18 Gennaio 2016
Giuliano Giulianini
GREEN ECONOMY
18 Gennaio 2016
Giuliano Giulianini

(Quasi) tutto il mondo punta sull'energia pulita

Nonostante i prezzi stracciati del petrolio, nel 2015 sono cresciuti del 4% gli investimenti globali per impianti eolici e solari. Accelera la Cina, seguono India, Africa, Usa e Sud America. L'Europa invece rallenta.

Bloomberg New Energy Finance è una divisione del colosso dell'informazione che fornisce analisi e rapporti sugli sviluppi delle energie alternative. Un team di 100 analisti e ricercatori dislocati in tutto il mondo monitora da dieci anni gli investimenti mondiali nel campo delle energie pulite, raccogliendo dati da transazioni, contratti, appalti e progetti legati all'utilizzo e lo sviluppo delle energie pulite.

Pochi giorni fa BNEF ha diffuso i dati relativi agli investimenti nelle fonti energetiche pulite nell'arco del 2015. La sorpresa emersa dalle analisi è che questo settore ha retto all'urto del deprezzamento del petrolio, che in teoria avrebbe dovuto favorire il ricorso ai combustibili fossili come fonte d'energia economica. Imprenditori e governi hanno speso quest'anno il 4% in più in impianti green, sebbene nell'ultimo anno e mezzo il prezzo del petrolio sia sceso del 67%, ed anche carbone e gas naturale stiano registrando dei ribassi .
Nonostante la "concorrenza" costi poco, Bloomberg ha rilevato che gli investimenti, nel mondo, hanno toccato la vetta record di 329 miliardi di dollari, una cifra quasi quadrupla rispetto a quella registrata dieci anni fa.
I motivi del boom sono sia tecnici che economici: il progresso tecnico degli impianti solari ed eolici, unito all'abbassamento dei costi di realizzazione, consente agli investitori di ottenere più energia con gli stessi fondi stanziati negli anni precedenti. Il risultato è che il numero di nuovi impianti è aumentato del 30% rispetto al 2014.
E' stato calcolato che nel 2015 sono stati installati impianti solari ed eolici per generare una potenza totale di 122 gigawatt: rappresentano il 50% dell'incremento di quest'anno della capacità energetica della rete globale generata da tutte le fonti possibili (anche quelle fossili e nucleare). Per la precisione 64 gigawatt saranno generati da nuovi impianti eolici e 57 dal solare.
Tra i paesi che lo scorso anno hanno puntato maggiormente sulle fonti alternative ci sono i nuovi mercati e le nazioni emergenti: il Messico ha investito oltre 4 miliardi di dollari, il Cile 3,5 (entrambi più che raddoppiando le cifre dell'anno precedente); il Marocco ha "puntato" sul verde 2 miliardi (nel 2014 non aveva speso quasi nulla); il Sudafrica ha impegnato 4,5 miliardi, più che triplicando rispetto all'annata precedente. Nel resto del mondo il trend è in aumento in India, Africa, America latina. Anche i giganti ci credono: i cinesi hanno investito il 17% in più, gli Stati Uniti l'8%. La nota stonata è rappresentata dalla "vecchia" (è il caso di definirla così) Europa: gli investimenti in energie pulite sono diminuiti del 18%, per un totale continentale di 58,5 miliardi di dollari, il minimo registrato dal 2006. I paesi guida si sono comportati diversamente: Germania e Francia sono in forte regressione con, rispettivamente il 42% e il 53% di capitali impegnati in meno; il Regno Unito ha invece aumentato la posta del 24%.

 
 

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