini ci sono: l'introduzione, in via sperimentale e volontaria, del vuoto a rendere per imballaggi di birra e acqua minerale servite al pubblico da albergatori e ristoratori; e ancora la possibilità per i comuni di creare esposizioni temporanee di beni usati ma funzionanti (ad esempio elettrodomestici o mobilio) nei centri di raccolta dei rifiuti, ai fini di riutilizzarli e deviarli dallo smaltimento. Non meno incisiva sull'economia reale, soprattutto degli agricoltori, la nuova norma, lungamente attesa, che mira a porre un freno alla proliferazione dei cinghiali: di questi animali vengono esplicitamente vietati l'introduzione in natura e il foraggiamento, finora consentiti a scopi venatori e principali fattori responsabili della loro diffusione incontrollata.
L'approvazione in aula ha suscitato generale consenso tra le istituzioni e le associazioni ambientaliste. Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, anch'egli via twitter, ha così salutato il voto parlamentare: "Finalmente #ecocollegato è legge. 35 milioni per mobilità sostenibile, 11 contro edifici abusivi, credito d'imposta per bonifiche amianto."
Rossella Muroni presidente di Legambiente, ha dichiarato: “Nonostante alcuni articoli ci destino qualche dubbio il collegato ambientale è, dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati, il secondo importante passo di un percorso per la tutela ambientale del nostro paese."
Non sono però mancate le critiche, soprattutto per l'articolo 57: "Semplificazione delle procedure in materia di siti di importanza comunitaria", mosse immediatamente da WWF e LIPU, che già in fase di discussione avevano preso posizione contro questa specifica norma. “Abbiamo atteso due anni che il Collegato ambientale diventasse legge avendo anche partecipato direttamente all’elaborazione degli articoli per istituire finalmente un Comitato Nazionale per il Capitale Naturale ma siamo costretti a segnalare aspetti positivi e negativi, denunciando l’incoerenza di Governo e Parlamento" ha commentato il WWF in una nota ufficiale "Accanto a queste disposizioni condivisibili è stata approvata anche una norma che scardina la Valutazione di Incidenza su progetti che vadano ad incidere sulla Rete Natura 2000 creata proprio per tutelare specie e habitat unici in Europa (2314 Siti di Importanza Comunitaria che consentono in Italia di tutelare 131 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna). Le autorità italiane dovrebbero sapere che è stata aperta dal 2014, su reclamo di WWF e LIPU, una istruttoria EU Pilot proprio sulla scorretta applicazione in Italia della Direttiva Habitat. Il WWF annuncia che chiederà all’Europa di aprire una procedura d’infrazione per violazione della normativa comunitaria”.
Decisa anche l'opposizione della LIPU allo specifico passaggio della legge, che in un comunicato stampa ha definito "Un articolo infausto" che "rappresenta un forte pericolo per la rete Natura 2000 italiana e macchia gravemente il disegno di legge. [...] Il primo comma assegna ai Comuni sopra i 20mila abitanti la competenza sulla Valutazione di Incidenza su interventi che, in alcuni casi, possono essere considerati minori ma che possono anche riguardare situazioni delicate e molto importanti dal punto di vista naturalistico: si pensi, ad esempio, alla ristrutturazione di edifici nei quali nidificano i grillai [un tipo di falco protetto dalla direttiva europea Habitat, ndr.] o altre specie particolarmente preziose. Il punto è che la maggior parte dei Comuni non è tecnicamente attrezzata per svolgere queste valutazioni [...] Il secondo comma è poi davvero grave. In sostanza, esso fa sì che solo per i Piani la procedura di Valutazione di Incidenza sia finalizzata al rilascio dell'approvazione definitiva, mentre per gli "interventi" (vale a dire qualsiasi progetto e attività) la Valutazione di Incidenza non sarebbe vincolante al rilascio dell'approvazione. Il che, oltre che un rischio serio per la natura, considerato che molti progetti sono fortemente impattanti sul territorio naturale e sulle specie, è una chiara, macroscopica infrazione dell'articolo 6 della direttiva Habitat [...] Abbiamo subito denunciato la questione alla Commissione Europea, che non tarderà ad agire duramente. Il Governo intervenga senza indugi e faccia marcia indietro, o presto per l'Italia sarà infrazione, processo e condanna certa".

 
 
 
 
 
 

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