4 Ottobre 2019
Redazione
GREEN ECONOMY
4 Ottobre 2019
Redazione

Rapporto ASviS 2019: segnali incoraggianti per lo sviluppo sostenibile. Ora serve svolta decisiva

Giovannini: na legge annuale per lo sviluppo sostenibile. Il Presidente Conte impegni i ministri ad attuare l’Agenda 2030 per i rispettivi ambiti di competenza, come fatto dalla Presidente della Commissione Ue

Presentato oggi alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e dei ministri Gualtieri (economia) e Bellanova (politiche agricole) il Rapporto ASviS 2019, che fotografa e analizza l’andamento del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Un quadro a luci e ombre quello che emerge dagli indicatori compositi che gli esperti dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile hanno stilato per descrivere i 17 goal che costituiscono l’Agenda. Nel suo percorso verso i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, l’Italia migliora in alcuni campi (salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale), peggiora in altri (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) ed è stabile per l’educazione e la lotta al cambiamento climatico.

Evidenti sono i ritardi in settori cruciali per la transizione verso un modello che sia sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale, e fortissime restano le disuguaglianze, comprese quelle territoriali. L’Italia resta quindi lontana dal sentiero scelto nel 2015, quando si è impegnata ad attuare Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi per la lotta al cambiamento climatico.

Segnali incoraggianti, tuttavia, arrivano dal fronte politico, nazionale e internazionale con la sterzata che in questo senso la neo commissaria UE Ursula Von der Leyen sembra voler imprimere alla nuova Commissione e alla politica UE e, in casa nostra, con la svolta green che Giuseppe Conte ha dato l’impressione di voler dare all’azione del secondo Governo da lui presieduto.

 

La buona notizia – commenta appunto il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini - è che il nuovo Governo ha introdotto la sostenibilità nell’agenda politica e le linee programmatiche includono alcune proposte avanzate proprio dall’ASviS: dall’inserimento in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile all’avvio di un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, dall’uso dell’Agenda 2030 per ridisegnare il funzionamento del sistema socio-economico, alla valutazione dell’impatto economico-sociale-ambientale dei provvedimenti legislativi, dal taglio dei sussidi dannosi all’ambiente alla legge per annullare i differenziali retributivi tra uomini e donne, a parità di mansioni svolte. A questi annunci devono seguire azioni concrete per mettere l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. Peraltro, per 21 dei 169 Target previsti dall’Agenda 2030 il cui raggiungimento è fissato entro il 2020, il Rapporto ASviS 2019 rivela un Paese in evidente ritardo”.

  

“Siamo molto incoraggiati dai risultati della nostra attività di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale - sottolinea il Portavoce dell’ASviS Enrico GiovanniniLa nuova Commissione europea intende mettere l’Agenda 2030 al centro della propria azione e ha recepito alcune delle proposte avanzate dall’ASviS a maggio, tra cui una responsabilità diretta di ciascun Commissario per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile di propria competenza e il ridisegno del Semestre europeo intorno all’Agenda 2030. La Presidente della Commissione ha proposto un programma di azione per il prossimo quinquennio che ruota intorno ad una visione in cui politiche economiche, sociali e ambientali appaiono coerentemente orientate all’obiettivo di fare dell’Europa il primo continente carbon-neutral e leader globale dell’economia circolare. In questo quadro, però, l’Italia deve fare la sua parte e prepararsi adeguatamente, così da poter beneficiare delle risorse che l’Unione europea investirà nella direzione della sostenibilità. È per questo che chiediamo con urgenza una legge annuale per lo sviluppo sostenibile, politiche integrate e azioni concrete a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.

 

Sul piano nazionale, l’ASviS raccomanda che il Presidente del Consiglio:

  • invii ai Ministri un atto di indirizzo che indichi la loro responsabilità per conseguire gli SDGs;
  • rafforzi il ruolo della cabina di regia “Benessere Italia” costituita a Palazzo Chigi;
  • sostenga l’introduzione di una valutazione ex-ante della legislazione alla luce degli SDGs.

Inoltre, ASviS raccomanda che il Governo:

  • promuova presso il Parlamento la dichiarazione di “Stato di emergenza climatica”, come già fatto da alcune Regioni e città;
  • aggiorni la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e presenti un rapporto sul suo stato di attuazione;
  • trasformi il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile per orientare a tale scopo tutti gli investimenti pubblici;
  • individui politiche per conseguire i 21 Target in scadenza nel 2020;
  • prepari una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, che intervenga sulla normativa con un’ottica ‘sistemica’;
  • realizzi un vasto piano di informazione e comunicazione sul tema dello sviluppo sostenibile diretto all’intera popolazione.

Scarica il Rapporto ASviS 2019

 
 

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