29 Ottobre 2012
Redazione
GREEN ECONOMY
29 Ottobre 2012
Redazione

Rio de Janeiro e il summit sull’ambiente: buoni propositi e pochi soldi

Dal 20 al 22 giugno 2012 si è svolto a Rio de Janeiro il Vertice delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, meglio conosciuto come Rio+20 Le aspettative alla vigilia erano alte, la sfida ambiziosa: cercare una strada il più possibile condivisa per liberare due miliardi di persone dallo stato di povertà, preservando gli equilibri ecologici del pianeta e rafforzando i legami sociali che rendono felici gli uomini. Mete impossibili, considerando che attualmente consumiamo circa il doppio di ciò che dovremmo permetterci

Già con la Conferenza su Ambiente e Sviluppo del ’92 e con il Vertice sull’Ambiente umano del 1972 a Stoccolma, i 193 Paesi dell’ONU erano stati chiamati a fare il punto sulle crisi ambientali e prendere decisioni finalmente decisive per garantire la sopravvivenza del nostro pianeta.

Quest’anno i grandi leader non si sono neanche presentati: assenti Obama, Angela Merkel e David Cameron: tutti troppo impegnati a risolvere la crisi economica. E dunque i media italiano hanno preferito il silenzio generale sull’Evento. Del resto mancava la notizia se il documento The future we want neanche è stato completamente approvato.
Certo, era il solito elenco di buoni propositi, arricchiti di green economy di mercato e senza alcuna indicazione concreta sul dove come e quando reperire i fondi.
A quanto pare, il summit è stato un fallimento e l’ha asserito il Direttore Generale del Wwf, Jim Leape. Durante i negoziati nessuna leadership globale, necessaria a introdurre quel cambio di passo per garantire un sviluppo realmente sostenibile, fatto di azioni e non di parole.

Una buona notizia, però c’è: la società civile è pienamente consapevole delle urgenze ineludibili: NGO, associazioni, leader locali hanno espresso i propri bisogni e le proprie necessità, anche a voce alta, per tutta la durata del Summit.
Hanno mostrato attraverso le loro azioni che la green economy è possibile e attuabile: quello che chiedono ora è la definizione di una cornice con delle regole certe in cui muoversi, in modo da avere tutti pari diritti ma anche pari opportunità nelle scelte decisionali e nella concorrenza tra sistemi di sviluppo.
Il culmine della mobilitazione è stata la Marcia dei Popoli, che ha portato 80mila persone nelle strade di Rio, e la Dichiarazione del Summit dei popoli Rio+20.

Gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile rappresentano una sfida: è necessario fin da ora tenere alta l’attenzione per evitare di arrivare al 2015 con un documento di intenzioni, ma finalmente produrre un documento di azioni.

 
 

Earth Day Srl. Copyright © 2014 - All rights reserved.
Registrazione Tribunale di Roma N.247 del 11/11/2014